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Ivrea in Azione

Ivrea sommersa dalle cicche (e non solo): la città trattata come un posacenere

Mozziconi ovunque, plastica abbandonata e fioriere trasformate in discariche: il degrado non è un caso ma una scelta quotidiana. E riguarda tutti, cittadini, movida e amministrazione

Ivrea sommersa dalle cicche: la città trattata come un posacenere

Ivrea sommersa dalle cicche: la città trattata come un posacenere

C’è un inquinamento urbano diffuso e troppo spesso sottovalutato che a Ivrea è sotto gli occhi di tutti: le cicche di sigarette buttate a terra non sono un dettaglio ma un degrado quotidiano. Basta osservare marciapiedi, piazze e aree verdi per capire che non si tratta di episodi isolati, ma di un comportamento abituale che la città continua a tollerare. La cicca non è un rifiuto “minore”. È un materiale altamente inquinante, che rilascia sostanze nocive e che, con le piogge, finisce nei tombini e nei corsi d’acqua. Continuare a considerarla insignificante significa accettare il problema invece di affrontarlo.

Troppo spesso si sente dire: “La città è sporca, è colpa dell’amministrazione”. È una semplificazione che assolve chi sporca. La verità è più scomoda ma più onesta: una città è sporca perché qualcuno, ogni giorno, sceglie di non rispettarla. Il degrado nasce da piccoli gesti ripetuti e normalizzati, che alla lunga diventano sistema.

In questo contesto è doveroso chiamare alle proprie responsabilità anche le attività che animano la movida cittadina. Chi tiene aperto fino a tarda sera e trae beneficio dalla vitalità notturna ha un dovere civico e morale nel garantire che lo spazio pubblico non venga lasciato in condizioni indecorose. Bicchieri di plastica, piatti e mozziconi di sigarettenon possono diventare un effetto collaterale accettabile.

cicche

Quanto accaduto la sera del 6 gennaio è un segnale chiaro e preoccupante. Una città ridotta, al termine della serata, a un tappeto di rifiuti, cicche ovunque, plastica abbandonata, fioriere trasformate in posacenere e cestini improvvisatiè una città che va ripensata. Non è normale, non è inevitabile.

C’è poi un tema che non può più essere eluso: Ivrea aspira a diventare una città turistica. Bene. Ma il turismo non si proclama, si costruisce. E si costruisce anche con il decoro urbano, l’ordine, la pulizia quotidiana e i servizi. Una città che ambisce ad attrarre visitatori deve alzare il livello delle proprie regole, dei comportamenti e delle responsabilità. Non basta il valore del patrimonio storico e culturale se l’immagine restituisce spazi pubblici trascurati.

È evidente che l’amministrazione deve fare di più: più prevenzione, più controlli, più strumenti adeguati. Oggi esistono raccoglitori specifici per i mozziconi di sigarette, anche con sistemi di riciclo. Devono essere acquistati e collocati in modo mirato soprattutto nelle aree della movida. Ma nessuna misura sarà efficace senza un cambio di atteggiamento collettivo.

E qui l’appello è diretto e senza ambiguità: ai cittadini, perché una cicca buttata a terra è una scelta; agli esercenti, perché la vivacità non può prescindere dal rispetto; all’amministrazione, perché governare significa anche prevenire e far rispettare le regole. Ivrea è una comunità, non una terra di nessuno. Il decoro urbano non è un’opzione: è una responsabilità condivisa. E il rispetto della città comincia dai gesti più piccoli.

Ciao!!

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