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Cosa ci fa Bagnaia sulla neve? A Madonna di Campiglio per un evento davvero speciale

La nuova Ducati GP26 si presenta sulla neve, ma il cuore dell’evento batte piemontese

Bagnaia sulla neve

Bagnaia sulla neve presenta la Ducati che vuole dominare il 2026

Se c’è un volto che più di tutti catalizza l’attenzione a Madonna di Campiglio, tra neve perfetta e riflettori puntati, è quello di Pecco Bagnaia. Non solo perché è uno dei piloti più forti della MotoGP, non solo perché indossa i colori ufficiali del Ducati Lenovo Team, ma perché dietro quel casco c’è una storia che parte da Chivasso e arriva oggi al centro del motociclismo mondiale. La presentazione della Desmosedici GP26, avvenuta ieri mattina nell’ambito di “Campioni in Pista”, segna per lui molto più di un semplice cambio di livrea: è l’inizio di una stagione che profuma di riscatto, responsabilità e ambizione.

La scena è quella delle grandi occasioni. Pubblico numeroso, tifosi assiepati, smartphone pronti a immortalare ogni dettaglio. Accanto a Marc Marquez, superstar globale reduce da un’annata da record, Pecco Bagnaia sale sul palco con il suo stile inconfondibile: poche parole, sguardo concentrato, postura di chi sa esattamente dove vuole arrivare. E dove è già arrivato, partendo da una provincia piemontese che oggi lo guarda con orgoglio.

Per Bagnaia, pilota più vincente della storia Ducati in MotoGP, il 2026 non è un anno qualsiasi. È l’anno in cui Ducati celebra il centenario dalla fondazione, ed è anche l’anno in cui lui è chiamato a ribadire il proprio ruolo di riferimento tecnico e umano all’interno della squadra. La nuova GP26, con il Rosso Centenario opaco e la doppia banda bianca, sembra cucita addosso a questa fase della sua carriera: solida, elegante, aggressiva quanto basta.

Sul palco ci sono anche i vertici Ducati, Claudio Domenicali e Luigi Dall’Igna, consapevoli di avere tra le mani una coppia di piloti di livello assoluto. Ma se Marquez rappresenta la potenza del ritorno, Bagnaia incarna la continuità, il lavoro costruito nel tempo, la crescita paziente che lo ha portato dal Motomondiale alle vette della classe regina. 

Il contesto di Madonna di Campiglio fa il resto. L’evento, organizzato da Ducati insieme a Trentino Marketing e all’Apt Madonna di Campiglio, è diventato negli anni un appuntamento fisso, una sorta di rito di inizio stagione. Lo sottolinea anche l’assessore allo sport Mattia Gottardi, che parla di «matrimonio tra eccellenze sportive» e rivendica il ruolo del Trentino come territorio vocato allo sport, tra Coppa del Mondo di sci, grandi eventi e Olimpiadi all’orizzonte.

Ma mentre intorno si celebra, Pecco Bagnaia pensa già alla pista. Il 2026 per lui è una sfida personale. Dopo una stagione complessa, vissuta sotto pressione costante, l’obiettivo è tornare a esprimere quella lucidità e quella velocità che lo hanno reso campione. Non è un caso che venga spesso descritto come sinonimo di impegno e determinazione: qualità che non fanno rumore, ma vincono campionati.

La convivenza con Marc Marquez nello stesso box aggiunge un ulteriore livello di interesse. Due stili diversi, due storie opposte, un unico obiettivo. E per Bagnaia, cresciuto all’ombra delle colline piemontesi, il confronto non è un problema ma uno stimolo. Chi lo conosce sa che è proprio lì, nelle sfide più complesse, che riesce a tirare fuori il meglio.

Intanto l’evento prosegue. Fino a domani, Madonna di Campiglio ospita tre giorni di attività tra neve, incontri con i giornalisti, anteprime mondiali e momenti di svago sugli sci. Ma il messaggio è già passato. La MotoGP 2026 è iniziata simbolicamente qui.

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