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09 Febbraio 2026 - 20:01
Anonimato e tutela per le madri, Torino chiede una legge nazionale (foto di repertorio)
A Torino il tema dell’abbandono sicuro dei neonati entra ufficialmente nel dibattito politico. Il Consiglio comunale ha approvato una mozione che punta a rafforzare la tutela dell’anonimato delle madri e a garantire una maggiore protezione giuridica per le donne che scelgono di lasciare il proprio figlio in luoghi sicuri.
L’atto, presentato dal consigliere di Radicali +Europa Silvio Viale, impegna l’amministrazione comunale ad avviare un’azione di sensibilizzazione capillare rivolta ai consultori, all’Asl Città di Torino, agli ospedali cittadini, agli ordini professionali e, più in generale, a tutto il mondo delle professioni sanitarie. L’obiettivo è garantire che la richiesta della donna di non essere nominata venga rispettata e accompagnata in modo corretto lungo tutto il percorso assistenziale e puerperale.
La mozione sottolinea la necessità di governare in modo chiaro e uniforme queste situazioni, evitando incertezze operative e assicurando alle donne un quadro di riferimento certo, soprattutto nei momenti più delicati legati alla nascita e alle scelte successive.
Un passaggio centrale del documento riguarda il livello nazionale. In sede Anci, il Comune di Torino si impegna a evidenziare la necessità che il Parlamento adotti una legge specifica capace di garantire l’impunità a tutte le donne che decidono di lasciare il neonato nelle culle per la vita o in altri luoghi dove il bambino possa essere immediatamente individuato senza rischi per la sua salute e la sua sopravvivenza.
La richiesta è chiara: evitare che scelte compiute per tutelare la vita del neonato possano esporre le madri a conseguenze penali o a timori che, in alcuni casi, potrebbero spingerle verso soluzioni più pericolose.
La mozione chiede inoltre il coinvolgimento diretto dei parlamentari eletti nei collegi di Torino, affinché si facciano promotori di una soluzione legislativa che affronti in modo organico il tema, superando le attuali lacune normative.
Il testo approvato in Consiglio comunale è il risultato di un percorso condiviso: la mozione è stata infatti modificata con un emendamento della consigliera Ivana Garione e successivamente con un subemendamento dello stesso proponente, prima del via libera definitivo dell’aula.
Con questo atto, Torino sceglie di portare all’attenzione nazionale una questione che intreccia tutela della vita, diritti delle donne e responsabilità delle istituzioni, chiedendo regole più chiare e strumenti più efficaci per garantire sicurezza, anonimato e protezione nei casi più delicati.

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