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15 Gennaio 2026 - 10:41
Il Comune di San Mauro fa i conti con il 2025: numeri, promesse, ma anche buchi nell'agenda
A inizio anno, a San Mauro Torinese, il rito è sempre lo stesso: il Consiglio comunale si guarda allo specchio, snocciola numeri, rivendica il lavoro fatto e prova a indicare una direzione. La conferenza stampa di mercoledì 14 gennaio in municipio, con la presidente del Consiglio comunale Maria Vallino, i presidenti delle commissioni consiliari Bruno Bonino, Anna Maria Barbero e Grazia Rita Nicosia e alcuni consiglieri comunali è stata esattamente questo. Un bilancio politico dell’anno appena chiuso, che però lascia emergere, tra le righe, le stesse fragilità che accompagnano la maggioranza da mesi.
Il Consiglio comunale, infatti, è l’organo che approva gli atti fondamentali dell’ente: bilancio, regolamenti, delibere. Le commissioni consiliari, invece, sono il luogo dell’approfondimento, del confronto preliminare, del lavoro “tecnico” prima dell’aula. Vallino lo ha ricordato più volte, spiegando che nel 2025 sono stati approvati 92 atti, tra cui 39 delibere, 14 interrogazioni e 16 mozioni, rivendicando un’attività intensa da parte del Consiglio comunale.
Al centro di tutto, ancora una volta, c’è stato il bilancio, approvato a fine dicembre. «Di che cosa ci siamo occupati innanzitutto e soprattutto? Di bilancio», ha detto Vallino, ricordando come oggi i tempi siano molto più compressi rispetto al passato. Bonino, presidente della prima commissione, ha parlato di un anno segnato da tagli alla spesa corrente, variazioni di bilancio e difficoltà strutturali, con un lavoro continuo di riequilibrio. Un quadro che restituisce l’immagine di un Comune che governa in trincea, più che con margini di manovra.
Tra le delibere rivendicate figurano l’adesione alla CER, la Comunità energetica rinnovabile, e al COCOPA, il coordinamento dei Comuni per la pace. Due sigle che però, come ha sottolineato Riccardo Carosso, sono arrivate in aula con un confronto insufficiente. «Su questi temi abbiamo discusso troppo poco», ha detto, chiedendo più commissioni e più tempo per argomenti complessi. Un richiamo al metodo, più che al merito, che fotografa bene una criticità ricorrente: si vota, ma spesso senza una vera maturazione politica.
C’è poi il capitolo simbolico, quello che Vallino ha rivendicato con maggiore convinzione: la cittadinanza onoraria a Don Ciotti. «Per noi è un vanto averlo come cittadino onorario della nostra città», ha detto. Una delibera che ha messo d’accordo tutti e che ha rappresentato uno dei pochi momenti di unità piena del Consiglio nel 2025.
Sul fronte delle opere pubbliche, sono stati richiamati gli interventi in piazza Gramsci e via Rivodora, così come la prospettiva di un nuovo mutuo per finanziare lavori futuri. Un passaggio che Bonino ha presentato come opportunità, ma che inevitabilmente porta con sé anche rischi per i cittadini, in una fase di bilanci già molto compressi. In arrivo anche l’ammodernamento della sala consiliare, da realizzare con le ultime risorse legate al PNRR, per rendere l’aula più funzionale e adeguata.

Maria Vallino
Più contraddittorio invece il bilancio sulle politiche giovanili. Da un lato il Consiglio comunale dei ragazzi, attivo da oltre dieci anni, e la consegna della Costituzione ai neomaggiorenni, confermata anche per il 2026. Dall’altro, il vuoto evidente sulla fascia 14–20 anni, quella che a San Mauro sfugge perché le scuole superiori non ci sono e i ragazzi si spostano verso Settimo o Torino. Vallino e Nicosia lo hanno ammesso apertamente, promettendo maggiore impegno, ma è una promessa che era già stata fatta anche lo scorso anno, con risultati finora modesti. Il confronto con realtà vicine, come Gassino Torinese e il progetto Altrove – Giovani in Rete, finanziato con fondi regionali e costruito direttamente dai giovani, rende questo ritardo ancora più evidente.
Di segno opposto, invece, il giudizio sulle politiche per la Terza Età. Il progetto “Portami a ballare” è stato riconosciuto come positivo anche da Paola Antonetto, che lo ha indicato come una risposta concreta a un bisogno reale, uno dei pochi ambiti su cui maggioranza e opposizione si sono trovate sulla stessa linea.
Restano però sul tavolo i dossier irrisolti. La commissione PAM, legata al discusso supermercato nell’area dell’ex-cereria, non viene convocata da luglio e resta in attesa di una data. Ancora più pesante il capitolo piano regolatore: solo due commissioni in tutto l’anno e nessun passo concreto. Barbero ha parlato di un iter che “prosegue piano piano”, ma Antonetto è stata molto più netta, definendo il piano «un fantasma» e avvertendo che, quando arriverà in aula, la minoranza si prenderà tutto il tempo necessario per valutarlo.
Infine, la stoccata più dura: la commissione agricoltura, mai convocata. «È una vergogna», ha detto Antonetto, collegando il vuoto istituzionale al progressivo svuotamento della Festa delle Fragole, sempre meno legata al mondo agricolo. Un’accusa che chiama in causa non solo l’organizzazione delle commissioni, ma il rapporto stesso tra amministrazione e territorio.
La fotografia che esce da questa conferenza di inizio 2026 è chiara: il Consiglio comunale di San Mauro è attivo, produce atti e rivendica lavoro. Ma tra bilanci approvati, simboli condivisi e cantieri annunciati, restano troppe questioni sospese. Il 2026 è appena iniziato. La differenza, questa volta, non la faranno le promesse, ma la capacità di trasformare i “a breve” in atti concreti e visibili.

Maria Vallino e i presidenti delle commissioni consiliari
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