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24 Gennaio 2026 - 17:17
Multe stradali, la tassa silenziosa: 8,5 miliardi in cinque anni
Negli ultimi cinque anni gli italiani hanno finanziato una parte consistente dei bilanci comunali… a colpi di contravvenzioni. Il conto è salato e difficilmente contestabile: 8,5 miliardi di euro versati complessivamente per multe stradali, una cifra che, spalmata sull’intera popolazione residente, equivale a 142 euro a testa, neonati compresi. Un dato che rende bene l’idea di quanto il tema delle sanzioni per violazione del Codice della strada pesi sulle tasche delle famiglie e, allo stesso tempo, rappresenti una voce strutturale per le casse degli enti locali.
È quanto emerge dai dati diffusi dal Codacons, che ha analizzato i numeri definitivi dichiarati dagli enti locali per il 2025 alla voce “Proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del Codice della strada a carico delle famiglie”. Numeri che raccontano una lieve inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, ma che restano comunque imponenti.
Nel 2025 gli incassi complessivi derivanti dalle multe stradali si attestano a 1,89 miliardi di euro, in calo del -4,4%rispetto al 2024, quando il gettito aveva raggiunto quota 1,98 miliardi. In termini assoluti, si parla di circa 88 milioni di euro in meno entrati nelle casse di Comuni, Province, Città metropolitane e Unioni di Comuni. Un calo che però non scalfisce il peso strutturale delle contravvenzioni nei bilanci pubblici locali.

A guidare la classifica regionale delle “multe d’oro” è ancora una volta la Lombardia, che nel 2025 incassa 455,8 milioni di euro, oltre il doppio della Toscana, seconda con 208 milioni, e davanti all’Emilia-Romagna, terza con 192 milioni di euro. In fondo alla graduatoria la Valle d’Aosta, con appena 2,7 milioni di euro, una cifra che riflette sia la ridotta popolazione sia una rete viaria meno estesa.
Se si guarda alle grandi città, quelle con oltre 250 mila abitanti, il primato spetta a Milano, che nel solo 2025 registra incassi da multe per 169,7 milioni di euro. Seguono Roma, con 118,7 milioni, e Firenze, che si ferma a 64 milioni di euro. Numeri che confermano come i grandi centri urbani restino le vere “capitali” delle contravvenzioni, complice traffico intenso, Ztl, limiti stringenti e una fitta rete di controlli.
Interessante anche la distribuzione degli incassi in base alla dimensione demografica dei Comuni. I piccoli centri sotto i 5 mila abitanti incassano complessivamente 105 milioni di euro, mentre quelli tra 5 mila e 10 mila residenti arrivano a 137 milioni. Salendo di fascia, i Comuni tra 10 mila e 20 mila abitanti raccolgono quasi 187 milioni, cifra che cresce a 325 milioni per gli enti tra 20 mila e 60 mila abitanti. I Comuni medio-grandi, tra 60 mila e 250 mila residenti, incassano 310 milioni di euro.
Il confronto con il 2024 evidenzia però forti differenze territoriali. La Calabria registra il calo più marcato degli incassi, con un -14,4%, seguita da Lazio (-12,3%) e Sicilia (-8,5%). All’opposto, il Molise segna un vero e proprio balzo in avanti: +62,9%, passando da 2,4 a 4 milioni di euro. In crescita anche Sardegna (+22%) e Abruzzo (+19%).
Tra le grandi città, le flessioni più significative riguardano Bari (-25,4%), Palermo (-19,5%) e Roma (-18,5%), mentre Firenze va in controtendenza, facendo segnare un +4,1% rispetto all’anno precedente. In generale, sottolinea il Codacons, sono proprio i grandi Comuni sopra i 250 mila abitanti a registrare, in proporzione alla popolazione residente, la riduzione più elevata degli incassi: -11,3% su base annua.
Secondo l’associazione dei consumatori, il calo delle entrate non è tanto legato alle modifiche introdotte dal nuovo Codice della strada entrato in vigore a dicembre 2024, quanto piuttosto a due fattori ben precisi. Da un lato, i nuovi limiti imposti agli enti locali per l’installazione degli autovelox, in vigore da giugno; dall’altro, e soprattutto, lo spegnimento di numerosi dispositivi di rilevazione della velocità in tutta Italia, conseguenza diretta delle sentenze della Cassazione che hanno dichiarato nulle le sanzioni elevate tramite autovelox non omologati. Un nodo giuridico e amministrativo che, a distanza di mesi, resta ancora irrisolto.
Guardando all’andamento storico, emerge con chiarezza come le entrate da multe stradali siano cresciute in modo costante negli ultimi anni. Nel 2021, ancora segnato dalle restrizioni alla mobilità legate all’emergenza Covid, gli incassi si fermavano a 1,2 miliardi di euro. Nel 2022 sono saliti a 1,6 miliardi, nel 2023 a 1,77 miliardi, fino a toccare il picco di 1,98 miliardi nel 2024, prima del lieve arretramento registrato nel 2025.
Insomma, al netto delle oscillazioni annuali, il quadro resta chiaro: le multe stradali continuano a rappresentare una fonte di entrate fondamentale per gli enti locali, e negli ultimi cinque anni hanno pesato complessivamente per 8,5 miliardi di euro sulle spalle dei cittadini. Una cifra che, tradotta in termini pro capite, racconta meglio di qualsiasi slogan il costo quotidiano della mobilità italiana: 142 euro a testa, senza distinzione d’età. Anche per chi, tecnicamente, non ha mai guidato un’auto.
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