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01 Febbraio 2026 - 11:55
Celestino Vietti torna in pista: in Indonesia i test dell'Academy guidata da Valentino Rossi
Il cronometro non racconta mai tutta la storia, ma a volte suggerisce più di quanto sembri. Nei test privati della VR46 Riders Academy a Mandalika, disputati negli scorsi giorni in Indonesia, tra MotoGP, shakedown e grandi ritorni in pista, c’è anche il nome di Celestino Vietti. Non in cima alla classifica, ma dentro un gruppo che continua a rappresentare l’élite del motociclismo italiano cresciuto sotto l’ala di Valentino Rossi.
Vietti, classe 2001 di Cirié, è uno dei piloti formatisi all’interno della VR46 Academy, il progetto che più di ogni altro ha segnato il ricambio generazionale della MotoGP italiana. A Mandalika gira con una Ducati Panigale V4, chiudendo la sessione con un distacco inferiore al secondo dal miglior tempo assoluto. Davanti a lui ci sono nomi che oggi rappresentano il vertice del Motomondiale, a partire da Francesco Bagnaia, primo con il riferimento cronometrico più veloce, seguito da Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli.
Il dato non è tanto il piazzamento, quanto il contesto. Vietti è ancora lì, dentro il recinto dell’Academy, parte di un gruppo che continua a lavorare insieme, ad allenarsi, a misurarsi sullo stesso asfalto anche quando le carriere prendono direzioni diverse. Per lui, che dopo l’esplosione in Moto2 nel 2022 ha attraversato stagioni più complesse, Mandalika rappresenta una fotografia precisa: non un ritorno trionfale, ma una presenza solida, tecnica, coerente con un percorso di maturazione che procede lontano dall’hype.
In pista, in Indonesia, c’era anche Valentino Rossi, tornato a girare con la Yamaha R1 GYTR, documentando l’esperienza con un onboard che ha immediatamente catturato l’attenzione degli appassionati. Un’immagine simbolica, quella del fondatore dell’Academy che condivide l’asfalto con i piloti cresciuti nel suo progetto, mentre Bagnaia, campione del mondo e riferimento assoluto, continua a essere il punto di arrivo di quel modello.
Bagnaia domina la classifica dei test, confermando uno stato di forma che alimenta voci e aspettative. Vietti, invece, resta in una zona meno rumorosa, ma non marginale. Il suo tempo, a meno di un secondo dal migliore, racconta di un pilota ancora competitivo, capace di stare dentro il ritmo di un gruppo che rappresenta il massimo livello tecnico possibile fuori dal weekend di gara.
La VR46 Academy, anche in questa occasione, si conferma non come una semplice struttura di allenamento, ma come una comunità che attraversa le fasi delle carriere. C’è chi è al vertice, chi è in piena ascesa, chi sta cercando una nuova stabilità. Vietti appartiene a quest’ultima categoria: un talento che non ha smesso di lavorare, che continua a misurarsi con i migliori e che, anche quando si parla poco di lui, resta dentro la traiettoria giusta.
Mandalika, in questo senso, non è una classifica da celebrare, ma un passaggio. Un altro giro di pista in cui Celestino Vietti dimostra di essere ancora parte di quella storia iniziata anni fa a Tavullia, tra polvere, allenamenti e cronometri. Con Pecco Bagnaia davanti a tutti e Rossi ancora presente, a ricordare da dove tutto è partito.

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