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Piazza Gramsci a San Mauro cambia volto: si va verso il progetto definitivo, ma il dibattito continua

Presentato in commissione il piano di rigenerazione urbana: più verde, nuovi percorsi e un padiglione multifunzione. Ma restano dubbi su mercato, parcheggi e funzioni reali

Piazza Gramsci a San Mauro cambia volto: si va verso il progetto definitivo, ma il dibattito continua

Piazza Gramsci a San Mauro cambia volto: si va verso il progetto definitivo, ma il dibattito continua

La nuova piazza Gramsci prende forma, almeno sulla carta. Lunedì 9 febbraio, in seconda commissione consiliare, è stato illustrato il progetto definitivo di rigenerazione urbana di uno degli spazi più discussi e strategici di San Mauro Torinese. Un intervento che l’amministrazione presenta come una trasformazione profonda, capace di ricucire il rapporto tra città e Parco fluviale del Po, migliorare la qualità ambientale e ridefinire le funzioni dell’area.

Il piano si regge su tre pilastri dichiarati. Il primo è la forestazione: più alberi, nuove piantumazioni, una densificazione del verde e una significativa depermeabilizzazione delle superfici. L’obiettivo è creare un nuovo margine verde verso il Parco, riducendo l’impatto dell’asfalto e restituendo permeabilità al suolo.

Il secondo asse riguarda percorsi e accessi. I tracciati esistenti verrebbero riorganizzati per migliorare il collegamento tra il Parco, la piazza e le strutture limitrofe – dalla scuola alla piscina – in una logica di maggiore continuità urbana. L’idea è superare la frammentazione attuale e trasformare l’area in uno snodo più leggibile e attraversabile.

Il terzo punto è quello delle funzioni. Qui entra in gioco l’elemento più identitario del progetto: la Portineria di comunità, un padiglione leggero e modulabile pensato come presidio territoriale, punto di riferimento per attività sociali, sportive e di aggregazione. Un luogo che, nelle intenzioni, dovrebbe diventare una “antenna” di prossimità, capace di generare relazioni e servizi.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante illuminazione

La Portineria di comunità

Sulla carta, dunque, un intervento che punta su verde, socialità e riqualificazione paesaggistica. Ma piazza Gramsci non è un foglio bianco. È uno spazio vissuto, usato, discusso da anni. E proprio su questo terreno si sono concentrate, negli ultimi mesi, le principali criticità sollevate da cittadini e operatori.

Il primo nodo è quello del mercato. I mercatali avevano espresso preoccupazioni rispetto alla riorganizzazione degli spazi, temendo una riduzione della funzionalità dell’area o una penalizzazione delle postazioni. Piazza Gramsci è, prima di tutto, una piazza che vive settimanalmente di bancarelle e flussi commerciali. Ogni intervento che modifica percorsi, alberature e superfici deve fare i conti con questa realtà concreta. Il rischio, secondo alcuni operatori, è che una piazza più “verde” diventi meno praticabile per il mercato.

C’è poi la questione dei parcheggi. L’area rappresenta un punto di accesso al Parco e serve anche le strutture pubbliche circostanti. Una maggiore forestazione e la depermeabilizzazione, pur condivisibili sotto il profilo ambientale, sollevano interrogativi sulla disponibilità di stalli e sulla gestione dei flussi veicolari. La domanda che circola è semplice: quanti posti si perderanno? E come verranno compensati?

Un altro aspetto riguarda la Portineria di comunità. L’idea di un presidio sociale è ambiziosa, ma resta da capire come verrà gestito, con quali risorse e con quale programmazione stabile. San Mauro ha già sperimentato, in passato, strutture o spazi nati con grandi aspettative e poi rimasti sottoutilizzati. La differenza, qui, la farà la capacità di riempire il contenitore di iniziative reali.

C’è infine un tema più ampio: quello della visione urbanistica complessiva. Piazza Gramsci non è un’isola. È inserita in un contesto che comprende il parco, le scuole, la piscina e le direttrici verso il centro città. Senza un quadro organico – che inevitabilmente richiama il più ampio discorso sul piano regolatore – il rischio è che l’intervento venga percepito come un tassello isolato, pur importante.

Resta il dato politico: il progetto è arrivato alla fase definitiva e l’amministrazione rivendica una trasformazione che punta su ambiente, relazioni e qualità urbana. Dopo mesi di attese e discussioni, ora la partita si gioca sull’equilibrio tra ambizione progettuale e funzionalità quotidiana.

Piazza Gramsci può diventare un simbolo di rigenerazione. Ma dovrà dimostrare, una volta realizzata, di saper essere non solo più verde e più bella, ma anche più utile.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Rendering della nuova piazza

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