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04 Febbraio 2026 - 19:06
Il paese del Canavese soffoca nel traffico, Chivasso incalza Regione e Città Metropolitana. “Opera prioritaria”, ma i soldi dove sono?
La Giunta Castello ha approvato una delibera che, detta in modo semplice, suona così: la circonvallazione SP40–SP87 va fatta e la Regione deve smetterla di far finta di non sentire. È un atto di indirizzo politico, non un cantiere e nemmeno un assegno, ma è comunque un segnale: Chivasso entra formalmente nel coro dei Comuni che chiedono di sbloccare un’opera che tutti definiscono “strategica” e che nessuno, finora, ha finanziato davvero.
Per capire perché questa delibera pesa più delle sue tre pagine bisogna guardare lo scenario in cui arriva. San Benigno Canavese è il posto dove il traffico non è un fastidio: è una condanna quotidiana. È il paese attraversato da una strada provinciale che lo taglia in due, davanti alle scuole, alle case, ai negozi. È il punto in cui il Canavese e la pianura si danno appuntamento senza organizzarsi, creando un imbuto permanente fatto di code, clacson, sbarre abbassate e pedoni costretti a camminare a pochi centimetri dagli specchietti.
E in questo ingorgo cronico, il 31 ottobre, si è rifatto vivo anche l’onorevole Alessandro Giglio Vigna. In Municipio, foto di rito e tavolo “politico-istituzionale”, con il sindaco di San Benigno Alberto Graffino, il sindaco di San Giusto Giosi Boggio, la vice dei pendolari SFM1 Roberta Crosa, il vicesindaco e l’Ufficio tecnico. Tema: la circonvallazione e la messa in sicurezza della SP40. Doveva essere l’incontro per sbloccare un dossier fermo da anni. È diventato, invece, l’ennesima tappa del pellegrinaggio delle buone intenzioni.
Il giorno dopo, Graffino ha messo tutto in una frase da manuale di sopravvivenza amministrativa: “Purtroppo le risposte di chi possa determinare gli investimenti necessari non sono ancora arrivate”. Non sono ancora arrivate: ecco la formula. La frase che in Canavese sostituisce le delibere vere, i soldi veri, i cantieri veri. Il mantra perfetto: ti fa sembrare parte della soluzione mentre resti inchiodato nel problema.
La delibera approvata a Chivasso nasce esattamente lì, in quel vuoto. Nella distanza fra le strette di mano e i finanziamenti. Perché nel documento la Giunta mette nero su bianco che la situazione viabilistica attuale è un nodo critico Nord-Sud ed Est-Ovest, aggravato da torrenti, ferrovia, passaggio a livello e ponte ferroviario: un “grosso imbuto” che genera disagi da anni. Non è un’esagerazione giornalistica: è un’ammissione amministrativa.

Un giorno di ordinaria follia in centro a San Benigno Canavese
Poi arriva il punto che inchioda tutti: secondo quanto recepito dalla Città Metropolitana di Torino, quasi l’80% dei veicoli che attraversano San Benigno non è traffico locale. Quasi otto su dieci non si fermano, non vivono lì, non ci devono stare. Passano. Attraversano. Occupano spazio e tempo in un centro abitato che non è costruito per reggere quel carico. E ogni mattina quel passaggio diventa rischio: per i pedoni, per i ciclisti, per chi va a scuola o semplicemente prova a uscire di casa senza sentirsi in colpa perché “intralcerebbe” una colonna di auto.
La Giunta Castello, nel testo, elenca le ragioni “ufficiali”: sicurezza, qualità della vita, accesso alle aree industriali e agli snodi autostradali, riduzione del traffico di attraversamento. Tutto vero. Ma la sostanza politica è un’altra: Chivasso dice che la circonvallazione SP40–SP87 non è un capriccio di San Benigno, è un’infrastruttura di area vasta. E se è di area vasta, allora non può essere scaricata sui Comuni come se fosse una loro mania.
La storia recente lo dimostra. Nel febbraio 2025, in Città Metropolitana, la proposta “Una circonvallazione per collegare SP40 e SP87” è stata presentata dal presidente dell’Unione dei Comuni Nord Est Torino Claudio Gambino insieme a sindaci e rappresentanti di vari Comuni, compreso Chivasso. La Città Metropolitana ha ascoltato, ha preso atto, ha promesso collaborazione e ha parlato di alternative progettuali e di coinvolgimento della Regione per i fondi. Poi, ad aprile 2025, altro incontro: Regione, assessore Gabusi, tecnici, Città Metropolitana, amministratori. Esce una necessità precisa: serve la richiesta ufficiale di finanziamento del PFTE, il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica.
La richiesta parte il 29 aprile 2025. E qui arriva la frase che vale più di qualsiasi convegno: a gennaio 2026 non è ancora arrivata conferma di finanziamento dalla Regione Piemonte. Un anno di attesa per avere i soldi non dell’opera, ma del passaggio che serve a far partire l’opera. La politica che gira in tondo: non si finanzia il progetto perché manca il progetto, e manca il progetto perché non si finanzia.
E allora la delibera di Chivasso diventa quello che è: una pressione istituzionale messa per iscritto. La Giunta stabilisce che la circonvallazione è strategica e prioritaria, sostiene politicamente la proposta e chiede a Città Metropolitana e Regione Piemonte di finanziare progettazione e realizzazione. Non solo: sollecita la Regione affinché l’opera venga inserita tra quelle da sostenere con priorità e trasmette l’atto agli enti interessati.
È un documento che, da solo, non sposta una ruspa. Ma mette un fatto sul tavolo: il problema non è più “capire” la circonvallazione, è pagare la prima riga del percorso per farla partire. E questo è un passaggio che non può restare coperto dalle foto in Municipio e dai complimenti di circostanza.
Perché se la politica continua a produrre solo frasi come “non sono ancora arrivate”, il rischio è che San Benigno resti il posto dove si attraversa e basta: un paese che subisce il traffico degli altri, mentre chi decide gli investimenti resta comodamente altrove, a complimentarsi per “la trafila burocratica seguita”. La Giunta Castello, almeno, ha scelto di non fermarsi al rituale. Ora la domanda è una sola: la Regione risponderà con un finanziamento o con un’altra pacca sulla spalla?
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