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09 Febbraio 2026 - 14:39
Torino-Ceres nel caos, Avetta attacca la Regione: bus pieni, studenti a terra e lavori senza fine
La Torino-Caselle-Ceres torna al centro dello scontro politico e della rabbia quotidiana dei pendolari. Autobus sostitutivi strapieni, studenti e lavoratori lasciati a terra nelle ore di punta, coincidenze saltate e cantieri che sembrano non avere una fine. È questo il quadro denunciato dal consigliere regionale Alberto Avetta (Pd), che ha presentato un’interrogazione per chiedere conto alla Regione Piemonte di una gestione definita inadeguata e miope.
Secondo Avetta, il servizio sostitutivo attivato durante i lavori lungo la linea ferroviaria non è mai stato dimensionato sulla domanda reale. Ogni mattina, sottolinea, la scena si ripete: bus che arrivano già pieni, persone costrette a restare a terra e collegamenti che non tengono conto degli orari dei treni. Un problema prevedibile, sostiene il consigliere dem, e proprio per questo ancora più grave. «Dal momento che era a tutti evidente l’impatto del cantiere, come mai non è stato organizzato un servizio sostitutivo adeguato sia per capienza sia per puntualità?», si chiede Avetta, mettendo in fila una serie di criticità che vanno ben oltre il disagio occasionale.
Alberto Avetta
Nel mirino finisce anche il ruolo di RFI, che nelle scorse settimane aveva assicurato l’assenza di ulteriori sospensioni del servizio. Promesse che, alla prova dei fatti, non avrebbero retto. «Nonostante le rassicurazioni, sulla Torino-Caselle-Ceres siamo costretti a sopportare nuove interruzioni», denuncia il consigliere regionale, parlando di una situazione ormai esasperante per chi utilizza quotidianamente la linea per studio o lavoro.
Per Avetta, il problema è strutturale e politico prima ancora che tecnico. La Torino-Caselle-Ceres, afferma, continua a non essere considerata una linea strategica e prioritaria, nonostante serva migliaia di utenti ogni giorno e colleghi aree decisive dell’area metropolitana. «Ancora una volta si ha la prova concreta che i disagi dei pendolari non meritano attenzione», accusa, leggendo nella gestione dei lavori e dei bus sostitutivi un segnale chiaro di marginalità.
Da qui la richiesta rivolta direttamente alla Regione: pretendere da RFI un cronoprogramma certo dei lavori e, soprattutto, garantire un servizio sostitutivo adeguato, in grado di reggere l’urto delle ore di punta. Senza questi due elementi, avverte Avetta, la linea rischia di trasformarsi in un caso permanente di inefficienza, con ricadute pesanti sulla qualità della vita di studenti e lavoratori.
La protesta del consigliere Pd dà voce a un malessere diffuso lungo tutta la tratta. E rilancia una domanda che, al di là delle interrogazioni in Consiglio regionale, resta sospesa ogni mattina alle fermate: quanto ancora i pendolari dovranno pagare il prezzo di cantieri infiniti e scelte organizzative che sembrano ignorare la realtà?

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