Cerca

Attualità

La strada è distrutta, tra buche e crateri: monta la protesta sui social. L'assessore sbrocca contro un cittadino: "Comprati un navigatore, fai brutte figure!"

Post e foto fanno esplodere la protesta: il presidente del Consiglio chiarisce che la competenza è dei privati, l’assessore attacca l’autore della segnalazione

L'assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Debernardi e le condizioni di via San Raffaele a Chivasso

L'assessore ai Lavori Pubblici Fabrizio Debernardi e le condizioni di via San Raffaele a Chivasso

«Io sono cresciuto in quella via… ci abita mia mamma, ha la sua età, non può neanche uscire con la sedia a rotelle». 

In via San Raffaele, a Chivasso, il problema non è più solo l’asfalto rovinato: è la vita quotidiana che si inceppa tra buche, avvallamenti e pozzanghere che trasformano un vicolo in un percorso a ostacoli.

Le foto allegate al post non lasciano molto spazio alle interpretazioni: tratti di strada consumati, rappezzi discontinui, crateri pieni d’acqua e bordi che cedono. Per chi passa in auto significa rischiare danni, per chi cammina significa mettere in conto una storta o una caduta. Per chi ha difficoltà motorie, invece, significa spesso una cosa sola: restare bloccati.

Il dibattito nasce proprio da un post pubblicato sui social, dal titolo “Crateri lunari in via San Raffaele a Chivasso”, che descrive la situazione con toni duri e sarcastici: «Paesaggio lunare a Chivasso, dovuto ai mancati lavori di asfaltatura di una delle tante forse troppe vie dimenticate da chi si deve occupare della manutenzione stradale… In auto si rischiano danni, a piedi altrettanto e forse peggiori». L’autore aggiunge di aver già segnalato tutto all’Urp e rincara: «Mi rendo disponibile con il Comune, se non sapessero dove si trova, a fare da tutor e da navigatore qualora decidessero dopo anni di riasfaltarla».

Ed è proprio quel passaggio, la provocazione sul “navigatore”, a far esplodere la replica istituzionale e a trasformare la segnalazione in un caso pubblico. Perché dietro il sarcasmo resta un punto concreto: da anni la via viene descritta come “dimenticata” e, secondo chi vive la zona, peggiorata ulteriormente dopo lavori recenti. Nei commenti, infatti, si collega il deterioramento alla ristrutturazione dell’area dell’ex concessionaria Fiat Bono e agli interventi successivi per gli allacciamenti di energia elettrica, acqua e gas metano. Ed è qui che la vicenda smette di essere una semplice protesta e diventa una domanda precisa: chi deve ripristinare l’asfalto dopo i lavori?

Via San Raffaele a Chivasso

A chiarire il punto interviene il presidente del Consiglio comunale Alfonso Perfetto, che spiega come via San Raffaele sia una strada privata a uso pubblico. Tradotto: non è una strada comunale e la competenza dell’asfaltatura, per intero, è delle proprietà. «Sono stati fatti interventi da azienda privata non terminati che provvederanno il prima possibile… per la totale asfaltatura compete alle proprietà non al Comune», scrive Perfetto, aggiungendo che «in caso di danni per incuria ne risponde la proprietà».

Parole che spostano l’attenzione: se la strada non è comunale, il nodo non è “il Comune non fa”, ma chi ha messo mano alla via e non ha chiuso il lavoro. E infatti la replica arriva subito. Un utente facebook richiama la cronologia degli interventi e chiede conto di quel “prima possibile” evocato dal presidente: cosa significa, esattamente, prima possibile? E soprattutto: quanto ancora deve aspettare chi ci vive?

Nel frattempo, tra i commenti cresce la rabbia di chi non vuole più sentir parlare di competenze scaricate da una parte all’altra. «FATE PIETÀ per non dire altro. Di chiunque sia la colpa», scrive un cittadino, riportando la questione al punto più pesante: non la burocrazia, ma l’effetto reale sulle persone.

A incendiare ulteriormente il confronto è poi il botta e risposta con l’assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Debernardi, che se la prende direttamente con l’autore del post: «Il navigatore servirebbe a te. Vai sul sito del Comune e scoprirai di chi è la competenza di quel vicolo. Così si evitano brutte figure». L’autore ribatte accusando l’assessore di rispondere in modo intimidatorio a chi segnala un problema. Debernardi replica negando di aver offeso e sostenendo di voler “aiutare” a non confondere le responsabilità.

Ma il punto, per chi abita in via San Raffaele, resta sempre lo stesso: la strada è lì, così com’è, e qualcuno deve rimetterla in condizioni dignitose. Non domani, non “prima possibile”. Adesso. Perché una strada privata a uso pubblico, nella pratica, è una strada che la gente usa ogni giorno.

E proprio qui sta il dettaglio che più di tutti lascia l’amaro in bocca. Il tema non è soltanto capire chi deve asfaltare. È anche capire come un’amministrazione risponde quando un cittadino segnala un disagio pubblico, documentato e sotto gli occhi di tutti. Perché se il presidente del Consiglio comunale prova a riportare la questione sul piano delle competenze, la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici sceglie invece un altro registro: «così si evitano brutte figure». Parole che non riparano una buca e non chiariscono un calendario. Servono solo a spostare l’attenzione dal problema alla persona che lo segnala.

E quando una strada diventa un ostacolo perfino per chi si muove in carrozzina, il messaggio che passa è semplice e sgradevole: chi alza la mano per chiedere un intervento rischia di essere messo alla berlina, non ascoltato. Poi la competenza potrà anche essere privata. Ma il rispetto, quello, dovrebbe essere sempre pubblico.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori