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Altri tre bambini di Gaza curati a Torino, il Regina Margherita rafforza il suo ruolo umanitario

Arrivati nella notte con le famiglie, avviati percorsi complessi di cura e accoglienza sanitaria

Altri tre bambini di Gaza curati a Torino, il Regina Margherita rafforza il suo ruolo umanitario

Altri tre bambini di Gaza curati a Torino, il Regina Margherita rafforza il suo ruolo umanitario

Nella tarda serata di ieri tre bambini provenienti dalla Striscia di Gaza sono arrivati a Torino e sono stati ricoverati all’ospedale pediatrico Regina Margherita, dove sono stati immediatamente presi in carico dai reparti specialistici. Tutti presentano patologie gravi che richiedono cure complesse e percorsi terapeutici di lunga durata. Con loro sono giunti anche i familiari, accolti nell’ambito di un’operazione sanitaria e umanitaria coordinata a livello regionale.

Due delle giovani pazienti sono due sorelle, Salma, di 18 anni, e Zaina, di 11, affette da anemia di Fanconi, una rara malattia genetica che comporta fragilità del midollo osseo e richiede trattamenti altamente specialistici. La più piccola dovrà affrontare un trapianto di midollo, mentre la sorella maggiore, già sottoposta a un intervento analogo, inizierà ora un delicato periodo di terapia di consolidamento. Con loro sono arrivati i genitori e quattro fratelli.

La terza paziente è Salima, una bambina di appena 22 mesi, affetta da sordità. Per lei è stato programmato un percorso di cura che prevede l’impianto cocleare, fondamentale per lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione. La piccola è giunta a Torino insieme ai genitori, a uno zio e a tre fratelli.

L’intera operazione, dall’arrivo notturno all’aeroporto di Linate con un volo militare, fino al trasferimento a Torino e al ricovero, è stata seguita da Azienda Zero attraverso la Centrale Operativa del 118, che ha gestito il trasporto sanitario e il coordinamento delle équipe mediche e infermieristiche coinvolte. I bambini sono stati affidati al Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, diretto dalla professoressa Franca Fagioli, che ha attivato fin da subito le competenze multidisciplinari necessarie.

L’accoglienza rientra nel più ampio quadro della missione umanitaria “Food for Gaza”, che mira a costruire un ponte sanitario stabile tra il Regina Margherita e i bambini della Striscia, grazie alla collaborazione con reti diplomatiche e sanitarie internazionali. Accanto alle cure cliniche, un ruolo centrale è svolto dalla rete del terzo settore, chiamata a garantire supporto e ospitalità alle famiglie durante la permanenza in Piemonte.

Con questi nuovi arrivi salgono a 18 i nuclei familiari provenienti da Gaza accolti al Regina Margherita, che si aggiungono ai 39 nuclei dall’Ucraina. Negli ultimi tre anni l’ospedale ha seguito oltre 100 bambini stranieri con le loro famiglie, provenienti in egual misura dall’Europa dell’Est, dall’Asia e Medio Oriente, dall’Africa e dal Sud America. Numeri che confermano il profilo internazionale e solidale dell’ospedale torinese, sempre più punto di riferimento per la cura di minori colpiti da guerre, crisi umanitarie e condizioni sanitarie estreme.

Ancora una volta il sistema sanitario piemontese si muove come una rete unica, capace di coniugare alta specializzazione medica, organizzazione dell’emergenza e accoglienza umana, offrendo risposte concrete a chi arriva da contesti segnati da fragilità profonde e viaggi drammatici.

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