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Alba-Asti, due ore di ritardo e pendolari bloccati: la linea riaperta torna sotto accusa dopo il caos del mattino

Guasto, intervento sanitario e limiti strutturali: studenti e lavoratori arrivano a scuola e in ufficio con oltre cento minuti di ritardo

Alba-Asti, due ore di ritardo

Alba-Asti, due ore di ritardo e pendolari bloccati: la linea riaperta torna sotto accusa dopo il caos del mattino

Un ritardo record, superiore alle due ore, che ha trasformato una normale mattinata di scuola e lavoro in una corsa a ostacoli per studenti e pendolari. È quanto accaduto oggi sulla linea ferroviaria Alba-Asti, dove il treno partito da Alba alle 7.48, con arrivo previsto alle 8.31, è giunto a destinazione soltanto alle 10.13, scatenando proteste, richieste di giustificazioni e nuove polemiche sullo stato del collegamento ferroviario.

Il convoglio, carico soprattutto di studenti diretti negli istituti astigiani e di lavoratori pendolari, è rimasto bloccato lungo il percorso accumulando un ritardo definito “eccezionale” ma che, per chi viaggia quotidianamente, riporta alla memoria disagi già vissuti prima della lunga chiusura della linea. Nelle carrozze si è diffuso rapidamente il malumore: telefonate a scuole e uffici, messaggi per spiegare l’ennesimo arrivo in ritardo, e la sensazione di essere rimasti ostaggio di una tratta che fatica ancora a garantire affidabilità.

A fornire una spiegazione ufficiale è stato l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, che ha parlato di una concomitanza di eventi. «Si è trattato di una concomitanza di fattori che ha provocato un ritardo eccezionale, ma non rappresenta la normalità: solitamente questo convoglio è puntuale», ha chiarito. Nel dettaglio, secondo quanto riferito dall’assessore, il primo problema è stato un guasto a un passaggio a livello, che da solo avrebbe generato circa un’ora di ritardo. A questo si è poi aggiunto un piccolo incidente a bordo che ha coinvolto una studentessa, rendendo necessario l’intervento di un’ambulanza e l’attesa dei soccorsi, con un ulteriore allungamento dei tempi di percorrenza.

Una sequenza di imprevisti che ha finito per paralizzare la corsa e mandare in tilt l’intera mattinata di chi si affida al treno come mezzo principale di spostamento. Per molti studenti il ritardo ha significato l’ingresso in classe a lezioni già avviate, con la necessità di presentare giustificazioni per un disservizio non imputabile a loro. Per i lavoratori, invece, l’ennesima spiegazione ai datori di lavoro e la difficoltà di conciliare orari rigidi con un servizio che non sempre offre certezze.

Le rassicurazioni dell’assessorato non bastano però a spegnere le critiche. Molto duro è stato il commento di Fulvio Bellora, presidente del Comis, Comitato per la mobilità integrata e sostenibile, che ha messo in discussione la normalizzazione dell’accaduto. «Quanto accaduto non è normale: è un ritardo che accumula un Intercity, non un locale per pendolari», ha affermato, sottolineando come un disservizio di questa entità sia difficilmente accettabile su una linea utilizzata quotidianamente per studio e lavoro.

Secondo Bellora, il problema va oltre il singolo episodio. La linea Alba-Asti, riaperta da poco dopo anni di chiusura, potrebbe non essere ancora nelle condizioni ottimali per garantire un servizio pienamente efficiente. «Probabilmente necessita ancora di interventi di manutenzione», ha aggiunto, evidenziando come alcune criticità strutturali non siano state completamente risolte.

Tra i nodi ancora aperti viene citato il viadotto tra Motta e Costigliole, dove la velocità resta limitata a 60 chilometri orari, un vincolo che incide sui tempi di percorrenza e sulla capacità di assorbire eventuali imprevisti. «Molto è stato fatto per rilanciare questo collegamento, ma resta ancora molto da fare», ha concluso il presidente del Comis, richiamando l’attenzione sulla necessità di investimenti continui e mirati.

L’episodio di oggi riaccende così il dibattito sulla qualità del servizio ferroviario locale, soprattutto sulle linee considerate strategiche per contrastare l’uso dell’auto privata e promuovere una mobilità più sostenibile. La Alba-Asti rappresenta un collegamento fondamentale per due territori che condividono flussi quotidiani di studenti e lavoratori, e proprio per questo ogni disservizio assume un peso maggiore.

Per i pendolari, al di là delle spiegazioni tecniche, resta la richiesta di affidabilità. Perché se è vero che gli imprevisti possono capitare, è altrettanto vero che una linea rilanciata dopo anni di stop non può permettersi di tornare al centro delle cronache per ritardi record. L’obiettivo dichiarato è rendere il treno una scelta credibile e competitiva. Episodi come quello di oggi, però, dimostrano quanto la strada sia ancora lunga.

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