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10 Febbraio 2026 - 22:46
ATP Finals, Torino
Le Atp Finals sono pronte a lasciare la Rai e a sbarcare su Mediaset. La firma non è ancora arrivata, ma l’intesa è considerata sostanzialmente chiusa: un accordo triennale che porterà l’evento tennistico più prestigioso della stagione indoor sulla televisione in chiaro di Cologno Monzese, segnando una svolta nel panorama dei diritti sportivi italiani. A spuntarla sarebbe stata Mediaset, grazie a una maxi-offerta che ha superato la proposta della tv pubblica.
Secondo quanto trapela, l’accordo con l’Atp, l’Associazione dei tennisti professionisti, prevede la trasmissione di una partita al giorno, finale compresa, mentre i diritti globali resterebbero a Sky, che continuerà a garantire la copertura completa del torneo. Una soluzione ibrida che rafforza il peso del tennis in chiaro e allo stesso tempo mantiene intatto l’assetto pay, ma che rappresenta comunque una perdita pesante per la Rai.
Il tempismo rende il colpo ancora più rumoroso. La Rai si trova infatti nel pieno delle polemiche per la telecronaca della cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, e vede sfumare un appuntamento che, negli ultimi anni, era diventato irrinunciabile per il pubblico italiano, soprattutto dopo l’esplosione di Jannik Sinner. Le Atp Finals non sono più solo un evento per appassionati: sono diventate uno dei simboli dello sport italiano che vince e convince a livello globale.
Anche nel 2026 il torneo si giocherà a Torino, città che ha costruito con le Finals un rapporto sempre più solido. La permanenza nel capoluogo piemontese è già stata ufficializzata fino al 2030 grazie all’intesa tra Atp e Federazione italiana tennis e padel (Fitp), e le speranze di vedere ancora una volta protagonisti i big italiani sono concrete. Oltre a Sinner, infatti, Lorenzo Musetti potrebbe confermarsi tra i primi otto del ranking mondiale e tornare a giocare davanti al pubblico di casa, alimentando ulteriormente l’interesse mediatico.
La Fitp ha scelto la linea della prudenza e non commenta direttamente l’operazione, ritenendo «inopportuno farlo» perché si tratta di «un accordo commerciale stipulato tra l’Atp e Mediaset». Ma dalle stesse fonti federali filtra un concetto chiave: l’importante è «che il tennis sia il più visibile possibile». Un messaggio che, di fatto, legittima il passaggio in chiaro come opportunità di crescita per tutto il movimento.

Per Mediaset si tratta di una mossa coerente con una strategia portata avanti da tempo. Cologno Monzese ha investito con decisione sugli eventi sportivi in chiaro, trasmettendo attualmente una partita a settimana di Champions League, Europa League e Conference League. Una scelta che ha rafforzato l’identità sportiva del gruppo e ampliato il bacino pubblicitario. Sul fronte opposto, la Rai continua a presidiare i suoi capisaldi storici: le partite della Nazionale, la Coppa Italia, la Supercoppa italiana e soprattutto il grande azzardo sui Mondiali di calcio 2026, per i quali ha acquistato i diritti di tutte le 104 partite della Coppa del Mondo in programma tra Stati Uniti, Messico e Canada, confidando nella qualificazione dell’Italia.
La sfida tra le due corazzate televisive, però, non nasce oggi. È una guerra dei diritti che affonda le radici negli anni Ottanta, quando la Fininvest di Silvio Berlusconi iniziò a puntare con decisione sul grande sport. Fu Canale 5 a trasmettere il Mundialito tra il 1980 e il 1981, torneo organizzato in Uruguay con le nazionali vincitrici di almeno un Mondiale, un banco di prova per dimostrare di saper gestire eventi internazionali di alto livello. Poco dopo arrivarono la Coppa Italia (1988-1990) e gli Europei di calcio del 1988. Da lì la battaglia si spostò sulla Champions League, poi sulla Formula 1, passata a Mediaset nel 1991, e su altri grandi eventi. La Rai, dal canto suo, non ha mai mollato la presa su Nazionale, Mondiali, Europei e Olimpiadi, mantenendo un ruolo centrale nel racconto sportivo del Paese.
Il tennis, per anni considerato uno sport di nicchia televisiva, è entrato con forza nei radar di sponsor e broadcaster proprio grazie al fenomeno Sinner. La Rai ha investito e costruito negli ultimi anni una nicchia solida, accompagnando la crescita dell’azzurro e del movimento. Ma l’ingresso di Mediaset nella trasmissione in chiaro delle Atp Finals apre nuovi scenari: più concorrenza, più visibilità e una nuova centralità del tennis nel palinsesto generalista.
Ora resta solo l’ultimo atto formale, la firma. Poi le Atp Finals cambieranno davvero canale, portando con sé non solo match di altissimo livello, ma anche un pezzo della sfida più ampia tra modelli televisivi, strategie editoriali e visioni diverse del grande sport in chiaro.
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