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26 Gennaio 2026 - 19:47
Matteo Filippin
Il tempo scorre, le scadenze si avvicinano e, intanto, l’edificio resta fermo. Nessun rumore di lavori, nessun cartello di cantiere aggiornato, nessuna comunicazione ufficiale che chiarisca cosa stia davvero accadendo. La Casa di Comunità di Lanzo Torinese, prevista nell’ex casa di riposo di via Cates 36, torna al centro del dibattito politico con una nuova interrogazione consiliare che suona come un campanello d’allarme sempre più insistente.
A firmarla è Matteo Filippin, capogruppo di minoranza di Lanzo per Noi – LPN, che il 26 gennaio 2026 ha depositato un atto formale indirizzato al sindaco Fabrizio Vottero Bernardina, all’assessora al Patrimonio Ernestina Assalto, e, per competenza, al direttore generale dell’ASL TO4 Luigi Vercellino e all’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Un’interrogazione che non nasce dal nulla, ma che richiama esplicitamente un precedente atto dell’ottobre 2025, rimasto nei fatti senza seguito.
Già allora, la minoranza aveva chiesto di fare chiarezza sullo stato di avanzamento dell’intervento di ristrutturazione dell’immobile destinato a diventare Casa di Comunità nell’ambito dei finanziamenti PNRR – Missione 6, con una scadenza fissata in modo inderogabile al 30 giugno 2026. La risposta ufficiale del Comune, arrivata a fine ottobre, aveva ammesso che i lavori erano fermi, spiegando che era in corso una variante progettuale da parte dell’ASL TO4, ma aveva anche assicurato l’avvio del cantiere entro novembre 2025 e il rispetto delle tempistiche imposte dal Piano nazionale.
A distanza di mesi, però, il quadro che emerge dalla nuova interrogazione è tutt’altro che rassicurante. Alla data di febbraio 2026, scrive Filippin, il cantiere non risulta attivo, non esiste un cronoprogramma aggiornato accessibile al Consiglio comunale, il progetto non è mai stato illustrato ufficialmente in aula e non risultano comunicazioni pubbliche né sullo stato delle autorizzazioni né sull’andamento della spesa legata ai fondi PNRR. Un silenzio che, secondo la minoranza, non è più giustificabile.
Il punto non è solo procedurale, ma profondamente politico e istituzionale. La Casa di Comunità di regione Cates è indicata come un’infrastruttura sanitaria strategica, destinata a diventare il perno della sanità territoriale per Lanzo Torinese e per l’intero bacino delle Valli di Lanzo. Un presidio pensato per rafforzare l’assistenza di prossimità, alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire servizi sanitari continuativi in un’area che da anni segnala criticità nell’accesso alle cure.
Proprio per questo, il mancato rispetto delle tempistiche PNRR non viene letto come un semplice ritardo tecnico, ma come un rischio concreto di perdita del finanziamento, con responsabilità istituzionali pesanti e difficilmente scaricabili su altri livelli di governo. A rendere la situazione ancora più delicata c’è il fatto che il Consiglio comunale, secondo quanto denunciato, non è mai stato messo nelle condizioni di conoscere nel dettaglio progetto, tempi e costi dell’intervento, nonostante l’immobile sia di proprietà comunale.
L’edificio di via Cates, noto ai cittadini come l’“ex casa di riposo”, è infatti vincolato da una convenzione trentennale che ne prevede l’utilizzo e la gestione da parte dell’ASL TO4 come Casa di Comunità. Un vincolo che, per la minoranza, rende ancora più necessario un passaggio trasparente e formale in Consiglio, sia per chiarire le responsabilità, sia per evitare che eventuali criticità emergano quando sarà ormai troppo tardi per intervenire.

L'assessora Tina Assalto
L’interrogazione entra quindi nel merito con una serie di richieste puntuali. Filippin chiede che venga presentato formalmente e in modo dettagliato il progetto, che sia comunicato un cronoprogramma aggiornato e vincolante, che vengano fornite garanzie concrete e documentate sulla possibilità di completare l’opera entro il 30 giugno 2026. Vengono inoltre sollecitati chiarimenti sullo stato autorizzatorio presso l’Ufficio tecnico comunale e un rendiconto delle spese finora sostenute sul finanziamento PNRR.
Non si tratta di domande generiche, ma di un tentativo di riportare la discussione su un piano di dati verificabili, in un momento in cui la finestra temporale per recuperare eventuali ritardi si sta rapidamente chiudendo. La richiesta di una risposta scritta nei termini di legge e di una risposta orale con iscrizione all’ordine del giorno del primo Consiglio comunale utile punta chiaramente a costringere l’amministrazione a esporsi pubblicamente, assumendosi la responsabilità politica delle scelte fatte – o non fatte.
Sul tavolo resta una questione che va oltre le dinamiche di maggioranza e opposizione. Il PNRR, con le sue scadenze rigide e i suoi controlli stringenti, non ammette ambiguità né rinvii indefiniti. Ogni mese perso riduce lo spazio di manovra e aumenta il rischio che un progetto pensato per rafforzare la sanità territoriale si trasformi in un caso emblematico di occasione mancata.
A Lanzo Torinese, intanto, l’ex casa di riposo resta chiusa e silenziosa. Un edificio che, nelle intenzioni, dovrebbe diventare un punto di riferimento sanitario per un intero territorio e che oggi è invece il simbolo di un’incertezza che pesa. La nuova interrogazione non chiude la vicenda, ma la riporta con forza al centro del dibattito pubblico. Ora la parola passa all’amministrazione comunale, all’ASL TO4 e alla Regione Piemonte. Perché il tempo del rinvio, almeno sulla carta, è ormai scaduto.
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