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27 Gennaio 2026 - 16:09
In provincia di Torino c’è una chiesa da salvare ma servono soldi, non preghiere
A San Carlo Canavese c’è un pezzo di cielo che chiede aiuto. Sono le guglie della chiesa parrocchiale, slanciate ed eleganti, che da oltre un secolo e mezzo disegnano il profilo del paese e ne custodiscono la memoria. Guglie che hanno visto passare generazioni, che hanno accompagnato battesimi, matrimoni, lutti e feste, che sono rimaste lì, immobili e fedeli, mentre tutto intorno cambiava. Oggi, però, anche loro mostrano i segni del tempo che passa e hanno bisogno di cure, di attenzione, di un restauro non più rimandabile.
La chiesa parrocchiale di San Carlo Canavese, dedicata al dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, non è soltanto un edificio di culto. È un punto di riferimento identitario, un luogo che appartiene a tutti, credenti e non, perché rappresenta un pezzo fondamentale della storia e del paesaggio del paese. Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa del Comitato Chiese Antiche, che su ispirazione del presidente Gianmario Leoni ha lanciato l’operazione “Adotta una guglia della nostra chiesa parrocchiale”.
Un progetto che ha un valore che va ben oltre il semplice restauro edilizio. Perché questa non è un’operazione calata dall’alto, non è un intervento imposto o delegato a qualcun altro. È, al contrario, un’iniziativa che parte dal basso, dal tessuto vivo della comunità, da cittadini che si organizzano, che si assumono una responsabilità e scelgono di prendersi cura del proprio patrimonio comune.

Sulle coperture della chiesa si slanciano verso il cielo 23 guglie, ognuna delle quali necessita di un intervento di restauro dal costo di 2.000 euro. Una cifra significativa, che il Comitato ha deciso di affrontare con uno spirito inclusivo e partecipativo, offrendo a tutti la possibilità di contribuire secondo le proprie possibilità. È così che nasce l’idea di “adottare” una guglia intera, oppure una mezza guglia (1.000 euro) o ancora un quarto di guglia (500 euro). Un modo concreto per dire: questa parte di storia è anche mia.
Chi lo desidera potrà inoltre legare il proprio nome, quello della propria famiglia o di una persona cara all’intervento di restauro, trasformando il contributo in un gesto di memoria, di gratitudine, di appartenenza. Non per vanità, ma per lasciare un segno discreto e duraturo di un impegno condiviso.
La risposta arrivata finora dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Ad oggi sono state adottate 13 guglie – per la precisione 12 e tre quarti – grazie alla generosità degli offerenti. Un dato che racconta una comunità viva, capace di rispondere quando viene chiamata in causa, e che il Comitato accoglie con sincera gratitudine. Un ringraziamento che va a chi ha già scelto di esserci, diventando esempio concreto per tutti gli altri.
Ma il percorso non è ancora concluso. Restano altre guglie da salvare, altri tratti di storia da mettere in sicurezza. Per questo l’appello continua, con lo stesso spirito semplice e diretto: coraggio, perché prendersi cura del passato significa investire sul futuro. Significa riconoscere valore a ciò che ci è stato consegnato in eredità e scegliere di non voltarsi dall’altra parte.
C’è anche un aspetto pratico che rende il gesto ancora più accessibile: le donazioni effettuate per il restauro delle guglie possono beneficiare della detrazione fiscale del 19% nella dichiarazione dei redditi. Un incentivo che non cambia il senso dell’iniziativa, ma che può aiutare a trasformare una buona intenzione in un’azione concreta.
Accanto al progetto delle guglie, il Comitato Chiese Antiche invita anche a sostenere le proprie attività attraverso il tesseramento. È possibile rinnovare la tessera per l’anno 2026 o iscriversi per la prima volta con un contributo minimo di 10 euro. Anche questo è un modo per dire che la tutela del patrimonio non è affare di pochi, ma un impegno collettivo che si costruisce passo dopo passo.
Per informazioni o per contribuire al progetto è possibile contattare la Parrocchia di San Carlo Canavese, oppure il presidente Gianmario Leoni al numero 339 4919268, o scrivere all’indirizzo chieseantiche@gmail.com. Per il tesseramento, oltre allo stesso Leoni, ci si può rivolgere al vice presidente Gianfranco Ballesio, al tesoriere Massimo Canova o al segretario Mariagrazia Bauducco Marchi.
In un tempo in cui spesso si parla di degrado, abbandono e mancanza di risorse, l’operazione “Adotta una guglia” racconta un’altra storia. Quella di una comunità che non aspetta, che non delega, che sceglie di partire dal basso per prendersi cura di ciò che le appartiene. E che, guglia dopo guglia, prova a tenere insieme memoria, identità e futuro.
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