A Chivasso, dietro una porta che oggi si apre con più fatica, c’è un cane che non capisce cosa sia successo. Fino a poco tempo fa aveva una routine, una persona di riferimento, una casa che era il suo mondo. Poi quella persona è mancata, a 60 anni, e tutto si è fermato. Il cane è rimasto, affidato alla madre della donna, 88 anni, che con tutta la buona volontà possibile non riesce però a occuparsi di lui come servirebbe.
La storia è emersa attraverso un appello pubblicato sui social, che in poche ore ha iniziato a muovere qualcosa. Da questa mattina sono già arrivate due telefonate. Due segnali importanti, che dimostrano come l’attenzione non manchi, ma che allo stesso tempo raccontano quanto sia delicato trovare la soluzione giusta.

Una delle persone che ha chiamato ha spiegato di vivere con undici gatti. Un’altra ha un cagnolino. Disponibilità sincere, ma che si scontrano con un dato fondamentale: questo cane non è abituato a convivere con altri animali. Non per aggressività, ma per abitudine, per carattere, per una vita costruita tutta intorno a un rapporto esclusivo. Con i gatti, dunque, la convivenza sarebbe molto difficile. Con un altro cane, forse possibile, ma solo con gradualità, conoscendosi prima, magari con una passeggiata insieme, senza forzature.
Il cane ha sei anni. È un incrocio tra un cocker e un border collie, giovane, molto vivace, pieno di energia. Ma in questi giorni quell’energia sembra essersi spenta. Chi lo vede lo descrive come depresso, provato dal lutto, disorientato da un’assenza che non sa spiegarsi. È sano, non ha problemi particolari, ma avrebbe bisogno di tornare a vivere, non semplicemente di essere “sistemato”.
Per questo la richiesta è precisa, e nasce dall’amore per il suo benessere, non dalla fretta di trovare una soluzione qualsiasi. Avrebbe bisogno di una casa grande, meglio se con un giardino, di persone giovani, attive, che abbiano tempo ed energie da dedicargli. Di qualcuno che non lo veda come un problema temporaneo, ma come una presenza da accogliere davvero.
Non è un’emergenza urlata, ma una situazione che va risolta nel modo giusto, prima che il tempo e la solitudine facciano danni più profondi. Questo cane non cerca solo un tetto. Cerca una nuova normalità, qualcuno che lo accompagni fuori da questo momento sospeso, che gli restituisca una quotidianità fatta di movimento, attenzioni, affetto.
A volte le storie più difficili non sono quelle gridate, ma quelle silenziose, che restano chiuse in casa aspettando che qualcuno si accorga che esistono. Qui, oggi, qualcuno se n’è accorto. Ora serve la persona giusta.