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Da domani si spara ai cinghiali: operazione di contenimento lungo il Sangone e nella cintura sud di Torino

Moncalieri, Nichelino e Mirafiori Sud tra le aree interessate: abbattimenti mirati per ridurre una presenza sempre più invasiva nei quartieri urbani

Da domani si spara

Da domani si spara ai cinghiali: operazione di contenimento lungo il Sangone e nella cintura sud di Torino

È prevista per domani sera, alle ore 20, la prima grande operazione di contenimento dei cinghiali nella cintura sud di Torino. Un intervento atteso da settimane, deciso dopo l’aumento esponenziale degli avvistamenti nelle aree urbane e periurbane. L’azione si concentrerà lungo l’asse del fiume Sangone, ma potrà estendersi anche nei territori di Moncalieri, Nichelino e Mirafiori Sud, zone che negli ultimi mesi hanno visto moltiplicarsi gli episodi di incursioni di branchi nei pressi di strade, quartieri residenziali e spazi verdi.

Il piano prevede l’abbattimento mediante spari, affidato esclusivamente a operatori autorizzati e addestrati per ridurre al minimo i rischi per la popolazione e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Una misura che arriva dopo numerosi segnali d’allarme: automobilisti che si sono trovati improvvisamente davanti a gruppi di animali sulle arterie principali, residenti che hanno segnalato cinghiali nei cortili condominiali o nei parchi pubblici, apicoltori e agricoltori danneggiati da scorribande notturne nei campi.

La questione non è nuova, ma negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti. L’espansione dei cinghiali verso le aree urbane è favorita da diversi fattori: la disponibilità di cibo nei cassonetti o nelle aree verdi non curate, l’assenza di predatori naturali e una riproduzione che può contare su più cucciolate all’anno. Secondo gli esperti, una popolazione non controllata è in grado di crescere con ritmi esponenziali, rendendo difficile ogni contenimento successivo.

Le autorità sottolineano che la scelta di procedere con gli abbattimenti non è stata presa a cuor leggero, ma si è resa necessaria per ridurre i rischi legati alla sicurezza stradale e per contenere i danni ambientali. Allo stesso tempo, si tratta di un provvedimento che riaccende il dibattito tra chi ritiene indispensabile un intervento drastico e chi invece invoca soluzioni alternative, come catture e trasferimenti o la creazione di barriere fisiche nelle aree più a rischio.

L’operazione di domani sarà dunque un banco di prova per valutare l’efficacia di questa strategia. La speranza delle amministrazioni locali è che l’azione consenta di riportare sotto controllo una situazione diventata ormai critica, restituendo maggiore serenità ai residenti e limitando i pericoli sulle strade. Ma resta aperta la questione più ampia: come gestire nel lungo periodo una presenza sempre più invasiva, che non riguarda solo la cintura torinese ma gran parte delle regioni italiane, dove i cinghiali hanno trovato negli spazi urbani un nuovo habitat da conquistare.

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