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Alberi abbattuti nel cortile della scuola Arnulfi, a Valperga il verde diventa terreno di scontro

Alberi tagliati, polemiche accese e decisioni difficili: a Valperga il verde pubblico diventa specchio di una comunità divisa tra memoria e sicurezza

Alberi abbattuti nel cortile

Alberi abbattuti nel cortile della scuola Arnulfi, a Valperga il verde diventa terreno di scontro

Poche piante tagliate, molte domande aperte. A Valperga l’abbattimento di alcuni alberi secolari nel cortile della scuola media Arnulfi ha innescato una reazione a catena che va ben oltre il perimetro scolastico. La vicenda, nel giro di poche ore, ha acceso il dibattito pubblico, alimentato prese di posizione contrapposte e riportato al centro un tema sempre sensibile: il difficile equilibrio tra tutela del patrimonio verde e sicurezza.

Le immagini dei tronchi a terra hanno fatto rapidamente il giro del paese e dei social, trasformando un intervento tecnico in un caso politico. A colpire non è stato soltanto il taglio in sé, ma il valore simbolico attribuito a quegli alberi, considerati da molti parte integrante della memoria collettiva. Il cortile della scuola non è solo uno spazio funzionale, ma un luogo vissuto da generazioni di studenti, e la scomparsa improvvisa di piante storiche ha generato un senso diffuso di perdita.

Dal municipio, però, la lettura è diversa. L’amministrazione comunale rivendica una scelta fondata su valutazioni professionali e non su logiche arbitrarie. Alla base dell’intervento c’è una relazione tecnica redatta da un agronomo incaricato di verificare lo stato del patrimonio arboreo. Secondo quanto emerge, le piante abbattute presentavano criticità tali da rappresentare un potenziale pericolo per chi frequenta quotidianamente l’area scolastica. In un contesto dove transitano minori, la soglia di rischio accettabile si abbassa drasticamente e impone decisioni rapide.

Il punto centrale della vicenda è proprio questo: la responsabilità amministrativa. Ignorare una segnalazione tecnica di instabilità significa assumersi un rischio che, in caso di incidenti, avrebbe conseguenze non solo morali ma anche penali. È su questo terreno che l’amministrazione colloca la propria scelta, sottolineando come la prevenzione, in certi casi, prevalga sulla conservazione, anche quando il costo emotivo è elevato.

Le operazioni di abbattimento non sono state prive di tensioni. La presenza delle motoseghe nel cortile ha suscitato reazioni immediate, con contestazioni sul posto e un clima di forte emotività. Segnali di quanto il tema del verde pubblico sia capace di toccare corde profonde, soprattutto quando riguarda spazi legati alla quotidianità e all’infanzia. Ma la frattura che emerge non è soltanto emotiva: è anche culturale, tra chi vede negli alberi un bene intoccabile e chi chiede interventi basati su dati e responsabilità.

Il caso della scuola Arnulfi, spiegano dal Comune, rientra in un quadro più ampio. Il censimento del verde pubblico ha individuato altri esemplari in condizioni analoghe, per i quali potrebbero rendersi necessari interventi simili. Una prospettiva che non contribuisce a stemperare il dibattito, ma che viene accompagnata dall’annuncio di una campagna di nuove piantumazioni, pensata per sostituire nel tempo le piante rimosse con alberi più giovani e sani, compatibili con l’ambiente urbano.

Resta però il nodo politico e sociale. A Valperga, come in molti altri centri, il verde non è solo una questione tecnica, ma un elemento identitario. Ogni abbattimento diventa una scelta che chiede spiegazioni, trasparenza e capacità di dialogo. La sensazione, diffusa tra i cittadini, è che la comunicazione preventiva sia mancata o non sia stata sufficiente a preparare il terreno a una decisione inevitabilmente impopolare.

La vicenda degli alberi della scuola Arnulfi racconta così una dinamica ormai ricorrente: la difficoltà delle amministrazioni nel conciliare sicurezza, tutela ambientale e consenso. Un equilibrio fragile, che richiede competenze tecniche ma anche una narrazione capace di spiegare le ragioni delle scelte. Intanto, nel cortile della scuola restano gli spazi vuoti dove prima c’erano alberi, in attesa che il tempo e nuove piantumazioni ricuciano una frattura che oggi appare ancora aperta.

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