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02 Febbraio 2026 - 12:47
Neve fino in pianura, il Piemonte sotto una lunga notte d’inverno tra disagi annunciati e accumuli importanti sulle colline
Il Piemonte si prepara a vivere una vera e propria notte d’inverno, con la neve pronta a scendere fino in pianura tra la tarda serata e le prime ore della mattinata di martedì. Una nuova perturbazione atlantica, già annunciata nei bollettini delle ultime ore, raggiungerà la regione portando precipitazioni diffuse, localmente intense, e un abbassamento progressivo della quota neve che coinvolgerà gran parte del territorio.
Il quadro meteorologico che si va delineando è quello di un passaggio rapido ma incisivo, concentrato soprattutto tra la tarda notte e l’alba, una finestra temporale breve ma sufficiente a creare criticità alla viabilità, in particolare sulle strade collinari, nel basso Piemonte e nei settori alpini. La neve, inizialmente confinata alle quote medio-alte, scenderà progressivamente fino ai fondovalle e alle pianure, con caratteristiche diverse a seconda delle zone: più asciutta e persistente a sud, più umida e intermittente sui settori settentrionali.
Il Cuneese sarà ancora una volta l’area più esposta e colpita. Qui la neve inizierà a cadere già dalla sera sulle quote collinari e montane, per poi raggiungere rapidamente la pianura dopo la mezzanotte. Tra l’una e le sette del mattino sono attese le precipitazioni più intense, con accumuli significativi non solo sulle Alpi Marittime e Liguri, ma anche sull’altopiano e sulle colline del Monregalese e delle Langhe. In montagna si prevedono quantitativi importanti di neve fresca, con valori che potranno superare i 30 centimetri e localmente avvicinarsi ai 50 nelle valli più esposte. Ma a fare notizia sarà soprattutto la neve a bassa quota, con accumuli a due cifre anche su Cuneo città e su molte aree collinari già dai 400-500 metri.
Nel basso Piemonte la nevicata avrà caratteri diffusi e a tratti fitti, con una copertura al suolo che potrebbe risultare problematica per gli spostamenti mattutini. Le aree tra Fossano, Mondovì, Ceva e la Val Tanaro sono quelle dove la neve potrà risultare più abbondante e persistente, mentre sulla bassa pianura settentrionale del Cuneese gli accumuli potrebbero risultare più contenuti ma comunque sufficienti a creare disagi.
Spostandosi verso l’Astigiano, la dinamica sarà simile ma con accumuli mediamente inferiori. La neve farà fatica a imporsi nelle prime ore, lasciando spazio inizialmente a pioggia o neve mista alle quote più basse. Tuttavia, con il passare della notte, il calo termico e l’intensificazione delle precipitazioni favoriranno la comparsa di rovesci nevosi anche in pianura. Asti città potrebbe risvegliarsi con qualche centimetro al suolo, mentre le colline del sud Astigiano e del Canellese vedranno accumuli più consistenti, specie sopra i 400-500 metri. Qui la nevicata sarà più compatta e meno effimera, con un rapido esaurimento dei fenomeni già in mattinata.

Nell’Alessandrino la situazione appare più complessa e incerta, legata anche alla possibile formazione di un minimo depressionario sottovento all’Appennino. Le precipitazioni inizieranno già nel tardo pomeriggio-sera, intensificandosi nella notte, con neve che scenderà progressivamente di quota. La pianura potrebbe vedere accumuli modesti, soprattutto tra Casale Monferrato e Valenza, mentre a sud del Tanaro e sulle prime colline gli apporti nevosi saranno più evidenti. Le aree appenniniche e l’alta Val Bormida sono quelle dove la neve potrà risultare più abbondante, con accumuli importanti sopra i 600-800 metri. Resta invece più elevata l’incertezza per Tortonese, Novese e Val Scrivia, dove un possibile richiamo di aria più mite potrebbe limitare la neve al suolo o trasformarla temporaneamente in pioggia, senza però escludere rovesci nevosi intensi verso l’alba.
Il Torinese vivrà una notte di attesa e progressiva trasformazione del tempo. Dopo una fase iniziale con fenomeni deboli e intermittenti, la situazione evolverà rapidamente tra la notte fonda e le prime ore del mattino. La neve, inizialmente confinata oltre i 500-700 metri, riuscirà a raggiungere la pianura in modo piuttosto diffuso, seppur con caratteristiche variabili. A Torino città gli accumuli previsti sono contenuti, nell’ordine di uno o tre centimetri, ma sufficienti a imbiancare strade e marciapiedi nelle prime ore del giorno. Nei quartieri collinari e pedecollinari gli accumuli saranno maggiori, così come sulla collina torinese e lungo l’asse del Po, dove sopra i 500 metri la neve potrà superare abbondantemente i 7-10 centimetri.
Le pianure della cintura sud e ovest, il Chierese e il Pinerolese vedranno una neve più continua, mentre sull’alto Canavese il fenomeno sarà più irregolare e legato soprattutto ai rovesci in transito all’alba. Qui l’imbiancata potrebbe risultare solo temporanea, ma sufficiente a rendere scivolose le strade nelle prime ore della mattinata.
Nel Biellese la neve arriverà più tardi, ma con una certa decisione. Dopo una prima fase con precipitazioni deboli e quota neve alta, la situazione cambierà nel cuore della notte, quando la neve potrà scendere fino alle quote più basse, accompagnata da rovesci anche intensi. Biella città potrebbe vedere qualche centimetro al suolo, mentre le colline e le valli interne accumuleranno quantitativi più consistenti, specie oltre i 700 metri.
Le province di Vercelli e Novara resteranno ai margini della nevicata più consistente. Qui le precipitazioni saranno generalmente deboli, con neve che faticherà a depositarsi in pianura, se non in forma di spolverata temporanea durante i rovesci più intensi all’alba. Le aree collinari e i fondovalle del Sesia potrebbero però vedere accumuli più significativi, mentre in alta Valsesia la neve sarà abbondante, con apporti importanti alle quote elevate.
Nel Verbano-Cusio-Ossola il discorso è simile: pianure e aree lacustri vedranno una neve debole e spesso umida, con accumuli scarsi o nulli, ma non è esclusa una temporanea imbiancata durante i rovesci mattutini. In montagna, invece, l’evento porterà neve fresca abbondante, con benefici evidenti per il manto nevoso delle valli ossolane.
Nel complesso, quella che attende il Piemonte è una notte breve ma intensa, capace di riportare scenari pienamente invernali anche dove l’inverno, finora, si era mostrato timido. Le raccomandazioni restano quelle di sempre: prudenza alla guida, attenzione alle condizioni delle strade nelle prime ore del mattino e dotazione adeguata per chi deve spostarsi verso aree collinari o montane. La neve, almeno per qualche ora, tornerà a essere protagonista su gran parte della regione.
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