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Cronaca
07 Febbraio 2026 - 09:56
Scoperta discarica abusiva a Gassino Torinese: sequestrati più di 2mila metri quadrati di terreno (immagine di repertorio)
Un terreno privato trasformato in una discarica abusiva, nascosta dietro una recinzione e a ridosso del bosco. Così si presentava l’area sequestrata nei giorni scorsi a Gassino Torinese, dopo un controllo dei Carabinieri Forestali di Torino che ha fatto emergere un deposito incontrollato di rifiuti su oltre 2.000 metri quadrati.
L’intervento è scattato a seguito di un sopralluogo effettuato dai Carabinieri Forestali, che hanno deciso di approfondire la situazione di un’area apparentemente inattiva, ma caratterizzata da evidenti anomalie. Già al primo controllo, i militari avevano notato materiali accatastati direttamente sul suolo, veicoli parcheggiati su terreno non pavimentato e l’assenza di qualsiasi attività autorizzata, elementi che hanno fatto scattare ulteriori accertamenti.
Nel secondo sopralluogo, eseguito con il supporto tecnico di Arpa Piemonte, il quadro è apparso ancora più chiaro. All’interno dell’area recintata era presente un deposito incontrollato di rifiuti, classificabili sia come pericolosi sia come non pericolosi, accumulati senza alcuna gestione autorizzata e senza misure di protezione per il terreno e l’ambiente circostante.
Tra il materiale rinvenuto figuravano anche veicoli in evidente stato di abbandono, pneumatici fuori uso, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, materiali edili, pannelli fonoassorbenti, estintori e altri scarti di varia natura, stipati direttamente sul suolo. Una situazione che ha reso necessario l’intervento immediato delle autorità competenti.
Alla luce degli elementi raccolti, l’intera area è stata posta sotto sequestro. Uno dei proprietari del terreno è stato denunciato alla Procura d'Ivrea come presunto responsabile delle violazioni contestate. Spetterà ora all’autorità giudiziaria chiarire l’origine dei rifiuti, i tempi dell’accumulo e le eventuali responsabilità penali e amministrative connesse alla gestione del sito.
Il caso riporta l’attenzione su una dinamica già nota nei territori di margine: aree private schermate, lontane da centri abitati e confini amministrativi netti, che nel tempo diventano zone grigie sottratte alle regole e ai controlli. In situazioni come questa, la priorità resta quella di interrompere l’attività illecita, mettere in sicurezza il terreno e ripristinare condizioni di legalità, evitando che l’abbandono incontrollato dei rifiuti produca danni ambientali difficilmente reversibili.

Il ritrovamento dei Forestali
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