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Piano Alfa, 17 milioni per sostenere l’occupazione femminile in Piemonte

Presentato a Verbania il Piano Alfa: risorse per imprese e voucher alle donne per restare o rientrare nel lavoro

Piano Alfa

Piano Alfa, 17 milioni per sostenere l’occupazione femminile in Piemonte (foto di repertorio)

Un intervento strutturato, con risorse concrete, per affrontare uno dei nodi più critici del mercato del lavoro: la difficoltà delle donne a conciliare occupazione, famiglia e cura. La Regione Piemonte mette sul tavolo 17 milioni di euro per sostenere il lavoro femminile, attraverso il Piano Alfa, presentato a Verbania dalla vicepresidente e assessora regionale al Lavoro, Elena Chiorino, nella sede dell’Unione Industriale.

L’obiettivo dichiarato è rimuovere ostacoli che, ancora oggi, costringono molte donne a scegliere tra carriera e vita privata. «Con il Piano Alfa la Regione compie una scelta politica chiara», spiega Chiorino, «mettiamo in campo risorse vere per rimuovere ostacoli concreti che troppo spesso costringono le donne a scegliere tra lavoro e famiglia».

Il piano si articola su due assi principali. Il primo riguarda il welfare aziendale. Sono 8 milioni di euro destinati a un bando rivolto alle imprese, pensato per attivare o rafforzare servizi come smart working, sostegno alle rette scolastiche, nidi e servizi per l’infanzia, assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, mobilità sostenibile e sanità integrativa.

Nel Verbano Cusio Ossola, sottolinea Chiorino, «dove convivono manifattura, turismo e una rete diffusa di Pmi, il welfare aziendale non è un lusso ma una leva strategica di competitività, attrattività e sviluppo». Le misure puntano a rendere le aziende più moderne e capaci di trattenere competenze, rafforzando al tempo stesso la responsabilità sociale d’impresa.

Il secondo pilastro del Piano Alfa riguarda direttamente le donne. Sono previsti voucher di conciliazione finanziati con 8,5 milioni di euro, destinati sia a donne occupate sia a donne disoccupate. Il contributo può arrivare fino a 6.000 euro per beneficiaria e serve a coprire servizi di cura, educazione e assistenza.

La Regione punta su una gestione snella: niente anticipo di spesa, procedure semplificate e riduzione della burocrazia. Un modello pensato per essere accessibile e immediato, soprattutto per chi si trova in una fase di fragilità lavorativa.

Il messaggio politico è netto. «Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel lavoro, crescere professionalmente e costruire una famiglia», conclude Chiorino. Un’impostazione che lega il tema dell’occupazione femminile non a misure temporanee, ma a un investimento strutturale sul sistema economico e sociale regionale.

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