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07 Febbraio 2026 - 13:26
Quando la salute entra in aula: a Gassino un progetto pilota migliora l’aria respirata dai bambini a scuola
Ci sono aspetti della vita scolastica che non compaiono nei registri, non finiscono nei verbali e non fanno rumore. Eppure incidono ogni giorno sul benessere dei bambini. Uno di questi è la qualità dell’aria nelle aule, un tema raramente al centro del dibattito pubblico ma decisivo soprattutto nei luoghi frequentati dai più piccoli.
È proprio da qui che prende forma “Diamo aria pulita ai nostri figli”, il progetto sperimentale presentato sabato 6 febbraio all’Asilo Infantile San Giuseppe di Gassino Torinese, dove per mesi l’aria respirata dai bambini è stata misurata, analizzata e migliorata.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: ridurre la presenza di sostanze inquinanti negli ambienti scolastici attraverso una soluzione tecnologica passiva, a impatto zero, senza ricorrere a impianti energivori o interventi strutturali invasivi. La sperimentazione ha riguardato due aule dell’asilo, la Rossi e la Blu, dove per circa quattro mesi sono stati installati teli assorbenti speciali. Nessun consumo di energia, nessuna emissione, nessuna modifica alla quotidianità scolastica.
A rendere significativo l’intervento non è però solo la tecnologia, ma il metodo scientifico che lo accompagna. L’intero periodo di sperimentazione è stato affiancato da un monitoraggio continuo della qualità dell’aria. I sensori installati nelle aule hanno permesso di confrontare i dati prima e dopo l’applicazione dei teli, restituendo risultati misurabili e verificabili.

La presentazione del progetto
I numeri emersi parlano di una riduzione sensibile dei composti organici volatili, con cali medi superiori al 30% e picchi che hanno raggiunto e superato il 40%, in particolare nel periodo precedente all’accensione del riscaldamento. Dati che assumono un peso specifico importante se si considera che le scuole dell’infanzia sono ambienti ad alta permanenza, frequentati per molte ore al giorno da bambini in età prescolare, particolarmente sensibili alla qualità dell’aria indoor.
La presentazione dei risultati si è svolta all’interno dell’asilo, nel corso di una conferenza moderata da Davide Mattiello, già deputato e primo firmatario della legge istitutiva della Giornata Nazionale della Sicurezza nelle Scuole.
Sono intervenuti anche il sindaco di Gassino Torinese, Cristian Corrado e Stefano Martinato, amministratore unico di Anemotech. Il progetto è promosso dalla Fondazione Benvenuti in Italia ed è stato sostenuto anche da Reale Mutua – Agenzia di Torino Giulio Cesare, che ha devoluto parte del proprio investimento al Fondo Vito Scafidi, realtà da anni impegnata sui temi della sicurezza e della prevenzione negli edifici scolastici.
Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza la natura dell’iniziativa: non un’operazione di immagine, ma un caso studio concreto, pensato per dimostrare come sia possibile intervenire sulla salubrità degli ambienti educativi con soluzioni sostenibili, misurabili e replicabili. Un approccio che mette insieme innovazione tecnologica, ricerca scientifica e prevenzione, senza promettere scorciatoie ma offrendo dati.
Dal punto di vista istituzionale, il progetto è stato letto come un investimento sulla salute e sul benessere dei bambini, inteso non come concetto astratto ma come condizione quotidiana. Migliorare l’aria nelle aule significa ridurre l’esposizione continua a sostanze potenzialmente nocive e creare ambienti più favorevoli all’apprendimento, soprattutto in una fascia d’età delicata come quella prescolare.
C’è poi una riflessione più ampia che attraversa l’esperienza dell’Asilo San Giuseppe di Gassino. In un momento in cui il tema della scuola è spesso legato a edifici, cantieri e investimenti strutturali, questa sperimentazione sposta l’attenzione su ciò che non si vede ma accompagna ogni giornata scolastica. L’aria diventa così parte integrante del discorso sul benessere scolastico, al pari della sicurezza, degli spazi e della qualità educativa.
Il progetto non pretende di offrire una soluzione definitiva, ma indica una direzione possibile. Dimostra che anche un Comune di dimensioni contenute può diventare laboratorio di buone pratiche, se sceglie di unire attenzione scientifica, responsabilità pubblica e visione di lungo periodo. E che prendersi cura della scuola significa anche interrogarsi, con serietà, su ciò che i bambini respirano ogni giorno, mentre imparano a conoscere il mondo.

I relatori e il tavolo istituzionale
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