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Altro che crisi, a Natale i piemontesi tirano fuori 270 milioni per mangiare e festeggiare

Tra cena della Vigilia e pranzo del 25 la spesa cresce, reggono i consumi e il turismo sfiora il tutto esaurito

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Altro che crisi, a Natale i piemontesi tirano fuori 270 milioni per mangiare e festeggiare

Il Natale in Piemonte passa ancora dalla tavola, ma quest’anno racconta anche qualcosa di più. Racconta di una regione che, pur dentro un quadro economico non semplice, sceglie di festeggiare, di spendere, di ritrovarsi. La cifra complessiva parla chiaro: 270 milioni di euro destinati alla cena della Vigilia e al pranzo del 25 dicembre, con una spesa media stimata di 119 euro a persona. Un dato che fotografa un Natale concreto, meno sfarzoso di altri tempi ma tutt’altro che dimesso.

La tradizione resta il punto fermo. Tre piemontesi su quattro trascorreranno le feste in famiglia o da parenti, confermando un modello che resiste al tempo e alle difficoltà. Una quota più contenuta sceglie soluzioni diverse: il 9% a casa di amici, il 5% al ristorante, mentre il 6% sarà in viaggio, segno che il desiderio di evasione, anche solo per pochi giorni, non è scomparso. Il Natale 2025 si muove così tra continuità e piccoli cambiamenti, con una distribuzione dei comportamenti che resta stabile ma non immobile.

Dal punto di vista del commercio, il clima è decisamente migliore rispetto a quanto si temeva nei mesi scorsi. I negozianti interpellati registrano un bilancio positivo degli acquisti natalizi, soprattutto dopo il fine settimana che ha preceduto le feste. E ora l’attenzione è tutta rivolta al rush finale, quello che per pasticcerie, gastronomie e alimentari arriva fino alla mattina stessa del 25 dicembre. È qui che si gioca una fetta importante del fatturato natalizio.

Negli ultimi giorni si osserva un incremento marcato degli acquisti enogastronomici, dai prodotti tipici ai dolci delle feste, passando per vini e specialità locali. Un segnale che indica come il Natale, più che su beni durevoli o costosi, continui a concentrarsi sul consumo conviviale, sul piacere immediato della tavola condivisa. In crescita anche le vendite di libri, un dato che sorprende solo in parte e che conferma come il regalo “classico” mantenga un suo spazio, soprattutto quando il budget è sotto controllo ma si vuole comunque fare un dono significativo.

Il buon andamento dei consumi si riflette anche sul turismo. Gli alberghi di Torino guardano con soddisfazione alla chiusura del 2025 e all’avvio del 2026. Per San Silvestro l’occupazione delle camere sfiora già il 90%, una percentuale che si ripete nel week end del 3-4 gennaio e nel ponte dell’Epifania. Le prenotazioni continuano ad arrivare e l’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, è quello di avvicinarsi al sold out.

Numeri che si inseriscono in un quadro più ampio. Il 2025, per il comparto alberghiero torinese, viene archiviato come un anno complessivamente positivo, con mesi particolarmente brillanti, come novembre, capace di registrare picchi eccezionali. L’effetto combinato di eventi, turismo culturale e una rinnovata attrattività della città ha permesso al settore di recuperare terreno e di guardare con maggiore fiducia all’anno che sta per iniziare.

Per il commercio al dettaglio, invece, il Natale rappresenta una boccata d’ossigeno in un periodo segnato da margini ridotti e consumi prudenti. Le spese per le feste non risolvono problemi strutturali, ma contribuiscono a mitigare la contrazione degli incassi, offrendo un sostegno prezioso soprattutto alle piccole attività. Non tutte, però, riescono a beneficiarne allo stesso modo: alcune aree cittadine, come Vanchiglia, restano penalizzate e faticano a intercettare pienamente il flusso degli acquisti natalizi.

Il quadro che emerge è quello di un Natale che non cancella le difficoltà, ma le sospende per qualche giorno. Le famiglie piemontesi scelgono di non rinunciare del tutto, modulando la spesa, privilegiando qualità e tradizione, concentrandosi su ciò che rende le feste riconoscibili: la tavola, i regali essenziali, il tempo condiviso. Allo stesso tempo, il turismo urbano e di breve periodo conferma una vitalità che aiuta l’economia locale a chiudere l’anno con segnali incoraggianti.

Resta sullo sfondo il tema dei redditi e del potere d’acquisto, che continua a condizionare le scelte. Le aspettative degli operatori sono legate anche a possibili interventi fiscali capaci di alleggerire il peso sui lavoratori e sostenere i consumi. Ma intanto, almeno per queste feste, il Piemonte mostra di tenere, di non tirarsi indietro davanti al Natale.

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