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Auto sui marciapiedi e pedoni sulla carreggiata: a Germagnano scoppia la protesta

I consiglieri puntano il dito contro parcheggi selvaggi e sicurezza negata, soprattutto per disabili e anziani

Auto sui marciapiedi e pedoni sulla carreggiata: a Germagnano scoppia la protesta

La protesta corre sui marciapiedi che non ci sono più, inghiottiti dalle auto in sosta, e arriva dritta sulla scrivania della sindaca. A Germagnano una questione che da anni viene segnalata dai residenti è diventata ora un atto politico formale, nero su bianco, con una istanza–interrogazione indirizzata al Comune e firmata da tre consiglieri comunali di opposizione. Al centro c’è via Celso Miglietti, un tratto di strada che per molti non è più solo una via trafficata, ma un percorso a ostacoli quotidiano, soprattutto per chi cammina con difficoltà o si muove in carrozzina.

Il documento, depositato il 10 febbraio 2026, porta le firme di Francesco Airola, Mario Rossatto e Bruno Togliatto ed è indirizzato alla sindaca Mirella Mantini, con copia al segretario generale Pietrantonio Di Monte e al comando di Polizia locale. Il tono è diretto, il contenuto preciso. I consiglieri spiegano di aver raccolto «molte proteste dei nostri concittadini, portatori di disabilità, ma anche da persone non residenti nel Comune», tutte riconducibili a un punto ben preciso della viabilità cittadina.

Il tratto contestato è quello di via Celso Miglietti, lato civici pari, dal numero 18 al numero 6, dove i marciapiedi esistono ma vengono sistematicamente occupati da autovetture parcheggiate in modo irregolare. Un’occupazione che di fatto annulla la funzione stessa del marciapiede. I pedoni sono costretti a scendere in carreggiata, in mezzo al traffico. Una condizione che diventa ancora più grave se si considera che quella strada non è una via secondaria, ma una arteria provinciale ad alto traffico, la SP2.

Nel testo dell’istanza si legge che, proprio per questo motivo, la situazione «diventa molto pericolosa per i pedoni e disabili in carrozzella, obbligati a spostarsi a bordo strada per superare le autovetture parcheggiate in quel punto». Non si tratta di episodi sporadici o di emergenze temporanee. I consiglieri parlano di un problema strutturale, che va avanti da tempo e che non ha mai trovato una soluzione definitiva.

Sul lato opposto della carreggiata, quello dei numeri dispari dal 9 all’1, la situazione è persino peggiore: lì la continuità dei marciapiedi non esiste proprio. Anche in quel tratto, spiegano Airola, Rossatto e Togliatto, «molto spesso si verificano parcheggi selvaggi di autovetture e furgoni, che fanno abuso del suolo privato delle adiacenti proprietà condominiali». Il risultato è una strada dove lo spazio per chi si muove a piedi viene progressivamente eroso, fino a scomparire.

La parte più pesante del documento, però, arriva quando i consiglieri collocano il problema in una cornice politica precisa. Secondo quanto scritto, questa situazione «si sta verificando ormai da tre anni» e nonostante «le diverse lamentele dei cittadini» non sarebbe mai stata affrontata in modo risolutivo. La svolta negativa, per i firmatari, coincide con una scelta precisa dell’amministrazione comunale.

Nel testo viene ricordato che tutto nasce «in seguito all’affitto alle Poste Italiane S.p.A. del vicino Padiglione Municipale, per volere dell’amministrazione comunale». Una decisione che, secondo i consiglieri, ha avuto conseguenze dirette sulla pressione del traffico e sulla sosta in quell’area. Non solo. Viene messo in discussione anche il senso stesso di quella scelta.

I tre firmatari sottolineano come l’affitto del padiglione «contraddice le ragioni per le quali si è acquistato il Padiglione Municipale, del quale si continua a pagare un mutuo». Un passaggio politicamente pesante, perché richiama una responsabilità amministrativa che va oltre il singolo problema dei parcheggi. L’immobile, ricordano, era stato acquistato «ovvero di metterlo a disposizione dei cittadini e associazioni locali per usi culturali». Una destinazione che, nei fatti, sarebbe stata abbandonata.

Al posto di una funzione pubblica e culturale, spiegano i consiglieri, si è scelta una destinazione commerciale, senza però accompagnarla con una pianificazione adeguata. Nel documento si legge che «purtroppo invece si è fatta la scelta di affittarlo per uso commerciale, senza programmare la costruzione di un necessario parcheggio pubblico». Un’omissione che, sempre secondo l’opposizione, pesa oggi sulle spalle dei cittadini più fragili.

L’atto non si limita alla denuncia. Nella parte finale, i consiglieri formulano due richieste puntuali all’amministrazione. La prima riguarda l’immediato: «che sul fianco strada di via Celso Miglietti, oggetto di parcheggio abusivo che impedisce il passaggio ai pedoni in sicurezza, vengano posti i cartelli di Divieto di Parcheggio, oltre al controllo della Polizia Locale». La seconda guarda invece a una soluzione strutturale: «che sulla adiacente Area Industriale prospiciente a via Celso Miglietti n.18, sia individuata una porzione di terreno libero da edifici industriali, per la realizzazione di un parcheggio pubblico».

È una richiesta che chiama in causa direttamente la programmazione urbanistica e la gestione degli spazi pubblici. Non una toppa, ma un intervento che dovrebbe ridurre alla radice il problema della sosta selvaggia, restituendo sicurezza a una strada che oggi viene descritta come pericolosa.

Ora la palla passa alla sindaca e alla giunta. L’interrogazione chiede risposte, ma soprattutto azioni. Perché dietro i numeri civici e le sigle amministrative ci sono persone che ogni giorno, per fare pochi metri a piedi, sono costrette a sfidare il traffico. E in una strada provinciale, quel rischio non è più tollerabile.

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