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Crollo della gru di via Genova, il processo si ferma: il giudice dispone una perizia tecnica

Rinviata l’udienza del 9 febbraio. Un ingegnere del Politecnico di Milano incaricato di chiarire cause e dinamica dell’incidente costato la vita a tre operai

Crollo della gru di via Genova

Crollo della gru di via Genova, il processo si ferma: il giudice dispone una perizia tecnica

Il processo penale sul crollo della gru di via Genova a Torino entra in una nuova fase. L’udienza fissata per lunedì 9 febbraio 2026 è stata rinviata dal Tribunale di Torino, su disposizione del giudice Claudio Canavero, che ha ritenuto necessario un approfondimento tecnico prima di procedere oltre.

La vicenda riguarda uno dei più gravi infortuni mortali sul lavoro avvenuti in città negli ultimi anni. Era il 18 dicembre 2021 quando il crollo dell’autogrù in via Genova provocò la morte di Filippo Falotico, Roberto Peretto e Marco Pozzetti, tre operai impegnati nel cantiere.

Nel procedimento sono costituiti parte civile l’associazione Sicurezza e Lavoro e i sindacati edili FenealUil e Fillea Cgil, che seguono l’iter giudiziario sin dalle prime fasi.

Il giudice ha disposto una perizia tecnica, affidandone l’incarico all’ingegnere Paolo Emilio Lino Maria Pennacchi, docente ordinario di Meccanica al Politecnico di Milano. L’accertamento dovrà chiarire in modo puntuale le cause e la dinamica del crollo, con un’attenzione specifica a due aspetti centrali: l’altezza operativa dell’autogrù e la posizione reciproca dei mezzi coinvolti al momento dell’incidente.

Si tratta di un passaggio rilevante nell’economia del processo, chiamato a fornire elementi tecnici decisivi per la ricostruzione dei fatti. L’obiettivo è stabilire con precisione cosa sia accaduto nel cantiere di via Genova e se vi siano state criticità operative, errori di manovra o condizioni strutturali incompatibili con la sicurezza.

Il procedimento riprenderà mercoledì 11 febbraio alle 11, nella maxi aula 3 del Palazzo di Giustizia di Torino, con il conferimento formale dell’incarico e il giuramento del perito davanti al giudice. Solo dopo l’esito dell’accertamento tecnico il processo potrà entrare nuovamente nel vivo.

L’esame peritale viene considerato un passaggio chiave anche dalle parti civili, che attendono da tempo una ricostruzione completa e tecnicamente fondata dell’incidente. L’auspicio condiviso è che l’approfondimento consenta di accelerare i tempi del procedimento e di arrivare a una decisione entro l’estate, in un processo che riguarda responsabilità pesanti e una tragedia che ha segnato profondamente il mondo del lavoro torinese.

A oltre quattro anni dal crollo, il procedimento resta uno snodo centrale nel dibattito sulla sicurezza nei cantieri e sulle condizioni operative nei grandi lavori urbani. La perizia disposta dal Tribunale rappresenta ora uno dei passaggi più delicati per fare piena luce su quanto accaduto quella mattina di dicembre.

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