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Quelle "nostre" Olimpiadi e i nostri Ghali

Gabriele Vacis, Henoel Grech e i Righeira: i settimesi "olimpici" dimenticati dalla città come il cantante dalla RAI

Le nostre Olimpiadi e i nostri Ghali

Gabriele Vacis, Ghali e Henoel Grech

Le Olimpiadi “Milano-Cortina” sono passate Settimo Torinese. Ma non è soltanto questione di tragitto della fiaccola. Dardust, compositore della colonna sonora dei giochi 2026, è passato di qui dove proprio il settimese Henoel Grech aveva composto le sigle per i collegamenti internazionali Rai per Torino 2006, come era anche suo il brano che accompagnava tutte le premiazioni degli atleti sul podio del Medal Plaza, in piazza Castello a Torino. Un passaggio di consegne tra musicisti purtroppo ignorato dalla città.

E poi, la cerimonia inaugurale allo stadio di Torino, in quel 10 febbraio 2006, con la regia di Gabriele Vacis. Buona parte dei figuranti furono selezionati qui a Settimo, trascinati per le prove nei capannoni industriali, in gran segreto, per poi comparire al centro della scena olimpica, in mondovisione. Tra questi, c’erano ancora i compianti Francesco Bessone, a condurre il gruppo dei Gamberai, e Renzo Bogni, che si era impegnato con entusiasmo per assoldare tanti volontari. 

Vacis scelse di far cantare l’inno d’Italia ad una bambina, invece di coinvolgere star, e al centro della scena comparve ad un certo punto una Carla Bruni d’immensa eleganza. “Passion Lives Here” era il titolo della cerimonia, il tema era la cultura e la storia della regione e dell’Italia. La direzione artistica di Marco Balich di Torino è stata riconfermata a distanza di 20 anni anche a Milano, mentre il regista è un allievo di Vacis, Damiano Michieletto. Entrambi sono stati citati dall’artista settimese in un suo post sui social, alla vigilia della cerimonia di Milano Cortina.

“Vent’anni fa ero in cabina di regia alla cerimonia olimpica a Torino - scrive Vacis -  Ieri sera sono stato alla prova generale della cerimonia d’apertura a Milano. Commozione: a produrre l’evento è sempre il mio amico Marco Balich e alla regia il mio ex allievo Damiano Michieletto. Bravissimi! Tutto molto bello, ma, lasciatemelo dire: il momento migliore è Ghali con una coreografia fantastica intorno. E lasciatemene dire un’altra: vent’anni fa, a Torino,  a cantare “Vincerò” c’era Pavarotti. Domani sera ci sarà Bocelli. Va così, di ‘sti tempi…”. Quel Ghali neanche citato dai telecronisti Rai. Semplice distrazione o ordini di scuderia? Probabilmente, non lo sapremo mai. E sotto il post, i consueti mille messaggi di approvazione: “Caro Gabriele Vacis è stato un onore e un piacere averti come regista della cerimonia - scrive un settimese - . Ci siamo presi botte di freddo in tutte le prove nei capannoni ex Teksid, ma ci siamo divertiti. Io ero il primo degli uomini albero che entravano a bordo stagno”. Bei tempi. 

Ma non solo: il tormentone “Milano e Cortina Oh oh oh”, con i tre faccioni danzanti di Verdi, Puccini e Rossini, ha la stessa linea melodica di “Vamos A La Playa” dei Righeira. Un brano dance planetario nato a Settimo Torinese nel 1983, composto da Michael e Johnson Righeira (alias Stefano Rota e Stefano Righi) e prodotto dai fratelli La Bionda, con la copertina disegnata da Luigi Lampis, settimese. 

Tutto questo per dire: si poteva fare di più, qui. Meritava creare un momento, un pomeriggio o una serata, incontrare i nostri protagonisti, riunire tutti quegli ex figuranti, fare una bella festa e prendersi un pezzetto di queste Olimpiadi lombarde, raccontando e ripercorrendo quell’epoca e questa che viviamo, analizzare ciò che è rimasto e ciò che sarà. E invece? Niente. Anche qui, abbiamo i nostri Ghali.

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