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“La Casa Comune che… c’è”: a Lanzo il territorio si racconta e sceglie di fare comunità

Nel salone LanzoIncontra un pomeriggio di incontri, reti e impegno condiviso: ventisette realtà unite dall’idea che ambiente, relazioni e futuro siano una responsabilità collettiva

“La Casa Comune che… c’è”

“La Casa Comune che… c’è”: a Lanzo il territorio si racconta e sceglie di fare comunità

C’è un momento in cui le parole smettono di essere dichiarazioni d’intenti e diventano pratica quotidiana. A Lanzo Torinese, quel momento ha preso forma domenica 8 febbraio, quando il salone LanzoIncontra si è trasformato in uno spazio vivo, attraversato da persone, esperienze e visioni diverse ma convergenti. “La Casa Comune che… c’è” non è stato solo il titolo di un evento, ma la fotografia di un territorio che ha scelto di riconoscersi, di raccontarsi e di mettersi in relazione partendo da ciò che tiene insieme comunità, ambiente e futuro.

Promossa dalla Città di Lanzo Torinese insieme al circolo Acli di Lanzo, l’iniziativa ha messo al centro un impegno spesso silenzioso, lontano dai riflettori, ma fondamentale per la vita quotidiana della città e delle sue Valli. Un pomeriggio pensato non come una conferenza o una passerella, ma come uno spazio di incontro reale, dove fermarsi, ascoltare, confrontarsi e costruire connessioni. Un tempo lento, necessario, in cui la parola “comunità” ha trovato un significato concreto.

Ad aprire simbolicamente l’evento è stato il taglio del nastro circolare, alla presenza del sindaco Fabrizio Vottero e del vicesindaco Fabrizio Casassa. Un gesto tutt’altro che rituale. Non un nastro che separa, ma un cerchio che si apre. Un segno che richiama l’idea di una casa senza confini rigidi, senza angoli, capace di accogliere e non di escludere. Il simbolo di una casa comune che esiste già, che viene abitata ogni giorno e che chiede di essere custodita insieme.

Nel corso del pomeriggio, il salone LanzoIncontra si è popolato di ventisette realtà, diverse per storia, linguaggi e ambiti di intervento, ma unite da una visione condivisa. Il risultato è stata una vera e propria mappa del territorio, che ha reso visibile la ricchezza di esperienze attive tra Lanzo e le Valli. Accanto al circolo Acli di Lanzo erano presenti associazioni impegnate nella tutela dell’ambiente come Ata, Pro Natura Animali e Autostrada delle Api, così come realtà dedicate alla valorizzazione dei sentieri e del paesaggio, tra cui l’Associazione Sentieri Alta Val Malone, Se.Sa.Mo. e il Cai Alpinismo Giovanile di Lanzo.

Un contributo importante è arrivato anche dal mondo della gestione forestale e del territorio, con il Consorzio Forestale delle Valli di Lanzo e gli uffici forestali dell’Unione montana Alpi Graie e dell’Unione montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone. Presenze che hanno sottolineato come la cura dell’ambiente non sia solo una questione ideale, ma un lavoro quotidiano, fatto di competenze tecniche e responsabilità condivise.

Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze di sostenibilità sociale ed energetica, con la Comunità Energetica Rinnovabile Cer Sinergie, CaritasRiuso, Spesa Sospesa Lanzo e il progetto Vesti, esempi concreti di come la solidarietà e l’attenzione alle risorse possano tradursi in azioni tangibili. Accanto a loro, cooperative e realtà del terzo settore come Crisalide, Dalla Stessa Parte, Strass&Baratt e il Centro Diurno “L’Elfo”, impegnate nella cura delle persone e delle relazioni.

Non è mancato il mondo della scuola e della formazione, rappresentato dall’istituto superiore “Fermi-Galilei” di Ciriè, segno di un dialogo necessario tra educazione e territorio. A questo si sono aggiunte esperienze culturali e scientifiche, come il Gruppo Astrofili “E.E. Barnard” e il Laboratorio di Energia Mentale, capaci di allargare lo sguardo e di collegare la dimensione locale a quella della conoscenza.

A completare il quadro, la presenza dell’ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali, del consorzio Cisa, di associazioni sportive e di relazione con l’ambiente come Alpi Kayak, di realtà fondiarie come Asfo La Chiara, delle iniziative di cittadinanza attiva dei Giovani delle Acli di Torino, e delle esperienze personali e progettuali come quelle di Toni Farina. A fare da cornice, la mostra geologica del Col del Lys, curata da Arpa, che ha arricchito ulteriormente il percorso con uno sguardo scientifico sul territorio.

Il titolo dell’evento richiama con forza l’idea della “casa comune”, un’espressione che invita a riconoscere come ambiente e comunità siano parti di un unico sistema. Un messaggio chiaro, che attraversa tutte le esperienze presenti: non esistono problemi ambientali separati da quelli sociali, ma una responsabilità condivisa che si traduce in scelte quotidiane, stili di vita consapevoli e partecipazione attiva. È a livello locale che queste sfide trovano risposte concrete, ed è proprio qui che il territorio dimostra di saper fare la propria parte.

“La Casa Comune che… c’è” ha restituito l’immagine di una comunità viva, capace di fare rete e di costruire futuro partendo dalle relazioni. Non una semplice vetrina, ma l’avvio di un percorso condiviso, in cui le idee diventano azioni e la cura del territorio si trasforma in impegno collettivo. Un cerchio aperto, pronto ad allargarsi, perché la casa comune non è un luogo da difendere da soli, ma uno spazio da abitare insieme.

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