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16 Dicembre 2025 - 10:25
Come si combatte in cancro? A scuola!
L’idea è semplice solo in apparenza: parlare di salute prima che diventi emergenza, affrontare il tema della prevenzione oncologica quando il rischio sembra lontano, quasi astratto, e farlo nel luogo dove si formano abitudini, comportamenti e scelte che spesso accompagnano tutta la vita. È da qui che nasce Generazione Prevenzione, il progetto che in queste settimane prende forma nelle scuole superiori di Torino e della Città Metropolitana, con l’obiettivo dichiarato di incidere in modo concreto sulla conoscenza dei fattori di rischio legati a tumori e patologie croniche, come fumo, alcol e droghe.
Il progetto parte ora, ma guarda lontano. Non si limita a un ciclo di incontri informativi, né a una campagna episodica. L’ambizione è quella di costruire un percorso strutturato di educazione alla salute, capace di parlare il linguaggio dei ragazzi, di entrare nei loro spazi e, soprattutto, di renderli protagonisti attivi di un cambiamento culturale che in Italia continua a procedere con fatica.
Generazione Prevenzione nasce da una alleanza ampia e trasversale, che mette insieme competenze scientifiche, educative e istituzionali. A promuoverlo sono la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Ets e l’Istituto di Candiolo – Irccs, insieme alla Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi Ets e alla Fondazione Agnelli, con il supporto del Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Torino. Una rete che unisce ricerca, scuola, informazione e legalità, nella convinzione che la prevenzione non sia solo un fatto sanitario, ma anche sociale e culturale.
Il progetto non nasce dal nulla. Nella scorsa primavera era già stato sperimentato in forma pilota in tre istituti torinesi – Avogadro, Cottini e Umberto I – raccogliendo riscontri positivi sia tra studenti che tra docenti. Ora entra in una fase più ampia e strutturata, coinvolgendo il Liceo Alfieri e il Liceo Volta a Torino, l’Istituto Curie-Vittorini di Grugliasco e l’Istituto tecnico agrario paritario delle Scuole Salesiane di Lombriasco. Scuole diverse per indirizzo e contesto, scelte proprio per testare la capacità del progetto di adattarsi a pubblici differenti.
Gli incontri sono pensati come workshop di due ore, svolti in orario scolastico, per evitare che il tema venga percepito come un’aggiunta marginale o un’attività opzionale. Al centro non ci sono lezioni frontali, ma momenti di confronto guidato, supportati da dati scientifici, esempi concreti e linguaggi accessibili. L’obiettivo non è spaventare, ma rendere consapevoli, spiegare come certi comportamenti, spesso normalizzati in adolescenza, abbiano un impatto diretto e misurabile sul rischio di sviluppare malattie oncologiche anche in età relativamente giovane.

Un punto centrale del progetto è la tempestività. La ricerca scientifica mostra con sempre maggiore chiarezza quanto sia decisivo intervenire precocemente sui fattori di rischio. È su questo aspetto che insiste Gianmarco Sala, direttore generale della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, quando sottolinea che «investire sui giovani oggi significa proteggere la salute di domani». Un concetto che ribalta l’idea tradizionale di prevenzione come risposta tardiva, spostandola invece sul terreno dell’anticipazione e della responsabilità individuale.
La scuola, in questo senso, diventa un luogo strategico. Non solo perché intercetta una fascia d’età decisiva, ma perché consente di lavorare sulla costruzione di competenze, non solo di informazioni. È la linea indicata anche da Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli e consigliere delegato della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, che evidenzia come «la scuola rappresenti uno dei contesti più favorevoli affinché i giovani sviluppino le abitudini corrette per vivere in modo salutare». Non si tratta di moralismi o divieti, ma di fornire strumenti per scelte consapevoli, dentro e fuori dall’aula.
Il progetto, però, non si ferma ai banchi. Nella primavera, Generazione Prevenzione uscirà simbolicamente e concretamente dalla scuola per entrare nei luoghi della movida torinese, quelli dove spesso si concentrano comportamenti a rischio legati al consumo di alcol e sostanze. L’azione di sensibilizzazione avverrà in piazza, con lo SpecchioBus della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, affiancato dai Carabinieri. A bordo del mezzo sarà presente una figura medica, ma il vero elemento innovativo sarà il ruolo degli studenti stessi, chiamati a raccontare i rischi ai loro coetanei.
È un passaggio chiave: i giovani non più solo destinatari del messaggio, ma messaggeri. Un ribaltamento che punta a superare la diffidenza verso la comunicazione istituzionale e a sfruttare la forza del peer-to-peer, spesso più efficace di qualsiasi campagna tradizionale. Parlare di prevenzione tra pari, negli stessi luoghi e con lo stesso linguaggio, significa aumentare le possibilità che il messaggio venga ascoltato e interiorizzato.
Il coinvolgimento dell’Arma dei Carabinieri aggiunge un ulteriore livello di lettura. Non solo sicurezza in senso stretto, ma educazione alla responsabilità sociale. Il comandante provinciale di Torino, generale Roberto De Cinti, lo sintetizza con chiarezza quando afferma che «sostenere i giovani nella società vuol dire anche orientarne le scelte verso obiettivi comuni, come la salute, la condivisione e il rispetto per se stessi e gli altri». Un messaggio che lega prevenzione, legalità e cittadinanza attiva.
In un Paese dove i dati sul consumo di alcol tra i giovanissimi restano elevati e dove l’età di inizio del fumo continua a scendere, iniziative come Generazione Prevenzione intercettano un bisogno reale. Non promettono soluzioni immediate, ma lavorano su un terreno più profondo e meno visibile: quello della cultura della salute. Una cultura che, per diventare efficace, deve essere costruita nel tempo, con continuità e credibilità.
Il valore del progetto sta anche nella sua concretezza. Non slogan, ma contenuti scientifici validati; non eventi isolati, ma un percorso che si estende per tutto l’anno scolastico; non un pubblico passivo, ma studenti chiamati a mettersi in gioco. In un contesto sanitario sempre più sotto pressione, la prevenzione torna così ad essere non una parola astratta, ma una scelta politica e sociale, che parte dai giovani per riguardare l’intera comunità.
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