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Il maxi accordo di Khaby Lame fa volare e poi crollare il titolo: gli esperti lanciano l'allarme sull'operazione da quasi 1 miliardo

L’operazione da quasi un miliardo di dollari con Rich Sparkle Holdings, tra valutazioni, trasparenza e rischi per gli investitori

Il maxi accordo di Khaby Lame fa volare e poi crollare il titolo: gli esperti lanciano l'allarme sull'operazione da quasi 1 miliardo

Il maxi accordo di Khaby Lame fa volare e poi crollare il titolo: gli esperti lanciano l'allarme sull'operazione da quasi 1 miliardo

Un accordo annunciato come storico, una capitalizzazione schizzata alle stelle in pochi giorni e poi un crollo altrettanto rapido. Il maxi deal che coinvolge Khaby Lame, star globale dei social network naturalizzato chivassese, e la società Rich Sparkle Holdings sta sollevando più di una perplessità tra analisti e specialisti del diritto dei mercati finanziari, che parlano apertamente di “campanelli d’allarme”.

L’operazione, comunicata a inizio gennaio, prevede l’acquisizione da parte della società con sede a Hong Kong della Step Distinctive Limited, riconducibile a Khaby Lame, attraverso uno scambio azionario dal valore dichiarato di 975 milioni di dollari. Un annuncio che ha avuto un impatto immediato sul mercato: nel giro di pochi giorni il titolo Rich Sparkle ha registrato un’impennata superiore al 650%, arrivando a toccare il massimo il 15 gennaio. In quel momento, la capitalizzazione complessiva della società ha superato i 16 miliardi di dollari, con una quota attribuita a Lame valutata teoricamente 6,6 miliardi.

Numeri che hanno attirato l’attenzione, ma anche lo scetticismo. Il titolo, infatti, ha iniziato rapidamente a perdere terreno, scendendo di oltre il 70% rispetto ai massimi. Una dinamica che, secondo diversi esperti, non può essere liquidata come una normale correzione di mercato.

A destare dubbi è innanzitutto il profilo di Rich Sparkle Holdings, società quotata al Nasdaq da appena sei mesi. Al momento dell’IPO, avvenuta a luglio, il gruppo aveva un valore d’impresa implicito di circa 50 milioni di dollari e dichiarava ricavi inferiori ai 6 milioni, legati ad attività di progettazione e stampa di materiali finanziari. Nel giro di pochi mesi, però, il focus aziendale si è spostato radicalmente verso la gestione dell’immagine e del brand di Khaby Lame, con l’obiettivo dichiarato di costruire un sistema di commercializzazione “full-chain” e persino un “AI Digital Twin” del creator.

Secondo Brenda Hamilton, avvocata specializzata in diritto dei titoli, questo cambio di rotta rappresenta uno dei principali motivi di preoccupazione. La legale ha sottolineato come la società abbia presentato un prospetto con un certo modello di business, per poi trasformarsi rapidamente in qualcosa di completamente diverso, emettendo un’enorme quantità di azioni che ha portato a un cambio di controllo. Un’operazione che, a suo giudizio, rende la situazione “molto sospetta”, soprattutto considerando che si tratta di un emittente estero, per il quale la due diligence risulta più complessa.

Anche la struttura dell’accordo e la comunicazione societaria alimentano interrogativi. Rich Sparkle ha annunciato la chiusura dell’operazione tramite comunicato stampa, ma non risulta abbia depositato presso la SEC il modulo che conferma formalmente il completamento del deal. Questo può significare, secondo gli esperti, un semplice ritardo nel deposito oppure che l’operazione non sia ancora stata finalizzata. Un’incertezza che pesa, considerando l’impatto che la notizia ha avuto sul titolo.

Khaby Lame

A intervenire è stato anche Ron Geffner, ex investigatore della SEC e oggi avvocato specializzato in titoli, che ha parlato di “molte domande senza risposta”. In particolare, la valutazione attribuita all’operazione sembrerebbe basarsi in larga parte sulla popolarità di Khaby Lame sui social, più che su fondamentali economici solidi. Una lettura condivisa da Laura Posner, avvocata esperta in tutela degli investitori, che ha paragonato l’andamento del titolo a quello tipico degli schemi di “pump and dump”.

Ancora più netto il giudizio di Jim Chanos, noto investitore e analista short, che ha definito l’intera vicenda come una possibile “promozione di titoli cinesi”. Un fenomeno già visto in passato, in cui piccole società poco conosciute, spesso con legami con la Cina e un flottante ridotto, vedono il proprio titolo esplodere grazie all’hype, salvo poi crollare rapidamente. In questi casi, la capitalizzazione di mercato appare enorme sulla carta, ma difficilmente sostenibile nella realtà, soprattutto per chi entra in una fase avanzata della corsa.

Alcuni elementi di contesto rafforzano queste preoccupazioni. La Step Distinctive Limited è stata costituita nelle Isole Vergini Britanniche nel luglio 2025, nello stesso periodo della quotazione di Rich Sparkle. L’IPO della società è stata curata da Eddid Securities USA, già coinvolta in altre operazioni finite sotto osservazione per andamenti anomali dei titoli. A dicembre, inoltre, il revisore indipendente di Rich Sparkle si è dimesso con effetto immediato, un passaggio che, pur non accompagnato da dichiarazioni di dissenso, viene spesso letto come un ulteriore segnale di criticità.

Khaby Lame, dal canto suo, ha commentato pubblicamente l’operazione solo undici giorni dopo l’annuncio, limitandosi a esprimere entusiasmo per il ruolo di azionista. In base alle quotazioni più recenti, il suo patrimonio netto apparirebbe sceso a circa 3 miliardi di dollari, ma la stessa Forbes invita alla cautela, sottolineando come il flottante estremamente ridotto renda poco affidabile una valutazione basata esclusivamente sul prezzo di Borsa.

La parabola del titolo Rich Sparkle, tra boom e crollo, resta dunque sotto osservazione. E mentre il nome di Khaby Lame continua a rappresentare un fenomeno globale della cultura digitale, l’operazione finanziaria che lo vede protagonista apre un fronte di interrogativi che, per ora, restano senza risposte definitive.

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