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09 Gennaio 2026 - 15:22
Bishal Nigra, il talento del Canavese guida la nascita dell’Orchestra di Chitarre di Rivarolo
Il vero asse portante del nuovo progetto musicale che prende forma a Rivarolo Canavese non è solo un’orchestra, ma la traiettoria di un giovane musicista che, passo dopo passo, sta costruendo un percorso solido tra studio, ricerca e condivisione. Si chiama Bishal Nigra, ha poco più di vent’anni, vive a San Giusto Canavese e da gennaio 2026 è il direttore della nascente Orchestra di Chitarre di Rivarolo, voluta dall’Associazione Liceo Musicale di Rivarolo Canavese.
Il progetto parte ufficialmente il 10 gennaio e nasce da una scelta precisa: affidare la guida dell’ensemble a una delle promesse giovanili del territorio, appena laureata con laurea magistrale da 110 e lode al Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria. Un riconoscimento accademico che non rappresenta un traguardo isolato, ma l’ultimo tassello di un percorso coerente, costruito intorno allo studio della chitarra classica e alla riflessione sul suo linguaggio.
La tesi di laurea di Bishal Nigra, dedicata a un’“indagine sull’evoluzione della postura e del timbro della chitarra classica”, è il punto di partenza ideale di questa nuova esperienza. Non un lavoro teorico fine a se stesso, ma una ricerca che intreccia tecnica, interpretazione e storia dello strumento, con ricadute dirette sulla didattica. È proprio partendo da questo approccio che l’associazione rivarolese ha deciso di affidargli la cura degli allievi dei corsi avanzati, trasformando lo studio individuale in un’esperienza orchestrale.

Bishal Nigra
Nelle conclusioni della sua tesi, Nigra scrive: «Ripercorrere l’evoluzione tecnica e interpretativa della chitarra significa in fondo osservare da vicino l’infinita varietà dei suoi interpreti… la storia recente della chitarra racconta proprio un susseguirsi di decisioni che hanno trasformato il modo di interpretare lo strumento». È una visione che diventa metodo di lavoro: attenzione alla postura, alla qualità del suono, ma anche apertura a un repertorio capace di attraversare epoche e stili.
L’Orchestra di Chitarre di Rivarolo nasce infatti con un obiettivo chiaro: coniugare la letteratura classica dello strumento con un’evoluzione verso linguaggi moderni e pop, senza forzature ma con naturalezza. Un progetto che rispecchia la personalità del suo direttore, descritto da chi lo conosce come un musicista curioso, in continua evoluzione, già proiettato verso nuovi percorsi di studio dedicati alla musica inedita.
Accanto alla dimensione individuale, emerge un altro tratto distintivo di Bishal Nigra: la consapevolezza del valore del lavoro collettivo. Non a caso, il progetto orchestrale prende forma in sinergia con Francesco Vecchia, musicista pop di Rivarolo, noto anche per la sua esperienza come bassista con Phil Collins e collaboratore storico dell’associazione. L’obiettivo condiviso è costruire una formazione originale, capace di fondere le sonorità della chitarra classica con quelle acustiche ed elettriche, ampliando l’orizzonte espressivo dell’ensemble.
A confermare l’ambizione del progetto è la direttrice artistica Sonia Magliano, che guarda all’orchestra di chitarre come a un tassello fondamentale di un’offerta musicale più ampia, pensata per valorizzare i giovani e creare occasioni di musica d’insieme strutturate e continuative. L’iniziativa si inserisce infatti in un calendario ricco: dal debutto dell’orchestra d’archi previsto il 12 aprile nella Chiesa di Rueglio, in collaborazione con l’Istituto Musicale Lessona di Volpiano, fino ai percorsi di improvvisazione jazz, band pop/rock, musica da camera e percussioni.
In questo contesto, l’esperienza di Bishal Nigra assume un valore emblematico. Non solo per il talento riconosciuto, ma perché racconta una storia di territorio, in cui un giovane formato nei conservatori italiani torna a investire le proprie competenze in un progetto collettivo, mettendo la ricerca al servizio della didattica e della crescita degli altri.
La nascita dell’Orchestra di Chitarre di Rivarolo non è quindi soltanto un nuovo appuntamento culturale, ma il segno di un passaggio generazionale che si compie con serietà e visione. Al centro c’è un ragazzo che ha scelto di trasformare lo studio in responsabilità, e la passione individuale in un’esperienza condivisa, capace di dare voce – in senso letterale – a una nuova idea di musica d’insieme nel Canavese.
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