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Nasce il Distretto del Cibo della Pianura Canavesana e della Collina Torinese, una rete territoriale per dare forza all’agricoltura locale

Incontro operativo a Castellamonte con la Città metropolitana: quasi 80 Comuni e 2.500 aziende agricole coinvolte in una strategia condivisa

Nasce il Distretto del Cibo della Pianura Canavesana

Nasce il Distretto del Cibo della Pianura Canavesana e della Collina Torinese, una rete territoriale per dare forza all’agricoltura locale

Mettere a sistema agricoltura, territorio e comunità locali per costruire un modello di sviluppo più solido e competitivo. È questo l’obiettivo alla base del nuovo Distretto del Cibo della Pianura Canavesana e della Collina Torinese, al centro dell’incontro che si è svolto giovedì 29 gennaio a Castellamonte, con la partecipazione della Città metropolitana di Torino e dei Comuni coinvolti nel progetto.

La riunione ha visto protagonista il gruppo di lavoro territoriale, composto dai Comuni di San Giusto Canavese, Castellamonte nel ruolo di capofila e Comune ospitante, e da Agliè, Bairo, Cuceglio, Ozegna, Pertusio, San Giorgio Canavese, San Ponso, Valperga e Vialfrè. Un confronto definito operativo e proficuo, perché inserito all’interno di una rete molto più ampia, che interessa quasi 80 Comuni e coinvolge circa 2.500 aziende agricole distribuite tra pianura e collina.

Il Distretto del Cibo nasce con l’ambizione di superare una visione frammentata delle politiche agricole, puntando invece su una strategia comune capace di mettere in relazione produzione, trasformazione, promozione e tutela del territorio. Non solo un contenitore istituzionale, ma uno strumento pensato per rafforzare le filiere locali, favorire l’innovazione e creare condizioni concrete di sostegno per chi lavora nei campi e nelle aziende agricole.

Durante l’incontro si è discusso in particolare dell’esigenza di costruire un coordinamento stabile tra i Comuni, capace di dialogare con i livelli sovracomunali e di intercettare risorse, bandi e opportunità. Il Distretto viene visto come una leva per innovare le filiere, rendendole più efficienti e competitive, ma anche più sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale.

Un altro tema centrale è stato quello della valorizzazione delle eccellenze locali, che rappresentano un patrimonio economico e culturale spesso sottoutilizzato. Dalle produzioni agricole tradizionali ai nuovi modelli di agricoltura di qualità, l’obiettivo è dare maggiore visibilità e riconoscibilità ai prodotti del Canavese e della Collina Torinese, rafforzandone il legame con il territorio e con le comunità che li esprimono.

Il Distretto del Cibo si propone inoltre come spazio di collaborazione tra agricoltura e altri settori, dal turismo alla ristorazione, dalla formazione alla promozione culturale. Un approccio integrato che punta a generare ricadute positive non solo per le aziende agricole, ma per l’intero tessuto locale, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione.

L’impegno condiviso emerso dall’incontro è quello di lavorare insieme, superando i confini amministrativi e le logiche isolate, per garantire alla produzione locale basi più solide e aiuti concreti. In un contesto segnato da cambiamenti climatici, aumento dei costi e difficoltà di mercato, il Distretto viene visto come uno strumento strategico per dare maggiore resilienza e prospettiva al comparto agricolo.

Il percorso è ancora in fase di costruzione, ma il confronto avviato a Castellamonte segna un passaggio significativo. La sfida ora sarà tradurre le intenzioni in azioni, definendo priorità, progetti e strumenti capaci di rendere il Distretto del Cibo della Pianura Canavesana e della Collina Torinese un punto di riferimento stabile per lo sviluppo agricolo e territoriale dell’area.

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