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Lutto
09 Febbraio 2026 - 09:55
Addio a Patrizia De Blanck, la contessa che ha attraversato la tv e il costume italiano senza mai chiedere permesso
Patrizia De Blanck è morta a Roma all’età di 85 anni, dopo una lunga battaglia contro la malattia. A comunicarlo è stata la figlia Giada, con un post pubblicato su Instagram che in poche ore ha fatto il giro del web, raccogliendo centinaia di messaggi di cordoglio, ricordi e testimonianze di affetto. Con la sua scomparsa si chiude non solo una storia personale intensa e contraddittoria, ma anche un capitolo del costume italiano, fatto di televisione, mondanità, eccessi, ironia e libertà.
«Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la Contessa Patrizia De Blanck», ha scritto Giada, in un messaggio lungo e profondamente intimo. «Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità. Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me». Parole che restituiscono il legame fortissimo tra madre e figlia, un rapporto simbiotico, spesso raccontato anche pubblicamente dalla stessa Patrizia, senza filtri né pudori.
Nel suo post, Giada ha ripercorso anche gli ultimi anni, segnati dalla malattia e da una dedizione totale. «Ho dedicato la mia vita a lei, l’ho curata, l’ho protetta, l’ho salvata più volte», ha scritto. «Questa volta, nonostante abbia fatto l’impossibile e lottato con tutte le mie forze, non è bastato. Speravo come altre volte che avremmo da guerriere quali siamo sempre state vinto anche questa battaglia con la forza dell’amore». Poi la confessione più dolorosa: «Sono profondamente segnata da questo percorso difficile e dilaniata da una sofferenza che non si può spiegare: con lei se n’è andata una parte di me. Vivrò per due, questa è la promessa».
Un addio che ha commosso il pubblico e riportato alla memoria una figura che, nel bene e nel male, non ha mai lasciato indifferenti. Patrizia De Blanck era nata a Roma nel 1940, figlia dell’aristocratica veneziana Llyod Dario e del conte cubano Guillermo De Blanck y Menocal. Cresciuta in un ambiente colto ed elegante, ha sempre mostrato fin da giovane un carattere indipendente, insofferente alle convenzioni e poco incline al silenzio imposto dal rango.

A soli 18 anni esordisce in televisione come valletta nel celebre programma Il Musichiere, condotto da Mario Riva, affiancando colleghe come Patrizia Della Rovere e Mimma Di Terlizzi. È il primo contatto con il piccolo schermo, un mondo che all’epoca sembrava solo una parentesi e che invece, decenni dopo, sarebbe diventato la sua seconda casa. Poi, per oltre quarant’anni, Patrizia si allontana dalle telecamere, dedicandosi alla famiglia e alla vita sociale romana, frequentando salotti, eventi e ambienti mondani senza mai perdere quella sua cifra fatta di ironia tagliente e spontaneità disarmante.
Il ritorno avviene nel 2002, quando viene chiamata come ospite fissa a “Chiambretti c’è”. Da quel momento, la Contessa diventa una presenza costante nei salotti televisivi italiani. Domenica In, Pomeriggio Cinque, Domenica Live: ovunque andasse, Patrizia portava con sé un linguaggio diretto, a volte spiazzante, sempre autentico. Non costruiva personaggi: era il personaggio, nel senso più puro del termine.
Anche il mondo dei reality show la accoglie, e lei lo attraversa con lo stesso spirito. Partecipa a Il ristorante e all’Isola dei Famosi, mostrando ancora una volta una capacità innata di catturare l’attenzione. Pubblica l’autobiografia A letto con il diavolo, un titolo che riassume perfettamente la sua visione della vita, e nel 2011 debutta al cinema in Vacanze di Natale a Cortina, interpretando sé stessa, senza bisogno di maschere. Nel 2020 entra nella casa del Grande Fratello Vip: un’esperienza breve ma intensa, sufficiente a confermare come il suo fascino fosse rimasto intatto e trasversale alle generazioni.
La sua vita privata è stata altrettanto intensa e segnata da amori, dolori e perdite. Nel 1960 sposa l’aristocratico britannico Anthony Leigh Milne, matrimonio che finisce rapidamente dopo un tradimento. Segue la relazione con l’imprenditore tessile Farouk El Chourbagi, tragicamente assassinato nel 1964. Nel 1971 sposa in seconde nozze il console di Panama Giuseppe Drommi, con cui avrà la figlia Giada. Un legame durato fino alla morte di Drommi nel 1999, che Patrizia ha sempre ricordato con affetto sincero.
Tra gli amori più raccontati spicca quello con Franco Califano, definito dalla Contessa come qualcosa di più di una semplice avventura, fatto di lettere e passione. Nei suoi ricordi pubblici ha parlato anche della frequentazione con Alberto Sordi, un rapporto di grande complicità, oltre a flirt attribuiti a figure come Warren Beatty e Yves Montand, entrati nel mito del suo racconto.
Non sono mancati, negli anni, i misteri sulle origini familiari. Patrizia aveva raccontato che il conte Guillermo De Blanck y Menocal non fosse il padre biologico, ma adottivo, indicando come padre naturale Asvero Gravelli, gerarca nazista morto nel 1956. Secondo alcune voci, mai confermate, Gravelli sarebbe stato figlio di Benito Mussolini, ipotesi rimasta sempre priva di riscontri storici ufficiali ma che ha contribuito ad alimentare il mito e l’ambiguità della sua figura.
Patrizia De Blanck resterà nella memoria collettiva come la contessa del popolo, capace di unire aristocrazia e linguaggio diretto, nobiltà e ironia, eleganza e irriverenza. Un personaggio autentico, che non ha mai cercato di piacere a tutti e proprio per questo è stato amato da molti. Con la sua morte se ne va una donna fuori dagli schemi, impossibile da incasellare, che ha attraversato decenni di storia italiana restando sempre fedele a sé stessa.
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