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Il Moon Festival prosciuga le casse della Pro Loco: a San Raffaele Cimena si dimette tutto il direttivo

Il vicepresidente dimissionario: “L’evento è diventato troppo grande per il volontariato”

Il Moon Festival prosciuga le casse della Pro Loco: a San Raffaele Cimena si dimette tutto il direttivo

Il Moon Festival prosciuga le casse della Pro Loco: a San Raffaele Cimena si dimette tutto il direttivo

L’inizio del 2026 porta con sé una notizia che a San Raffaele Cimena nessuno si aspettava davvero. La Pro Loco ha sospeso la propria attività e l’intero direttivo ha rassegnato le dimissioni. Una decisione maturata nelle ultime settimane del 2025 e comunicata all’inizio dell’anno nuovo, che apre una fase delicata per una delle realtà associative più attive del paese.

Alla base della scelta c’è il Moon Festival, la rassegna culturale e musicale che negli ultimi anni ha portato a San Raffaele Cimena migliaia di persone e una visibilità senza precedenti, ma che – secondo il direttivo uscente – ha finito per assorbire tutte le energie economiche e organizzative della Pro Loco, rendendo di fatto impossibile portare avanti il resto delle attività associative.

A spiegare le ragioni delle dimissioni è Marco Ciavarini, vicepresidente uscente, che chiarisce fin dall’inizio come la scelta non nasca né da contrasti politici né da rotture istituzionali: «Il Moon Festival – sottolinea – è un progetto nato all’interno della Pro Loco, del quale l’associazione va fiera. Il problema, però, è la dimensione raggiunta. L’evento è diventato troppo grande per essere gestito da un’associazione di volontariato, che per sua natura dovrebbe occuparsi della valorizzazione complessiva del territorio e non di un’unica manifestazione».

Secondo Ciavarini, il festival ha progressivamente assorbito tempo, energie e risorse economiche. I volontari, già impegnati nel proprio lavoro quotidiano, hanno dovuto dedicare il tempo libero a un’organizzazione sempre più complessa. Sul piano economico, gli incassi delle altre iniziative della Pro Loco sono stati utilizzati per sostenere il Moon Festival, riducendo drasticamente la possibilità di finanziare eventi diversi.

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Il direttivo uscente

Questo ha avuto conseguenze dirette sull’attività dell’associazione. Progetti legati al Parco Mab Unesco, al Parco del Po, alle risaie di Pochettino, alla valorizzazione del centro storico di San Raffaele Alto, così come appuntamenti tradizionali come Carnevale e Natale, sono rimasti fermi. Non per mancanza di idee, ma perché – come spiega Ciavarini – «il festival assorbe tutto».

La decisione di dimettersi viene descritta come sofferta ma necessaria, e soprattutto come una scelta che non contiene alcuna accusa verso il Comune. Il direttivo uscente insiste su questo punto: non c’è alcuna polemica con il sindaco né con l’amministrazione, con cui il rapporto viene definito sempre corretto e collaborativo. «La Pro Loco – spiega Ciavarino – non chiede nulla e non individua colpevoli. Si tratta di una presa d’atto dei limiti strutturali del volontariato di fronte a un evento diventato ormai di dimensioni quasi professionali».

Un passaggio che trova riscontro anche nelle parole del primo cittadino Ettore Mantelli, che la scorsa settimana, intervistato da La Nuova Periferia, ha ammesso una propria parte di responsabilità, spiegando di aver forzato la scelta di portare avanti il Moon Festival nell’estate scorsa quando ormai il “treno era già partito” e di non essersi sentito di fermarlo. Un’ammissione che, secondo Ciavarini, conferma l’assenza di scontri e la consapevolezza condivisa della complessità della situazione.

Il nodo centrale resta la natura stessa del Moon Festival. L’evento muove oltre 100 volontari e richiama più di 1.000 persone a sera, numeri che richiederebbero una struttura organizzativa professionale. Dietro la vetrina dello spettacolo, osserva Ciavarini, c’è una macchina imponente fatta di logistica, allestimenti, cucina, accoglienza e coordinamento, che non può più poggiare esclusivamente sul volontariato.

Il rischio, evidenziato dal direttivo uscente, è anche quello di logorare il tessuto dei volontari. Quando tutte le energie vengono assorbite da un unico evento, il volontariato perde la sua funzione di servizio alla comunità e di gratificazione personale. E senza volontari, ricorda Ciavarini, nessuna Pro Loco può continuare a esistere.

Le dimissioni non segnano però un addio. Il direttivo uscente si dice disponibile ad affiancare chi verrà dopo, senza tirarsi indietro. Ora si apre la fase di transizione: il tesseramento per il 2026 si chiuderà il 20 febbraio, mentre le elezioni del nuovo direttivo sono previste in primavera.

Il Moon Festival, intanto, continuerà. Il Comune ha già chiarito di voler portare avanti l’evento, riconoscendone il valore come vetrina per San Raffaele Cimena. Ma la crisi della Pro Loco apre una riflessione più ampia, che va oltre questo singolo caso: quanto può reggere il volontariato quando un evento cresce fino a diventare una macchina quasi professionale?

A San Raffaele Cimena, la risposta del direttivo uscente è arrivata con un passo indietro. Non come gesto polemico, ma come scelta di responsabilità.

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