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04 Febbraio 2026 - 15:43
Oltre 50mila controlli ambientali in Piemonte nel 2025, cresce il numero dei reati accertati dai Carabinieri forestali
Più di 50 mila controlli, oltre 1.200 reati contestati e quasi 2.000 illeciti amministrativi accertati in un solo anno. È il quadro che emerge dal bilancio dell’attività svolta nel 2025 dai Carabinieri forestali in Piemonte, presentato questa mattina a Torino, nella cornice del Museo del Risorgimento, durante un incontro che è stato anche occasione per la presentazione del calendario Cities 2026.
I numeri restituiscono l’immagine di un’attività capillare e costante sul territorio regionale. Nel corso dell’anno appena concluso, i militari dell’Arma hanno effettuato 208 sequestri penali, eseguito 43 perquisizioni e proceduto a un arresto. A questi si aggiungono 100 sequestri amministrativi, il controllo di 4.037 veicoli e l’identificazione di 14.894 persone. L’importo complessivo delle prescrizioni ambientali elevate supera 1,24 milioni di euro, segnale di violazioni diffuse e spesso strutturate.
Dal punto di vista penale, la fetta più consistente dei reati riguarda il settore dei rifiuti e dell’inquinamento, che rappresenta oltre il 41% del totale. Seguono i reati legati alla tutela ambientale, alla protezione della fauna e, in misura minore, quelli connessi al comparto agroalimentare. Un dato che conferma come la gestione illecita dei rifiuti continui a essere uno dei nodi più critici sul fronte ambientale.

Anche sul versante degli illeciti amministrativi, che nel complesso sono stati 1.960, emergono tendenze simili. Le violazioni più frequenti riguardano la tutela del territorio, seguite ancora una volta da rifiuti e inquinamento e dalla tutela della fauna. A questi si aggiunge il capitolo degli incendi boschivi, con 95 episodi registrati nel corso dell’anno e 22 persone denunciate, un fenomeno che continua a rappresentare un fattore di rischio significativo soprattutto nei periodi più siccitosi.
A tracciare una lettura complessiva dei dati è stato il colonnello Valerio Cappello, comandante della Regione Carabinieri forestale Piemonte, che ha parlato di un anno particolarmente intenso sotto il profilo operativo. «È stato un anno molto impegnativo che ha dato delle conferme estremamente interessanti», ha spiegato, sottolineando come il dato più rilevante sia «un costante trend di crescita dei reati ambientali». Un andamento che, secondo Cappello, non è episodico ma si consolida nel tempo: «È un fenomeno che almeno nel post Covid ormai registriamo costantemente».
Particolare preoccupazione arriva dal settore dei rifiuti, indicato come uno dei più esposti a dinamiche illegali. «La sua espansione va di pari passo con l’espansione del quadro economico», ha osservato il comandante, evidenziando come la crescita delle attività produttive e dei consumi finisca spesso per alimentare anche comportamenti illeciti nella gestione degli scarti. Accanto a questo, Cappello ha richiamato l’attenzione anche sui reati legati agli animali d’affezione e alle specie esotiche, ambiti in cui si registrano numeri in aumento, così come per le violazioni in materia edilizia e di tutela del paesaggio.
Il bilancio 2025 restituisce quindi una fotografia complessa, in cui all’intensificarsi dei controlli corrisponde una crescita delle violazioni accertate. Un dato che, secondo i Carabinieri forestali, non può essere letto solo come un peggioramento della situazione ambientale, ma anche come il risultato di una maggiore capacità di intercettare fenomeni illegali spesso radicati e difficili da individuare. Resta però il segnale di un territorio sotto pressione, in cui la tutela dell’ambiente continua a richiedere attenzione costante e interventi strutturati.
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