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10 Febbraio 2026 - 22:28
Ferrari accelera su tutti i fronti, chiude il 2025 con conti solidi e guarda al futuro con una fiducia che si riflette nei numeri, nelle scelte industriali e nella reazione del mercato. Mentre a Roma, il 25 maggio, è atteso il debutto di Luce, la prima Ferrari elettrica, la casa di Maranello archivia l’anno con ricavi netti pari a 7,14 miliardi di euro, in crescita del 7%, un utile operativo di 2,1 miliardi (+12%) e un utile netto di 1,6 miliardi (+5%). Risultati che superano le attese nell’ultimo trimestre e spingono il titolo in Borsa a una seduta da incorniciare: +10,2%, con chiusura a 310,30 euro.
È una fotografia che racconta un’azienda capace di crescere senza snaturarsi, mantenendo margini elevati e una strategia industriale chiara. Agli azionisti arriverà un dividendo più ricco, con il payout che sale dal 35 al 40%, mentre ai 5.000 dipendenti italiani sarà riconosciuto un premio di competitività fino a 14.900 euro, in aumento rispetto ai 14.400 euro dell’anno precedente. Un segnale che tiene insieme performance finanziaria e redistribuzione, e che trova il plauso anche del sindacato: per la Uil, il risultato è «il frutto di una doppia eccellenza, industriale e sindacale», con l’orgoglio dichiarato della Uilm per il contributo dato.
Sul piano societario, Ferrari fa chiarezza e chiude la porta a speculazioni e letture forzate. «I due azionisti principali John Elkann e Piero Ferrari hanno con Ferrari un legame indistruttibile», scandisce l’amministratore delegato Benedetto Vigna, sgombrando il campo da equivoci legati al nuovo patto parasociale, rinnovato a inizio anno, che blinda il 32% del capitale. L’accordo prevede la possibilità per Piero Ferrari di vendere fino al 5% e di disdettare il patto con Exor con un preavviso di 30 giorni lavorativi, ma Vigna è netto: «Elkann e Ferrari hanno deciso il nuovo accordo, mi hanno tenuto al corrente. Ero con John la settimana scorsa, ci siamo visti spesso a gennaio anche per la Formula 1. Ho visto anche Piero Ferrari. Le cose che si leggono sui giornali non trovano riscontro. L’impegno è forte».

Piero Ferrari
Il faro, però, è puntato soprattutto su Luce, la prima elettrica del Cavallino, che segna un passaggio storico per un marchio che ha costruito la propria identità sul suono e sulla meccanica dei motori termici. «Gli ordini partiranno il 27 maggio, dopo che nella world premiere avremo comunicato il prezzo», spiega Vigna. «La tanto attesa Ferrari-Luce segna un nuovo capitolo della nostra storia e ci permette di guardare con fiducia al futuro». I riscontri, racconta il manager, sono incoraggianti, anche da parte di nuovi clienti: piace l’idea di una Ferrari che resta fedele alla propria anima offrendo tre motorizzazioni — termica, plug-in ed elettrica — e viene apprezzato il percorso di presentazione per step.
Non è escluso che nei prossimi anni cambi il mix tra le diverse soluzioni: oggi è bilanciato con 40% termico, 40% plug-in e 20% elettrico, ma Luce potrebbe spostare progressivamente gli equilibri. E non sarà l’unica novità. Il 2026 porterà altri quattro modelli, che — anticipa il responsabile finanziario Antonio Picca Piccon — «sorprenderanno molti clienti», perché in alcuni saranno visibili «i frutti del lavoro fatto per la nostra barca Hypersail». Un progetto che esce dal perimetro dell’automobile per contaminare ricerca, materiali e soluzioni aerodinamiche.
Sul piano prospettico, Ferrari punta nel 2026 a ricavi di 7,50 miliardi e a un margine Ebitda del 39%, sostenuta da un mix di prodotto definito «robusto». Gli obiettivi fissati per il 2025 sono stati raggiunti e superati, e quelli previsti per il 2026 al Capital Markets Day del 2022 sono stati centrati con un anno di anticipo. «Guardiamo al futuro con disciplina, necessaria nel contesto attuale, e fiducia nelle opportunità a lungo termine che ci attendono», assicura Vigna.
Il perimetro dell’innovazione non si ferma alle quattro ruote. Ferrari si prepara anche a «una nuova, inedita gara sportiva»: la barca Hypersail «andrà in acqua entro la fine dell’anno». Un tassello che rafforza l’immagine di un’azienda capace di portare il proprio Dna tecnologico oltre i confini tradizionali, senza perdere coerenza.
In un mercato globale complesso, tra transizione energetica e pressioni competitive, Ferrari dimostra di saper coniugare crescita, redditività e visione. La corsa in Borsa certifica la fiducia degli investitori; il premio ai lavoratori rafforza il patto interno; Luce apre una strada nuova senza cancellare il passato. È la traiettoria di un marchio che continua a correre, anche quando cambia il tracciato.
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