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30 Dicembre 2025 - 17:25
Allarme botti a San Mauro Torinese: in via Mezzaluna scoppia una “bomba” in piena notte (foto diffusa dai residenti)
Un’esplosione talmente forte da non sembrare un botto di Capodanno, ma un vero e proprio ordigno bellico. Così i residenti di via Mezzaluna, a San Mauro Torinese, hanno definito quanto accaduto nella sera tra il 29 e il 30 dicembre, quando un giovane è stato fotografato mentre si dava la fuga dopo aver fatto detonare un grosso petardo.
Dalla via si è alzata una densa colonna di fumo bianco, come documentato dai residenti, e il boato è stato avvertito anche nelle vie limitrofe.
«Non erano semplici fuochi – scrive online un cittadino –. Siamo usciti tutti spaventati sui balconi. Abbiamo bambini e animali in casa, abbiate un briciolo di decenza e di educazione». Poi l’accusa diretta: «Hai fatto scoppiare la “bomba” e sei uscito tranquillamente dal portone. Sei stato anche fotografato. Non ti pubblico per questioni di privacy, perché purtroppo anche chi è un deficiente gode del diritto alla privacy».
Lo sfogo non si ferma lì. «Hai voluto scoppiare la “bomba”? Perfetto. Rimani lì, senza scappare come un coniglio», conclude il post, che in poche ore ha raccolto decine di commenti e testimonianze analoghe.
C’è chi racconta di aver sentito lo scoppio a distanza di centinaia di metri. «Sentito anche da via Rivodora, una bomba», scrive un altro residente. Un altro ancora aggiunge: «Ero a letto con il bimbo, mi è preso un colpo».
E c’è chi parla apertamente di un comportamento ripetuto: «Probabilmente al tipo piace fare il giro del quartiere, ogni sera un posto diverso. Due sere fa zona Bertolla».
Non si tratta, secondo i residenti, di un episodio isolato. Da giorni vengono segnalati botti continui dal tardo pomeriggio fino a notte, con un’escalation culminata nello scoppio di via Mezzaluna, definito da più persone come “non un botto qualunque”. «Non è solo una questione di animali – scrive qualcuno – ma anche di anziani. Fa paura davvero».
Ed è proprio qui che emerge un dato non indifferente. A San Mauro Torinese non esiste una specifica ordinanza “anti-botti”, ma è in vigore da anni un divieto strutturale e permanente previsto dal Regolamento di Polizia Urbana. L’articolo 7, comma R, vieta infatti per tutto l’anno l’utilizzo di petardi, botti, mortaretti e artifici similari sul territorio comunale.
Un chiarimento che il Comune ha diffuso esclusivamente attraverso il proprio canale WhatsApp istituzionale il 30 dicembre, senza alcuna comunicazione ufficiale sulla pagina Facebook, contribuendo così a una scarsa conoscenza della norma. Nello stesso messaggio, l’amministrazione precisa però anche un elemento rilevante: una deroga è prevista nella notte di Capodanno, dalle ore 22:00 del 31 dicembre all’1:00 del 1° gennaio, limitatamente agli artifici rientranti nella categoria dei giochi pirotecnici e giocattoli, ovvero quelli a bassa pericolosità.
Questo significa che, pur in presenza di un divieto generale, nella notte di San Silvestro resta consentito l’uso di una specifica tipologia di fuochi, purché rientrino nelle categorie ammesse. Una distinzione tecnica che, nei fatti, rischia di diventare un terreno grigio, soprattutto quando entrano in circolazione petardi illegali o artigianali, ben lontani dai limiti di sicurezza.
Il confronto con Venaria Reale resta inevitabile. Qui il sindaco Fabio Giulivi ha firmato un'ordinanza che vieta esplicitamente i botti rumorosi dal 30 dicembre al 3 gennaio, consentendo esclusivamente i fuochi di categoria F1, a bassissima rumorosità. Una scelta nata dopo un episodio drammatico: lo scorso Capodanno un giovane ha perso una mano a causa dell’esplosione di un petardo raccolto da terra.
A Venaria l’amministrazione ha scelto una linea preventiva e visibile, rafforzando con un’ordinanza un principio già presente nelle norme generali. A San Mauro, invece, il divieto esiste ma resta affidato a un regolamento poco conosciuto e a una comunicazione istituzionale frammentaria, mentre il clima di esasperazione emerge con forza dai racconti dei residenti.
Il tema non riguarda solo il disturbo. I botti rappresentano un rischio concreto per l’incolumità delle persone. Ogni anno in Italia vengono sequestrate tonnellate di artifici non conformi, responsabili di ferimenti gravi, mutilazioni e incendi.
Senza contare l’impatto sugli animali domestici, che possono andare incontro ad attacchi di panico, fughe improvvise o, nei casi più gravi, a traumi fatali.
Quello di via Mezzaluna resta, per ora, l’episodio più eclatante di questi giorni a San Mauro. Ma la sensazione diffusa è che il problema sia più ampio e strutturale. Una questione che intreccia sicurezza, convivenza civile e responsabilità individuale, e che chiama in causa anche il modo in cui le regole vengono comunicate, comprese e fatte rispettare.
Perché quando un boato notturno fa pensare a una bomba, il confine tra una “ragazzata” e un pericolo reale è già stato ampiamente superato.
LA VOCE DEL CANAVESE
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