La polemica sulla nuova scuola di via Regione Fiore a Gassino Torinese non si spegne; anzi entra ufficialmente nelle aule istituzionali. Dopo settimane di interventi duri affidati ai social, Maurizio Gazzara, consigliere comunale di minoranza della lista Gassino Insieme, ha depositato un’interrogazione consiliare e una mozione che riportano nero su bianco due nodi già al centro del dibattito cittadino: l’assenza dell’aula magna prevista nei progetti originari e la palestra ritenuta non idonea a ospitare attività sportive agonistiche.
Nei documenti ufficiali, Gazzara parte da un presupposto netto: il nuovo plesso scolastico rappresenta una delle opere pubbliche più importanti realizzate a Gassino negli ultimi decenni, sia per l’entità dell’investimento sia per l’impatto sul tessuto urbano e sociale. Proprio per questo, sostiene il consigliere, una struttura progettata ex novo avrebbe potuto – e dovuto – rispondere non solo alle esigenze didattiche, ma anche a quelle sportive, aggregative e comunitarie del paese.
Il primo fronte aperto riguarda la palestra. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la struttura non risulterebbe conforme ai requisiti necessari per ospitare tornei ufficiali di pallacanestro, pallavolo e altre discipline.
Una criticità che impedirebbe alle associazioni sportive locali di utilizzare l’impianto per attività agonistiche, aggravando una carenza di spazi che a Gassino è nota da anni. Tra i quesiti posti all’amministrazione, c’è anche quello relativo all’eventuale mancato benestare dei Vigili del Fuoco per l’utilizzo extrascolastico della palestra.
Il secondo tema è forse ancora più politico: la scomparsa dell’aula magna. Nei progetti preliminari del 2019 era prevista una sala con gradinata e capienza per diverse centinaia di persone, uno spazio che avrebbe potuto colmare la storica mancanza di luoghi pubblici polifunzionali. Nella versione definitiva del progetto, quell’aula non c’è più: al suo posto, un ampio atrio d’ingresso che, secondo Gazzara, non è in grado di svolgere la stessa funzione. Da qui la richiesta di chiarire perché si sia arrivati a questa scelta e chi, politicamente, abbia seguito e approvato le fasi progettuali.
Accanto all’interrogazione, il consigliere ha depositato anche una mozione che guarda avanti: impegnare sindaco e Giunta a verificare la possibilità di adeguare la palestra agli standard agonistici, a valutare interventi migliorativi compatibili con le risorse disponibili e ad avviare un confronto strutturato con le associazioni sportive del territorio. Tra i punti, anche l’invito a individuare soluzioni – progettuali o organizzative – per dotare il Comune di spazi realmente polifunzionali e a fissare criteri più chiari per le future opere pubbliche scolastiche.
A rendere il quadro ancora più teso è però la gestione procedurale della vicenda. Come riferito dallo stesso Gazzara, la richiesta di risposta scritta all’interrogazione è stata respinta, con l’indicazione che l’argomento verrà affrontato solo oralmente nel prossimo Consiglio comunale utile, previsto tra 10/15 giorni. Una scelta che, secondo il consigliere, rischia di rinviare il confronto su questioni che da settimane animano il dibattito pubblico e che coinvolgono direttamente famiglie, associazioni sportive e cittadini.

La battaglia consiliare arriva dopo una serie di prese di posizione molto dure affidate ai social, in cui Gazzara aveva già contestato il tentativo – a suo dire – di riscrivere la storia dell’opera e di ridurre tutto a un rispetto formale delle normative. Per il consigliere, il punto non è se la scuola sia a norma, ma se sia davvero utile alla comunità anche oltre l’orario scolastico. Da qui le critiche su una palestra nota da anni come esclusivamente scolastica e su una aula magna eliminata quando, secondo lui, si sarebbe dovuto tenere insieme il bisogno della scuola e quello del paese.
Sul fronte opposto, il sindaco Cristian Corrado ha più volte ribadito che la nuova scuola rispetta pienamente le normative vigenti e che l’utilizzo degli spazi extrascolastici va valutato con attenzione, anche alla luce delle condizioni di sicurezza e dei limiti strutturali. Una posizione prudente, già espressa in occasione delle polemiche sollevate durante “Sportivissimo”, quando il primo cittadino aveva invitato a distinguere tra desideri legittimi e possibilità concrete.
Diversa, ma altrettanto netta, la lettura di Andrea Morelli, assessore all’istruzione della precedente amministrazione guidata da Paolo Cugini e considerato da molti il “papà” politico della scuola. Morelli ha sempre rivendicato la scelta strategica di puntare su un nuovo plesso moderno e sicuro, ricordando come il progetto sia nato in un contesto di vincoli stringenti e come alcune decisioni siano maturate lungo un iter durato anni.
Ora la partita si sposta ufficialmente in Consiglio comunale. Con una risposta orale annunciata e una mozione da discutere, il confronto sulla nuova scuola – e su ciò che rappresenta per Gassino – è tutt’altro che chiuso. E promette di restare uno dei terreni più sensibili e divisivi del mandato amministrativo in corso.