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01 Febbraio 2026 - 13:14
Limone Piemonte (CN), sabato 31 gennaio 2026. (Fonte: pagina FB Andrea Vuolo)
Secondo Stefano Rossi, meteorologo di ilmeteo.it, la nuova settimana si apre con uno scenario meteorologico decisamente lontano dalla stabilità. Le prospettive per chi sperava in un ritorno duraturo del bel tempo sono tutt’altro che incoraggianti: una vera e propria sequenza di perturbazioni atlantiche è pronta a investire l’Italia, portando piogge intense, venti forti e nevicate anche a quote insolitamente basse. Alla base di questa fase turbolenta c’è l’assenza di una figura di alta pressione capace di proteggere il Paese, sostituita da un continuo afflusso di correnti umide e instabili di origine oceanica.
La prima perturbazione è attesa sul finire di lunedì 2 febbraio, con un ingresso deciso a partire dalle regioni di Nord-Ovest. Si tratterà del preludio a un martedì 3 febbraio all’insegna del maltempo diffuso, soprattutto al Nord e in Toscana, dove sono previste piogge battenti e nevicate abbondanti su tutto l’arco alpino. La quota neve si manterrà generalmente oltre i 500–600 metri, ma non sono escluse nevicate a quote prossime alla pianura su alcuni settori del basso Piemonte. Il peggioramento coinvolgerà anche la Sardegna, mentre sono attesi nubifragi tra Liguria e Toscana e sul Friuli Venezia Giulia. Nel corso del pomeriggio le precipitazioni si estenderanno a Umbria, Lazio e localmente alle Marche, con venti forti di Scirocco.
Mercoledì 4 febbraio la prima perturbazione tenderà ad allontanarsi, ma senza riportare condizioni stabili. Il maltempo insisterà al Nord, sul Centro-Sud tirrenico, sulle Marche e sulla Puglia, con piogge sparse anche sulle Isole Maggiori. Le nevicate risulteranno copiose sulle Alpi oltre i 900 metri e sugli Appennini sopra i 1200 metri, accompagnate da venti meridionali forti, fino a burrasca sull’Adriatico centro-meridionale.
Una breve tregua è attesa tra la notte e le primissime ore di giovedì 5 febbraio, ma si tratterà solo di una pausa temporanea. Con il passare delle ore emergeranno infatti i segnali di una nuova perturbazione, con un primo peggioramento al Centro-Sud e sul Triveneto, dove la neve tornerà sugli Appennini oltre i 1300 metri. In serata il maltempo si estenderà in modo più deciso dalle Isole Maggiori verso il Centro-Sud e il Nord-Ovest. Il quadro evolverà poi verso una vigilia di weekend tutt’altro che tranquilla, con venerdì 6 febbraio previsto molto ventoso e instabile, soprattutto al Centro-Sud e in Emilia-Romagna.
Sul Piemonte l’attenzione è massima. A fornire un aggiornamento dettagliato è Andrea Vuolo, di Meteo in Piemonte, che nelle ultime ore ha confermato un quadro più definito e potenzialmente significativo: «Tra la tarda serata di lunedì e la mattina di martedì neve fino in pianura sul Piemonte, copiosa sul Cuneese con accumuli fino a 40–50 centimetri in montagna. La città di Torino, dopo 1145 giorni, potrà nuovamente imbiancarsi, di fatto interrompendo il più lungo periodo senza neve su tutto il capoluogo dal 1865».
Vuolo spiega che la temporanea tregua soleggiata in atto verrà rapidamente interrotta già dalle prime ore di lunedì 2 febbraio, con un aumento della nuvolosità legato all’arrivo di un nuovo sistema frontale atlantico. Le precipitazioni si attiveranno inizialmente in modo debole sui settori alpini meridionali e sull’Alessandrino, per poi estendersi progressivamente a tutta la regione entro sera. Dalla tarda serata e soprattutto nella notte, i fenomeni si intensificheranno, con condizioni favorevoli a un calo della quota neve fino in pianura su gran parte del Piemonte.
Secondo l’analisi, le temperature in quota e l’intensità delle precipitazioni favoriranno nevicate diffuse, con accumuli più probabili e consistenti sul Cuneese, sulle Langhe, sul Monregalese e sulle aree collinari. Sulle Alpi Liguri e Marittime sono attesi 35–50 centimetri di neve fresca, con picchi fino a 55–60 centimetri tra alta valle Stura di Demonte e Vermenagna. A 1.000–1.200 metri gli accumuli potranno raggiungere i 30–40 centimetri, mentre a bassa quota le zone più colpite saranno il Cuneese e le Langhe, con accumuli tra 10 e 15 centimetri e punte superiori sui rilievi.
Su Torino, l’evento resta seguito con particolare attenzione. Le stime indicano 2–4 centimetri in città, specie nei quartieri pedecollinari e meridionali, con accumuli maggiori sulla collina, dove si potrebbero raggiungere i 10–15 centimetri. Sarebbe la prima vera imbiancata estesa dopo il 15 dicembre 2022, quando la neve paralizzò il traffico cittadino. «Attenzione, tuttavia, a non cascare ai titoloni acchiappa-click», aveva già ammonito Vuolo nei giorni scorsi, invitando a una lettura prudente ma consapevole di un episodio che, pur senza assumere caratteri eccezionali in pianura, potrebbe risultare storicamente rilevante per Torino.
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