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13 Febbraio 2026 - 20:28
Vent’anni da Torino 2006, la città celebra l’eredità olimpica con Castellani e Nasi
L’orgoglio di aver contribuito al successo delle XX Olimpiadi Invernali e delle IX Paralimpiadi Invernali di Torino 2006, ma anche la consapevolezza di quanto quell’evento abbia trasformato la città e il suo territorio metropolitano. È questo il filo conduttore dell’incontro che si è svolto nel pomeriggio nella sala panoramica al XV piano della sede della Città metropolitana di Torino in corso Inghilterra.
Un appuntamento promosso insieme all’associazione Etica e Sport, che ha riunito amministratori pubblici, volontari e protagonisti dell’organizzazione dei Giochi in un momento di memoria condivisa. Per molti è stato un vero tuffo indietro di vent’anni: divise olimpiche e paralimpiche indossate di nuovo, simboli ufficiali dei Giochi, fiaccole custodite come reliquie di un passaggio storico.
Il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha consegnato una pergamena a Valentino Castellani e Tiziana Nasi, in segno di riconoscenza per il loro impegno alla guida dei Comitati organizzatori. Castellani fu tra i principali artefici della candidatura e dell’organizzazione dei Giochi Olimpici, mentre Nasi guidò il Comitato Paralimpico contribuendo a dare alle Paralimpiadi un rilievo internazionale senza precedenti.
Accanto a loro hanno portato la propria testimonianza Mercedes Bresso, alla guida della Provincia di Torino dal 1995 al 2004 e successivamente della Regione Piemonte dal 2005 al 2010, e Antonio Saitta, presidente della Provincia dal 2004 al 2014. Figure che hanno vissuto in prima linea la fase di preparazione, gestione e successiva valorizzazione dell’eredità olimpica.
Tra gli interventi anche quello di Silvana Accossato, assessora allo Sport e al Turismo nelle giunte provinciali di Bresso e responsabile del progetto “I Ragazzi del 2006”, iniziativa avviata nel 1999 che coinvolse circa 25.000 giovani residenti in 200 Comuni e Comunità Montane. Un percorso educativo che accompagnò l’avvicinamento ai Giochi e contribuì a diffondere sul territorio un senso di partecipazione e appartenenza.
Presente anche Pierpaolo Maza, vicepresidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi e oggi presidente di Etica e Sport, oltre al giornalista Luca Rolandi, tra i protagonisti della comunicazione di Torino 2006.
A rappresentare il patrimonio umano dei Giochi è intervenuto Michele Calleri, presidente dell’associazione Volo2006 ODV, che riunisce centinaia di volontari impegnati durante l’evento e che oggi continuano a operare nei grandi appuntamenti sportivi piemontesi e nazionali. Un’eredità concreta, fatta di competenze, relazioni e spirito di servizio che non si è dispersa.
Per tutti, al termine dell’incontro, le foto-ricordo di gruppo in divisa, con le fiaccole olimpiche di vent’anni fa. Non solo nostalgia, ma uno sguardo rivolto al futuro: nella speranza che i Giochi Olimpici Invernali in Francia tra quattro anni possano coinvolgere nuovamente il territorio torinese.
Torino 2006 non fu soltanto un evento sportivo. Fu un passaggio che ridisegnò l’immagine internazionale della città, generò nuove infrastrutture, impianti e riqualificazioni urbane, e contribuì a costruire una reputazione organizzativa che ancora oggi sostiene la candidatura del Piemonte a ospitare grandi eventi.
Vent’anni dopo, il ricordo resta vivo. Non come celebrazione autoreferenziale, ma come consapevolezza di un’eredità che continua a influenzare il presente.
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