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Green a parole, benzina nei fatti: la nuova auto dei vigili accende la polemica in città

Consegnato il nuovo mezzo: investimento da 27.791,60 euro per un veicolo esclusivamente benzina. La minoranza attacca

Green a parole, benzina nei fatti: la nuova auto dei vigili accende la polemica in città

Green a parole, benzina nei fatti: la nuova auto dei vigili accende la polemica in città

Borgaro ha una nuova auto per la Polizia Locale. È stata consegnata in questi giorni, lucida di vernice e pronta a entrare in servizio. Ma prima ancora che possa macinare chilometri, sta già macinando polemiche.

Perché il punto non è l’allestimento, né la necessità di sostituire un mezzo vecchio e logoro. Il punto, per l’opposizione, è la scelta: motorizzazione esclusivamente benzina, pagata con 27.791,60 euro di risorse pubbliche. E soprattutto: la distanza tra ciò che si proclama e ciò che si compra.

A lanciare l’attacco è il gruppo consiliare di opposizione guidato da Elisa Cibrario Romanin, che ha diffuso una foto del nuovo veicolo con una scritta che è già un titolo politico: “Green a parole, benzina nei fatti!”. Una frase che non lascia spazio a interpretazioni e che si aggancia a un nervo scoperto: la sostenibilità come bandiera, la sostenibilità come pratica quotidiana.

La dichiarazione è netta: “La nuova vettura è stata consegnata. Un investimento di 27.791,60 euro di risorse pubbliche per l’acquisto di un veicolo a motorizzazione esclusivamente benzina. Una scelta palesemente anacronistica. Una decisione che non si concilia con le dichiarazioni dell’Amministrazione in materia di sostenibilità ambientale e transizione ecologica”. E, tradotto in linguaggio da consiglio comunale, significa una cosa semplice: coerenza cercasi.

Elisa Cibrario Romanin, consigliera comunale di opposizione

Il tema è nazionale, prima ancora che borgarese. Perché l’Italia dell’auto “green” non è un Paese in marcia spedita verso l’elettrico. È un Paese in frenata, pieno di dubbi, incentivi a singhiozzo, colonnine insufficienti, prezzi che scoraggiano e una transizione che spesso resta confinata ai comunicati. Il mercato lo racconta ogni mese: le ibride crescono perché sono un compromesso comodo, l’elettrico puro fatica perché costa e perché fuori dalle grandi città non è sempre praticabile. Nel mezzo, ci sono le amministrazioni locali che si trovano a scegliere: spendere di più per un mezzo elettrico (o almeno ibrido) e scommettere sul futuro, oppure restare sul “sicuro” e acquistare un’auto tradizionale.

Il problema è che, nel 2025, il “sicuro” non è più neutro. È una posizione. È una decisione che parla. Perché mentre l’Europa spinge verso l’addio ai motori termici, mentre le città discutono di limitazioni, ZTL ambientali, blocchi del traffico e qualità dell’aria, ogni acquisto pubblico diventa un messaggio: che idea di mobilità ha un Comune? E soprattutto: quanto ci crede davvero, alla transizione ecologica?

L’opposizione sostiene che l'amministrazione comunale di Borgaro, guidata dal sindaco Claudio Gambino, con questa vettura, abbia scelto di restare indietro. Non solo sul piano tecnico, ma sul piano simbolico. Perché una Polizia Locale è visibile, gira, sosta, entra nelle strade del paese ogni giorno. È un mezzo che “si vede”. E se il Comune dice sostenibilità, ma poi mette su strada un’auto benzina nuova di zecca, l’effetto è inevitabile: la sostenibilità diventa un’etichetta, non una linea politica.

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