Cerca

Attualità

Quando la cura del verde diventa welfare, lavoro e dignità: nei paesi del Canavese il territorio cresce insieme alle persone

Dal bando regionale per gli over 58 agli interventi quotidiani sugli alberi, un progetto che unisce decoro, sicurezza e inclusione sociale

Quando la cura del verde

Quando la cura del verde diventa welfare, lavoro e dignità: nei paesi il territorio cresce insieme alle persone

C’è un lavoro che si vede poco, ma che cambia il volto di un paese giorno dopo giorno. Non fa rumore, non inaugura cantieri, non produce nastri da tagliare. Eppure è essenziale. È il lavoro di cura del verde, quello fatto di pazienza, continuità e attenzione ai dettagli. Da alcuni mesi, sul territorio comunale, questa attività ha un volto preciso: quello di Graziano Mattana, impegnato nella pulizia dei tronchi degli alberi, nell’eliminazione delle ricrescite alla base e nella rimozione della vegetazione superflua.

Interventi semplici solo in apparenza, ma fondamentali per il decoro urbano, la sicurezza e soprattutto la salute del patrimonio arboreo. Alberi più puliti significano minori rischi di malattie, una migliore stabilità delle piante e una maggiore visibilità degli spazi pubblici, soprattutto lungo strade, marciapiedi e aree frequentate quotidianamente da cittadini, bambini e anziani. È un lavoro costante, che richiede tempo e conoscenza, e che difficilmente attira l’attenzione finché non viene meno.

L’attività di Graziano non nasce per caso, ma si inserisce in un progetto più ampio portato avanti dal Comune, che da anni aderisce con convinzione a un bando regionale dedicato esclusivamente agli over 58. Un’iniziativa che rappresenta molto più di una semplice opportunità lavorativa temporanea. È uno strumento di politica sociale attiva, pensato per accompagnare le persone nella fase finale della vita lavorativa, offrendo loro la possibilità di maturare ulteriori anni utili ai fini pensionistici, integrare il reddito e, soprattutto, restare parte viva della comunità.

In un periodo storico in cui il tema dell’invecchiamento attivo è sempre più centrale, questo tipo di progetti assume un valore strategico. Non si tratta di assistenzialismo, ma di riconoscimento delle competenze, di fiducia nelle persone e di valorizzazione di chi, pur avvicinandosi alla pensione, ha ancora energie, capacità e voglia di contribuire. Graziano opera quotidianamente sul territorio non come beneficiario passivo di una misura, ma come risorsa concreta per il paese.

Il progetto dimostra come attenzione alle persone e cura del territorio possano procedere insieme, senza retorica. Da un lato, il Comune riesce a garantire interventi di manutenzione che altrimenti richiederebbero risorse economiche ben più consistenti; dall’altro, chi partecipa al bando trova un ruolo, una funzione riconosciuta, un motivo per sentirsi utile. È un equilibrio delicato ma efficace, che restituisce senso al concetto di lavoro pubblico.

La pulizia dei tronchi, la rimozione delle ricrescite e della vegetazione in eccesso non sono solo interventi estetici. Incidono sulla sicurezza stradale, migliorano la visibilità agli incroci, riducono il rischio che rami o arbusti invadano spazi di passaggio. Allo stesso tempo contribuiscono alla salvaguardia degli alberi, evitando che parassiti o malattie si sviluppino in modo incontrollato. Una manutenzione regolare è il primo passo per prevenire interventi più invasivi in futuro.

Dietro questo lavoro c’è anche un messaggio culturale importante. In un’epoca in cui spesso si parla di territorio solo in termini di emergenze, dissesti o grandi opere, l’esperienza dimostra che la cura quotidiana, silenziosa e diffusa, è altrettanto decisiva. Un paese curato è un paese più vivibile, più sicuro e anche più coeso, perché chi se ne prende cura diventa parte integrante della sua identità.

Non è un caso che, nel ringraziare Graziano, l’amministrazione abbia voluto ricordare anche Mario ed Eugenio, che negli anni precedenti hanno dato il loro contributo attraverso lavori diversi ma ugualmente importanti. Un filo che lega esperienze differenti, ma unite dallo stesso spirito: mettersi al servizio della comunità, in una fase della vita in cui spesso il rischio è quello dell’emarginazione o dell’invisibilità.

Questi progetti raccontano un’altra idea di welfare locale, lontana dalle grandi dichiarazioni e più vicina alla vita reale dei piccoli comuni. Un welfare che passa dal fare, dal lavoro utile, dalla possibilità di restare attivi e riconosciuti. E raccontano anche una diversa idea di gestione del verde pubblico, non affidata solo a interventi spot o emergenziali, ma costruita su una presenza costante e radicata nel territorio.

In tempi di bilanci comunali sempre più stretti, iniziative come questa dimostrano che è possibile tenere insieme sostenibilità economica, inclusione sociale e qualità degli spazi pubblici. Non come slogan, ma come pratica quotidiana. Graziano, con il suo lavoro paziente e spesso invisibile, è la dimostrazione concreta di come una politica pubblica possa tradursi in benefici tangibili per tutti.

Alla fine, la cura di un tronco o la pulizia di una base non riguardano solo un albero. Raccontano un modo di prendersi cura di un paese e delle persone che lo abitano, senza lasciare indietro nessuno.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori