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Pavone
21 Marzo 2024 - 18:10
Paola Mino candidata a Pavone
Salgono a due le candidature ufficiali per le elezioni comunali dell'8 e 9 giugno a Pavone Canavese.
Dopo l'annuncio di Valentina Bessolo che guiderà la lista civica Crescita&Futuro, ad ufficializzare la propria candidatura, ora, è Paola Mino.
Quella di Paola Mino è una storia di passione e di amore per il suo paese. Classe 1970, compirà a breve 54 anni. La sua prima esperienza in amministrazione risale al 1999 quando a guidare Pavone venne eletto il sindaco Walter Catozzi: "Per cinque anni sono stata consigliera con deleghe alle politiche giovanili, alla comunicazione e al turismo. Nel 2004 mi ricandidai con Marisa Cornelio che mi nominò assessore sempre con le deleghe alle politiche giovanili, alla comunicazione e al turismo".
Proprio in quegli anni, per Paola Mino inizia un'avvincente avventura come direttrice del Museo d'Andrade: "Fu Marisa Cornelio a volermi dare nel 2005 quell'incarico che ho portato avanti per ben dieci anni con immensa dedizione".
Nel 2015, poi quel gioiello, vanto di tutto il Canavese, viene chiuso: "Era sindaco Alessandro Perenchio, ma diciamo che la sindaca precedente, Maria Aprile, aveva già ridotto i fondi. Fu davvero un pugno nello stomaco. Il nostro Museo era volano per quel turismo che tanto cerchiamo di portare in queste terre così ricche di storia, di cultura. Era riconosciuto dalla Regione e faceva parte del circuito Abbonamento Musei. Arrivavano anche pullman di visitatori da Torino. Per essere un museo piccolo e di provincia...".
La Fondazione Alfredo d’Andrade era nata per iniziativa del Comune di Pavone Canavese nel 1996. Gestiva uno spazio museale dedicato al pittore, archeologo e architetto italo-portoghese Alfredo d’Andrade (Lisbona 1839 – Genova 1915) che soggiornò a lungo in paese, dal 1885, quando avviò la ricostruzione del Castello.
La sede del museo e del centro studi, era situata in via Giuseppe Quilico 1 e venne inaugurata nel 1999 con la mostra temporanea “Alfredo d’Andrade. L’immagine ritrovata”.
Al primo piano c'erano le installazioni permanenti dedicate all'artista, al secondo piano, le mostre e gli eventi temporanei: "Nei dieci anni in cui sono stata direttrice - spiega Paola Mino - si sono tenuti un'ottantina di eventi, tra mostre, concerti e presentazioni di libri. Il fermento che girava intorno a quel polo era grandissimo".
Un incarico che la direttrice ha sempre svolto gratuitamente, a titolo di volontariato: "E' proprio lo statuto a prevederlo. L'unica dipendente era la segretaria che aveva un ruolo organizzativo e assicurava l'apertura del Museo per 12 ore settimanali come richiesto dalla Regione".
A smantellare tutto, poi, fu l'amministrazione guidata dal sindaco Endro Bevolo, eletto alla guida del paese nel 2019.
Va ricordato che era stato proprio grazie al Museo D'Andrade che al Comune di Pavone venne dato il riconoscimento di Comune Turistico.
"Ma il Museo non l'unica cosa che è stata distrutta - commenta sconsolata Paola Mino -. Per dieci anni siamo riusciti ad organizzare il Pavone Open Jazz Festival, portando artisti di richiamo internazionale. Si trattava di eventi realizzati con fondi e sponsorizzazioni private. Il costo per la collettività era bassissimo. Anche in questo caso, però è andato tutto perduto".
Per non parlare, poi, del centro di aggregazione giovanile. "Era uno spazio nel centro del paese dedicato ai giovani e alle loro attività - spiega la candidata -. Un luogo davvero importante, gestito in parte da volontari e da un operatore. Offriva supporto per le attività ludiche e per i compiti".
L'ultima candidatura per Paola Mino risale a dieci anni fa: "Ero nella lista Insieme per Pavone e abbiamo perso le elezioni vinte da Alessandro Perenchio. Cinque anni fa ho scelto di non ricandidarmi".
Paola Mino, lavora nel campo della psicologia del lavoro e si occupa di politiche attive del lavoro, ricollocazione e reinserimento lavorativo. Da molti anni, inoltre, si occupa dell'Ecomuseo dell'Anfiteatro Morenico di cui attualmente è vicepresidente.

Paola Mino si è candidata l'ultima volta nel 2014 con Insieme per Pavone
Ora ha deciso di rimettersi in gioco nel suo Paese, schierandosi in prima linea: "L'esperienza da cui arrivo è quella di Insieme per Pavone, ma è molto probabile che la lista avrà un nuovo nome. E questo perché ci teniamo a dare un'idea di rinnovamento. Ne faranno parte anche persone nuove, ma è prematuro aggiungere di più. Tutto il resto è top secret".
A spingerla a candidarsi è stato l'amore per il suo paese: "Sembra retorico, ma non vuole esserlo. E' solo che negli ultimi anni ha visto il mio paese sempre più maltrattato. E ciò al di là del museo. Questo è un territorio con grandissime potenzialità: perché non sfruttarle? Le risorse economiche sono importantissime, ma non sono tutto. E' altrettanto importante l'organizzazione e la condivisione. Fare rete dovrebbe essere un po' l'Abc, si mettono insieme le ricchezze di tutti".
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