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Tre anni dopo, la ragnatela tiene ancora: il libro di Samuele Bassan continua a parlare alle persone

Durante la presentazione del 28 gennaio alla biblioteca di Monteu da Po, fiabe e racconti che non invecchiano continuano a sorprendere i lettori

Lauriano

Samuele Bassan

Ci sono libri che nascono in un momento preciso e altri che, senza fare rumore, continuano a parlare alle persone anche a distanza di anni. “Quella ragnatela fra gli aghi di pino”, pubblicato a gennaio di tre anni fa come primo lavoro letterario di Samuele Bassan, appartiene a questa seconda categoria. Nel tempo, il libro ha continuato a generare interesse e a dare vita a incontri e occasioni di confronto. 

A dimostrarlo è stata la presentazione del 28 gennaio 2026 nella biblioteca di Monteu da Po, dove il volume è tornato protagonista di un incontro partecipato. «Sono contento che mi sia stato proposto di fare una nuova presentazione sul mio libro dopo tre anni», racconta l’autore. 

 “Quella ragnatela fra gli aghi di pino”, pubblicato a gennaio

Nato a Chivasso 25 anni fa e cresciuto a LaurianoBassan ha iniziato gli studi in Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, percorso seguito per tre anni, per poi scegliere un cambiamento deciso iscrivendosi al corso di Lettere Moderne all’Università degli Studi di Torino, più vicino alla sua sensibilità e al suo modo di osservare il mondo. 

Accanto agli studi, ha svolto per anni l’attività di animatore dell’oratorio di Lauriano, esperienza che gli ha permesso di confrontarsi con persone di età e vissuti diversi. Da questo contatto umano e da un’esigenza personale è nata la scrittura dei primi racconti, concepiti inizialmente come una forma di scrittura terapeutica. 

Con il tempo, quei testi hanno trovato un legame comune, dando vita a una raccolta di fiabefavole e racconti, uniti da personaggi ricorrenti e da una trama condivisa, pur mantenendo la possibilità di una lettura autonoma. Le storie affrontano temi profondi e attuali — le vite dimenticate, il lutto, le difficoltà dell’amore, l’incomprensione reciproca — con un linguaggio simbolico capace di parlare anche ai lettori più giovani. «I racconti sono collegati fra di loro da personaggi ricorrenti e da una trama che li accomuna, ma possono essere apprezzati anche se letti singolarmente», spiega Bassan. 

Durante l’incontro sono stati letti alcuni racconti significativi: La favola di Whisky il ragnetto, La ragazza nello specchio e Il corvo in cima al campanile. Le letture hanno dato vita a un momento di confronto con il pubblico, trasformando la presentazione in uno spazio di dialogo. 

Presente anche la sindaca di Monteu da Po, Elisa  Ghion, che si è detta piacevolmente sorpresa dall’ottimismo che attraversa le storie, nonostante atmosfere che, a una prima lettura, possono apparire cupe. Un ottimismo discreto, che non nega il dolore, ma lo attraversa. 

Oggi Samuele Bassan continua a scrivere, lasciando che le storie prendano forma giorno dopo giorno. Quel primo libro rimane un punto di partenza, un filo sottile che collega lettori e personaggi, emozioni e riflessioni. A tre anni dalla sua uscita, “Quella ragnatela fra gli aghi di pino” dimostra che certe storie non si esauriscono con la prima lettura: continuano a vivere, a sorprendere e a far riflettere, ogni volta che qualcuno le accoglie tra le mani. 

 

Samuele Bassan 

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