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Calcio
13 Febbraio 2026 - 18:41
Chivu (profilo IG ufficiale)
Non è mai una partita qualunque. Non lo è per la classifica, non lo è per la storia, non lo è per il peso emotivo che si porta dietro. Cristian Chivu prova ad abbassare i toni alla vigilia di Inter-Juventus, ma il derby d’Italia resta una sfida che va oltre i tre punti, un confronto dal respiro internazionale che accende San Siro nella serata di San Valentino.
«L'unica differenza è che in questo tipo di partita - dice l'allenatore dell'Inter - trovi più motivazioni, ma la vera sfida è trovare le stesse motivazioni anche con squadre più in basso in classifica. È una partita importante, riconosciuta a livello globale e mondiale tra due società che hanno sempre fatto vedere delle belle cose».
I precedenti recenti non sorridono ai nerazzurri: le ultime due sfide giocate a Torino si sono chiuse con una sconfitta. Per ritrovare un successo interista contro i bianconeri bisogna risalire al febbraio 2024, deciso dall’autorete di Gatti.
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La crescita della Juventus porta la firma di Spalletti, secondo Chivu. «La Juventus è migliorata con l'arrivo di Spalletti -- spiega Chivu - ha dato identità in poco tempo. Ha fatto vedere le sue idee, i giocatori sono migliorati. Possono mettere in difficoltà chiunque. Noi continuiamo a sperare che le prestazioni saranno di buon livello, con la stessa voglia e lo stesso spirito degli ultimi due mesi». Parole che diventano un riconoscimento personale: «Spalletti era bravo ed è anche migliorato, sta facendo giocare bene le sue squadre con identità precisa. È bravo, va preso da esempio e modello da seguire».
Intanto arrivano segnali incoraggianti dall’infermeria. Barella e Calhanoglu sono tornati ad allenarsi. «Si allenano da lunedì e non hanno avuto problemi», chiarisce l’allenatore. Il centrocampista italiano è candidato a una maglia da titolare, mentre per il turco restano valutazioni in corso sull’impiego dal primo minuto.
Al di là delle scelte iniziali, per Chivu la chiave sarà l’approccio. «Soprattutto contro una squadra che vuole essere dominante e ha mille modi per attaccarti». L’analisi è dettagliata: «Loro sono ibridi, hanno gamba e verticalità. Hanno diversi modi per far male - l'analisi del tecnico nerazzurro - e lo hanno fatto vedere nelle ultime partite. Noi dobbiamo essere pronti, così come abbiamo sempre fatto, ad accettare che il dominio del gioco possa passare da una parte all'altra».
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Calma, intelligenza, capacità di leggere i momenti. Anche saper aspettare, se necessario. In questo clima di tensione, l’allenatore nerazzurro interviene anche sulle polemiche social legate agli abbracci tra i fratelli Thuram. «Deve ridere col fratellino perché gli vuole bene. Ovvio che c'è la rivalità ma resta il suo fratellino. Lui è solare ed è giusto così. Poi sotto porta deve essere più cattivo, è troppo buono e alle volte troppo altruista. Mi metto nei panni della madre è una bella storia. A loro auguro di raggiungere gli stessi successi del padre».
Un augurio che vale per entrambi, ma che a Milano sperano possa tradursi in un’altra notte decisiva per Marcus Thuram. Perché Inter-Juve resta una partita che pesa sempre più di novanta minuti.
LA VOCE DEL CANAVESE
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