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09 Febbraio 2026 - 10:07
La bambina con la valigia torna a parlare: Lanzo Torinese affida il Giorno del Ricordo alla voce di Egea Haffner
C’è un’immagine che, più di molte parole, è riuscita a fissare nella memoria collettiva una tragedia rimasta a lungo ai margini del racconto nazionale. Una bambina in piedi, una valigia stretta tra le mani, un cartello appeso al collo con una scritta secca: Esule giuliana n. 30001. Quella bambina è Egea Haffner e quella fotografia, scattata nel 1946 a Pola, è diventata nel tempo il simbolo dell’esodo giuliano-dalmata, che costrinse oltre 250mila persone ad abbandonare le proprie case, la propria terra, la propria vita.
In occasione del Giorno del Ricordo, la Città di Lanzo Torinese sceglie di partire proprio da quell’immagine e da quella storia per costruire un percorso di memoria che non si esaurisce in una celebrazione formale, ma si sviluppa nel tempo, negli spazi e nel confronto diretto con le nuove generazioni. Lanzo ospiterà infatti Egea Haffner, oggi testimone consapevole di una vicenda che per decenni è rimasta sospesa tra rimozione e polemica, e inaugurerà il nuovo Monumento alle Vittime delle Foibe, inserendolo in un più ampio Luogo di Memoria.
L’area scelta è quella antistante il cimitero, già carica di significato. Qui si trovano la Stele dedicata alle vittime della Shoah e il monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale. Con il nuovo intervento, lo spazio viene riconosciuto e definito in modo unitario, come un luogo che raccoglie diverse fratture della storia del Novecento, accomunate dalla violenza, dalla persecuzione e dalla perdita di vite umane. All’ingresso sarà collocata una lapide con la scritta «Questo è un Luogo di Memoria», a indicare non un singolo monumento, ma l’intero insieme, pensato come spazio di riflessione permanente.
Il monumento dedicato alle vittime delle foibe richiama simbolicamente le gole carsiche in cui uomini e donne vennero uccisi e gettati, spesso legati con filo di ferro. Una scelta volutamente essenziale, priva di elementi celebrativi, che punta più sull’impatto visivo e simbolico che sulla spiegazione didascalica. Su una delle pietre che lo compongono sarà collocata una targa in memoria di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana uccisa nel 1943 e divenuta nel tempo una delle figure più rappresentative di quella tragedia.

A spiegare il senso di questa scelta è l’assessore all’Istruzione Tina Assalto, che sottolinea il valore educativo dello spazio: «Il Luogo di Memoria nasce come spazio essenziale e volutamente spoglio, richiama il vuoto delle foibe, il luogo in cui uomini e donne venivano gettati, spesso legati con filo di ferro. Un segno che non spiega, ma costringe a fermarsi. Una targa dedicata a una figura simbolo lega quel vuoto a una storia precisa, restituendo identità a chi l’ha perduta».
Il programma delle iniziative si articola su più giorni, con linguaggi diversi ma un filo conduttore comune: trasformare il ricordo in conoscenza condivisa. Il primo appuntamento è fissato per lunedì 16 febbraio, quando la Mediateca “Dino Villani” propone la proiezione del film “La bambina con la valigia”, per la regia di Gianluca Mazzella. Il documentario ripercorre la vicenda umana e storica di Egea Haffner e sarà proiettato nello studio TV8 di via Verdi 14, a Torino. Un racconto per immagini che restituisce il contesto dell’esodo e il peso di una scelta obbligata, vissuta allora da una bambina e oggi riletta con la consapevolezza dell’adulta.
Il momento centrale arriverà martedì 17 febbraio, alle 18, con l’incontro pubblico nella Sala Atl di Piazza Rolle, dove Egea Haffner porterà la sua testimonianza diretta, dialogando con il professor Francesco Malcangi, docente di Filosofia e Storia all’istituto d’istruzione superiore Federico Albert. Un confronto pensato non come lezione frontale, ma come occasione di ascolto e di dialogo, in cui la memoria individuale si intreccia con la ricostruzione storica.
Il percorso si chiuderà mercoledì 18 febbraio, alle 10, con il momento più simbolico: l’inaugurazione del piazzale e del monumento dedicato alle Vittime delle Foibe al Foro Boario, alla presenza degli studenti delle scuole di Lanzo. Subito dopo, è previsto un incontro di approfondimento con l’autrice all’interno del salone LanzoIncontra, a conferma della volontà di mettere i giovani al centro di questo cammino di memoria.
La scelta di coinvolgere le scuole non è casuale. Lanzo Torinese decide esplicitamente di non affidare il Giorno del Ricordo a una sola data sul calendario, ma di costruire un riferimento stabile, capace di parlare al presente e di offrire strumenti critici alle nuove generazioni. In un tempo in cui la memoria rischia di essere ridotta a slogan o a terreno di scontro ideologico, l’incontro con una testimone come Egea Haffner e la creazione di uno spazio pubblico dedicato assumono un valore che va oltre la commemorazione.
Non si tratta solo di ricordare ciò che è stato, ma di riconoscere che quelle vicende continuano a interrogare il presente. La bambina con la valigia non è più soltanto una fotografia del passato, ma una voce che torna a parlare, chiedendo attenzione, rispetto e consapevolezza. Lanzo Torinese raccoglie questa eredità e la trasforma in un gesto concreto, affidando alla memoria il compito più difficile: non consolare, ma far pensare.
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