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13 Febbraio 2026 - 11:44
Perché i piemontesi snobbano il nuovo? L’auto usata vola a +60mila, elettrico quasi ignorato
I piemontesi continuano a scegliere l’usato. Non per moda, ma per convenienza. I numeri del 2025 confermano una tendenza ormai strutturale: le auto di seconda mano superano nettamente le nuove immatricolazioni. Secondo i dati Aci, nell’ultimo anno in regione si sono registrate poco più di 242mila compravendite di vetture usate, circa 60mila in più rispetto alle auto nuove.
Il mercato, insomma, corre su binari diversi rispetto a quello delle concessionarie. Il prezzo medio di un’auto usata si attesta intorno ai 20mila euro, con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. In parallelo, il costo medio delle auto nuove registra una flessione del 3,8%. Un paradosso solo apparente: l’aumento dei listini negli ultimi anni, l’incertezza economica e la prudenza delle famiglie hanno spinto molti automobilisti a cercare soluzioni più accessibili, anche se non necessariamente economiche in senso assoluto.
La fotografia scattata da AutoScout24 su elaborazione dei dati Aci mostra un mercato ancora fortemente ancorato alle alimentazioni tradizionali. Il diesel rappresenta il 45,4% delle compravendite, seguito dalla benzina con il 35,6%. L’ibrido cresce, ma si ferma al 10,5%, mentre l’elettrico resta marginale con appena l’1,4% delle transazioni.
Un dato che racconta molto dell’atteggiamento degli automobilisti piemontesi. «Il mercato dell’auto usata in Italia resta oggi fortemente ancorato a modelli e brand tradizionali, con la Fiat Panda che si conferma anche nel 2025 l’auto usata più venduta nel Paese. Dalla nostra survey emerge inoltre che diesel e benzina continuano a essere le alimentazioni preferite, a conferma di un approccio ancora molto pragmatico da parte degli automobilisti», commenta Sergio Lanfranchi, del Centro studi AutoScout24.

Il pragmatismo è la chiave di lettura. L’usato offre una combinazione di prezzo più contenuto rispetto al nuovo, disponibilità immediata e minore incertezza tecnologica. In un contesto in cui la transizione ecologica procede tra incentivi intermittenti e infrastrutture di ricarica ancora non omogenee, molti scelgono la strada più collaudata.
A livello territoriale, è la provincia di Torino a trainare il mercato regionale con 121.684 passaggi di proprietà, nonostante una lieve flessione del 2% rispetto al 2024. Seguono con distacco Cuneo (33.923 passaggi, +2,5%), mentre le crescite percentuali più significative si registrano a Novara (+4,2%) e Verbania (+3,8%).
La mappa delle preferenze conferma il dominio della Fiat Panda, modello che continua a guidare le ricerche e le vendite in regione. Tra le elettriche, la più cercata è la Fiat 500e, ma i volumi restano contenuti.
Guardando al 2026, le intenzioni di acquisto raccolte a livello nazionale indicano che il 92% degli automobilisti continuerà a orientarsi verso brand tradizionali. Tuttavia, cresce all’8% la quota di chi dichiara di voler valutare nuovi marchi, segnale di un mercato in lenta evoluzione. Quanto alle tipologie di vettura, dominano i Suv con il 59% delle preferenze, mentre city car, coupé e cabrio restano marginali.
Il quadro piemontese riflette una dinamica nazionale ma con una propria specificità: una forte domanda di usato che non sembra destinata a rallentare. Il differenziale di 60mila unità tra usato e nuovo racconta una scelta chiara. In tempi di incertezza, l’automobile resta un bene necessario, ma l’acquisto viene ponderato con attenzione crescente.
L’elettrico fatica a decollare nel mercato dell’usato, anche per la minore disponibilità di modelli di seconda mano e per i dubbi legati alla durata delle batterie. L’ibrido guadagna terreno, ma non scardina il primato dei motori tradizionali.
Il risultato è un mercato che guarda avanti con cautela, ma che resta saldamente ancorato a ciò che conosce. In Piemonte, almeno per ora, la transizione passa prima dall’usato che dal nuovo.
LA VOCE DEL CANAVESE
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