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San Giusto apre il Carnevalone: eletti Tirapere e Gerbolina

Dal balcone del Municipio al lungo corteo notturno, il paese accoglie Tirapere e Gerbolina e celebra la sua identità

San Giusto apre il Carnevalone: eletti Tirapere e Gerbolina

San Giusto apre il Carnevalone: eletti Tirapere e Gerbolina

A San Giusto Canavese il Carnevale non si annuncia, si mette in scena. E la sera di ieri ne è stata la conferma, con il primo atto ufficiale del Carnevalone che ha trasformato il centro del paese in un grande teatro a cielo aperto. La presentazione delle maschere ha richiamato una piazza gremita, popolata da famiglie, gruppi mascherati, musiche e colori, in un clima che ha mescolato entusiasmo popolare e rispetto profondo per la tradizione.

Il momento più atteso si è consumato dal balcone del Municipio, quando, con il naso all’insù e gli occhi puntati verso l’alto, la folla ha accolto l’apparizione dei nuovi protagonisti del Carnevale sangiustese. Emozionati e sorridenti, sono stati presentati i neoeletti Tirapere e Gerbolina, interpretati da Vito e Carlotta, chiamati a incarnare lo spirito della festa per l’edizione 2026. Accanto a loro, a completare il quadro, i paggetti Elisa e il piccolo Nicolò, che hanno aggiunto un tocco di dolcezza e continuità generazionale a una cerimonia già carica di significato.

Dopo i primi saluti e l’abbraccio simbolico con la comunità, la serata è proseguita con un corteo imponente, che ha attraversato le vie del paese tra musiche, luci e applausi. A rendere ancora più suggestivo il colpo d’occhio è stata la presenza dei Cavalieri della Commenda e del folto gruppo degli ex personaggi, avvolti nei tradizionali mantelli rossi. Un’immagine potente, capace di raccontare in pochi istanti la forza di un Carnevale che non è solo festa, ma anche memoria collettiva.

Il lungo serpentone, illuminato dalle fiaccole, ha accompagnato Tirapere e Gerbolina fino al Gioannini, cuore simbolico della seconda parte della cerimonia. Qui la serata ha vissuto uno dei suoi momenti più intensi, con l’omaggio delle maschere dei paesi limitrofi, segno di un Carnevale che dialoga con il territorio e mantiene vivi legami che vanno oltre i confini comunali.

Nel corso dell’evento si è svolta anche l’investitura a Cavalieri della Commenda di Giorgia e Davide, personaggi uscenti, ai quali è andato un ringraziamento sentito e condiviso. La loro interpretazione è stata ricordata come particolarmente riuscita: Giorgia, apprezzata per la sua eleganza e gentilezza, e Davide, descritto come rigoroso, serio e impeccabile nel ruolo, hanno rappresentato il Carnevale con stile e passione, lasciando un segno riconoscibile nel racconto di questa tradizione.

Dietro le quinte, ma in realtà sempre sotto gli occhi di tutti, il lavoro della Pro Loco ha avuto un ruolo centrale. L’organizzazione della serata, la cura dei dettagli, la capacità di coinvolgere associazioni, gruppi musicali e volontari hanno reso possibile un evento che ha saputo unire tradizione, emozione e allegria. La guida energica e appassionata di Rosy è stata più volte richiamata come esempio di dedizione e spirito di servizio verso la comunità.

Il primo atto del Carnevalone si chiude così con un bilancio più che positivo. San Giusto ha dimostrato ancora una volta di saper custodire il proprio patrimonio culturale senza trasformarlo in una semplice rievocazione, ma rendendolo vivo, partecipato, capace di parlare a tutte le generazioni. E se l’inizio è questo, le aspettative per i prossimi appuntamenti non possono che crescere.

Il Carnevale è appena cominciato, ma il messaggio è già chiaro: a San Giusto non è solo una festa, è un rito collettivo che ogni anno si rinnova, si arricchisce e continua a raccontare l’identità di un paese che sa ancora riconoscersi nelle proprie maschere.

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