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Acqua “non potabile” a scuola, poi la retromarcia: in Canavese il rubinetto diventa arena politica

Doppia comunicazione dell’Istituto di Valperga, post incrociati e accuse sui social: lavori Smat e timori per la salute accendono lo scontro pre-elettorale

Acqua “non potabile”

Acqua “non potabile” a scuola, poi la retromarcia: in Canavese il rubinetto diventa arena politica

Prima il divieto severo di utilizzare l’acqua per bere, poi la rettifica. In mezzo, genitori preoccupati, post sui social e uno scontro politico che si accende nel giro di poche ore. A Valperga una comunicazione sui lavori all’acquedotto si è trasformata in un caso pubblico, con al centro un tema che non ammette leggerezze: la salute.

Martedì 11 febbraio le famiglie dell’Istituto comprensivo ricevono una nota della dirigente scolastica: per il giorno successivo, a causa di lavori sull’acquedotto, «l’acqua non è potabile e ne è severamente vietato l’utilizzo per bere e per il consumo alimentare fino a nuova comunicazione». Parole perentorie, che evocano un rischio concreto.

Poche ore dopo arriva una seconda comunicazione. Il quadro cambia: si parla di interruzione temporanea dell’erogazione tra le 9.30 e le 10.30 e si invita semplicemente a far portare ai figli una bottiglietta d’acqua. Scompare il riferimento alla non potabilità. La tensione, però, è già salita.

Il Comune, sulla base del comunicato Smat, aveva informato i cittadini di possibili interruzioni e di temporanei fenomeni di intorbidamento in alcune vie del paese, generalmente risolvibili lasciando scorrere l’acqua per qualche minuto. Un avviso tecnico. Ma la prima nota della scuola cambia la percezione del problema.

È in questo passaggio che interviene il consigliere di minoranza Davide Brunasso, con un attacco diretto all’amministrazione guidata dal sindaco Walter Sandretto. «Di fronte a un problema che riguarda l’acqua potabile – quindi la SALUTE di tutti – ci saremmo aspettati tempestività, chiarezza e soprattutto un’ordinanza cautelativa di non utilizzo dell’acqua se non previa bollitura. Invece nulla».

Brunasso pone una domanda precisa: «Com’è possibile che, in una situazione potenzialmente delicata, l’Amministrazione, il Sindaco Sandretto non abbiano ritenuto opportuno emettere immediatamente un’ordinanza a tutela dei cittadini? In questi casi la prudenza non è allarmismo: è responsabilità amministrativa».

La critica non si limita al merito della decisione, ma investe anche i tempi e le modalità della comunicazione. «Ancora più grave è il fatto che molte famiglie siano state informate prima dalla Scuola e non dal Comune. Il Comune dovrebbero garantire una comunicazione ufficiale, tempestiva e trasparente. Non un post tardivo e raffazzonato pubblicato solo dopo che la notizia era già circolata».

Il consigliere di minoranza aggiunge un ulteriore elemento: «Inoltre, l’acqua torbida non ha interessato soltanto le zone inizialmente indicate, ma – da quanto segnalato da numerosi cittadini – un’area ben più ampia lungo tutta la tratta a valle». Un’affermazione che amplia il perimetro del problema rispetto a quanto indicato nell’avviso iniziale.

Nel mirino finisce anche la gestione complessiva delle priorità comunicative. «Si comunica la presenza di fantomatiche “macchine rosse, bianche…”, generando apprensione e allarme, ma non si è ritenuto prioritario informare in modo chiaro su un tema che incide direttamente sulla salute pubblica». E la conclusione è politica: «La tutela della salute viene prima di tutto. Su questi temi non si può improvvisare. E non si può arrivare dopo. Ma il Sindaco Sandretto probabilmente è troppo impegnato nella campagna elettorale».

Il sindaco replica sui social pubblicando l’immagine di un rubinetto aperto nella scuola elementare, con acqua limpida, e scrive: «Buongiorno, questa è l'acqua di Valperga nelle scuola elementare questa mattina,diffidatevi da informazioni false da individui che vorrebbero turbare la serenità e la salute delle famiglie di Valperga. Forse quell'acqua postata era di un altro Paese della residenza di quei individui».

Il confronto si sposta così dal piano tecnico a quello politico. Da una parte la richiesta di un’ordinanza cautelativa e di una comunicazione più stringente, dall’altra l’accusa di aver generato allarmismo infondato.

Nel frattempo, i lavori sull’acquedotto proseguono e l’acqua torna limpida. Ma resta aperta la questione di come gestire, in un piccolo centro, un tema tanto sensibile. Quando si parla di potabilità, la soglia di attenzione è massima. Un’espressione può accendere il timore, una rettifica può sembrare una marcia indietro.

A Valperga l’emergenza sanitaria non c’è stata. Ma il corto circuito comunicativo sì. E con la campagna elettorale alle porte, anche un rubinetto può diventare simbolo di qualcosa di più grande: fiducia, trasparenza, responsabilità.

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