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01 Febbraio 2026 - 10:39
La neve torna a far parlare di sé in Piemonte, tra attese, prudenza e una possibile imbiancata che manca da anni
Da alcuni giorni i modelli meteorologici segnalano l’avvicinamento di una nuova perturbazione atlantica, e oggi le previsioni, pur con i consueti aggiustamenti su tempi e traiettorie, confermano uno scenario che in Piemonte non passa inosservato: il possibile ritorno della neve fino a quote molto basse, con effetti più evidenti tra la serata di lunedì 2 e la mattinata di martedì 3 febbraio. Un’ipotesi che riporta al centro il tema degli inverni sempre più incerti e di un fenomeno, quello della neve in pianura, che negli ultimi anni è diventato sempre più raro.
L’area che, al momento, sembra avere le maggiori probabilità di accumuli significativi è quella a sud del Po, in particolare il Cuneese, dove la configurazione attesa potrebbe favorire precipitazioni più intense, soprattutto in prossimità dei settori alpini e sulle aree di medio-alta collina. In queste zone non sono esclusi accumuli a due cifre, mentre sulle Alpi Liguri e Marittime si parla di quantitativi ben più rilevanti, con oltre 40-50 centimetri di neve fresca possibili nei prossimi giorni.
Diverso il discorso per le pianure e per la Città di Torino, dove la cautela resta d’obbligo. Nelle ultime ore sono già comparsi titoli sensazionalistici che parlano di “grande nevicata” e di “disagi certi”, ma il quadro reale è molto più sfumato. Gli esperti invitano a non cadere nei titoloni acchiappa-click, ricordando che, allo stato attuale, non ci sono elementi per parlare di eventi eccezionali sulle pianure piemontesi. Solo a partire da domani, con ulteriori conferme, sarà possibile entrare nel dettaglio e ipotizzare accumuli differenziati zona per zona.

Eppure, anche senza scenari estremi, l’attenzione resta alta perché Torino potrebbe tornare a vedere la neve dopo un’attesa lunghissima. Sono passati infatti 1.145 giorni dall’ultimo episodio di neve con accumulo diffuso su tutto il capoluogo. Un dato che fotografa bene quanto il clima cittadino sia cambiato e quanto ogni possibile imbiancata sia ormai vissuta come un evento.
L’ultimo precedente, in realtà, è solo parzialmente tale. Il 21 novembre 2024 una nevicata da sfondamento interessò soltanto i quartieri Nord di Torino, lasciando il resto della città completamente all’asciutto. In quell’occasione, al nivometro Arpa dei Giardini Reali fu misurato appena un centimetro di neve, mentre l’evento risultò molto più consistente tra Canavese e alto Piemonte, con accumuli compresi tra 10 e 15 centimetri in località come Lanzo Torinese, Rivarolo Canavese, Ivrea, Biella, Varallo Sesia, Borgomanero, Verbania e Domodossola. I quartieri Sud del capoluogo, così come il basso Piemonte e le pianure orientali a est della Dora Baltea, rimasero invece fuori dalle precipitazioni.
Per ritrovare un episodio davvero uniforme su tutta Torino bisogna tornare indietro al 15 dicembre 2022, quando in poche ore caddero 8-12 centimetri di neve al suolo, con punte di circa 20 centimetri sulla collina. Una nevicata intensa e rapida, che mandò il traffico completamente in tilt, aggravata dalla concomitanza con uno sciopero del trasporto pubblico locale. Da allora, la neve è diventata un ricordo più che una consuetudine per la città.
L’eventuale finestra favorevole per una nuova imbiancata urbana, secondo le attuali proiezioni, sarebbe concentrata tra la tarda notte e le prime ore della mattinata di martedì, quando il possibile equilibrio tra temperature e precipitazioni potrebbe consentire qualche centimetro di deposito al suolo anche in ambito cittadino. Si tratterebbe comunque di quantitativi modesti, ben lontani dalle nevicate del passato, ma sufficienti a segnare una discontinuità rispetto agli ultimi inverni.
Il quadro complessivo, dunque, suggerisce prudenza. Nessuna grande nevicata generalizzata in pianura, ma una situazione da monitorare con attenzione, soprattutto per le zone alpine e collinari e per il Sud della regione. Ancora una volta, l’inverno piemontese sembra giocare sul filo dell’equilibrio, tra attese, speranze e una realtà climatica che rende sempre più complesso fare previsioni nette.
In questo contesto, più che allarmarsi o esaltarsi, sarà fondamentale seguire gli aggiornamenti ufficiali nelle prossime ore, evitando semplificazioni eccessive. La neve, se arriverà, sarà probabilmente più un segnale che un evento, ma basterà anche solo una leggera imbiancata per ricordare quanto, oggi, certi fenomeni non siano più scontati.
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