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Khaby Lame vende la sua società: quasi 1 miliardo di dollari per il TikToker chivassese più seguito al mondo

L'operazione finanziaria da 975 milioni di dollari è trapelata negli scorsi giorni. Una parte dei suoi video futuri potrebbero essere fatti con l'AI

Khaby Lame vende la sua società: quasi 1 miliardo di dollari per il TikToker chivassese più seguito al mondo

Khaby Lame vende la sua società: quasi 1 miliardo di dollari per il TikToker chivassese più seguito al mondo

Chi conosce Khaby Lame, sa già cosa lo ha portato a diventare il TikToker più famoso al mondo: il silenzio diventato linguaggio universale, i gesti ironici, i video che funzionano ovunque senza bisogno di traduzioni. Ciò che è rimasto sconosciuto al grande pubblico, però, è quanto successo il 9 gennaio scorso, quando il creator cresciuto a Chivasso avrebbe firmato uno degli accordi economici più clamorosi mai visti nel mondo dei social.

Perché qui non si parla solo di una cifra – 975 milioni di dollari – ma di un passaggio che segna un prima e un dopo nell’economia di chi lavora nel settore. Un’operazione che, secondo documenti societari emersi negli Stati Uniti, non riguarda semplicemente la vendita di un’azienda, ma la trasformazione definitiva di una persona in un asset industriale.

La notizia è circolata inizialmente sotto traccia, poi è esplosa. Alcune testate economiche internazionali hanno avuto accesso a documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission americana, da cui emergerebbe un accordo tra Step Distinctive Limited, la holding che gestisce tutte le attività economiche legate al brand Khaby Lame, e Rich Sparkle Holdings Limited, gruppo internazionale attivo nel digitale. La data chiave è il 9 gennaio 2026. La valutazione, secondo le carte, sfiora il miliardo di dollari.

Ma attenzione: Khaby non ha “venduto il suo TikTok”, né ha incassato una montagna di soldi per smettere di fare video. L’operazione è molto più sofisticata – e forse anche più inquietante.

Step Distinctive Limited è la scatola che contiene tutto ciò che ruota attorno a Khaby Lame: diritti d’immagine, collaborazioni globali, e-commerce, gestione dei profili social, accordi commerciali. In altre parole, il motore economico che trasforma la viralità in fatturato. Ed è proprio questo motore che sarebbe passato – in tutto o in parte – sotto il controllo di Rich Sparkle Holdings, attraverso uno scambio azionario.

Tradotto: Khaby cambia posizione. Da proprietario diretto a parte di una macchina molto più grande.

Khaby Lame

Vedremo un Khaby "versione AI"?

Ed è qui che la storia diventa interessante. Secondo le indiscrezioni più accreditate, l’accordo non si limita a gestire meglio sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie. Prevede anche qualcosa di molto più ambizioso: la creazione di un “gemello digitale” di Khaby Lame, sviluppato con l’intelligenza artificiale. Un avatar in grado di replicarne gesti, mimica, espressioni, e potenzialmente anche la voce. Un Khaby virtuale capace di produrre contenuti senza che Khaby sia fisicamente presente.

Un’idea che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrata fantascienza. Oggi, invece, è al centro del contratto. Il punto è questo: Khaby Lame non viene più valutato solo per ciò che fa, ma per ciò che può essere replicato. Il suo linguaggio non verbale, la sua riconoscibilità immediata, la sua capacità di funzionare in ogni mercato diventano dati, modelli, codice. Una risorsa scalabile. Potenzialmente infinita.

È il passaggio definitivo dalla figura del creator come “persona” a quella del creator come brand autonomo, separabile dal corpo che l’ha generato.

Per questo l’operazione sta facendo discutere ben oltre il mondo dei social. Perché pone una domanda scomoda: che cosa resta del creator, quando il suo successo può essere riprodotto artificialmente?

Khaby Lame, nato a Dakar e cresciuto a Chivasso, è stato uno dei primi a dimostrare che la viralità può diventare un’industria. Ora è anche uno dei primi a mostrare come quell’industria possa funzionare anche senza di lui, almeno in teoria. Non è un caso che la stampa internazionale parli di “spartiacque” per la creator economy: qui non si monetizzano più i contenuti, ma l’identità stessa.

Naturalmente, nulla è ancora stato annunciato in modo trionfale. L’operazione resta avvolta da una certa riservatezza, e molte delle sue conseguenze emergeranno solo nei prossimi mesi. Ma una cosa è chiara: questa non è una semplice vendita. È un cambio di paradigma.

E mentre il pubblico continua a ridere davanti ai suoi video, dietro le quinte il mondo dei creator sta cambiando pelle. Silenziosamente. Proprio come ha sempre fatto Khaby.

Khaby Lame quanto fattura? Addio al manager, nasce l'impero KLame -  Giornale La Voce

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